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Team per l’innovazione: finanza creativa e vecchie pratiche burocratiche nel Piano Nazionale Scuola Digitale

L’esiguità delle risorse per la formazione diventa uno strumento di attacco all’autonomia delle scuole.

18/03/2016
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Come abbiamo segnalato in precedenti notizie (vedi correlati), il MIUR ha emanato alcune note ministeriali relative alla formazione di specifiche figure all’interno delle istituzioni scolastiche legate all’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

In particolare nella nota 4604 del 3 marzo 2016, la competente Direzione generale ha chiesto direttamente ai Dirigenti Scolastici l’immissione dei dati su una piattaforma informatica dedicata, a cui era possibile accedere con un link unico e personale, dei tre docenti componenti del “team per l’innovazione”. L’applicazione è stata attiva dalle 9.00 dell’11 Marzo alle 23.59 del 16 Marzo 2016.

Come è noto, l’Azione #25  del Piano nazionale Scuola Digitale (PNSD) adottato con DM 851/15, prevede l’utilizzo di una parte assai rilevante di risorse per la formazione (10 milioni su 40) stanziate dalla Legge 107/15 finalizzate alla “Formazione in servizio per l’innovazione didattica e organizzativa” del personale scolastico, collegata alle specifiche attività inserite nel Piano triennale dell’Offerta Formativa (PTOF). Per fare questo il PNSD prevede, come misura di accompagnamento, la formazione di “differenti profili in grado di collaborare efficacemente all’interno e relazionarsi all’esterno come team per l’innovazione”.

Ecco come queste belle parole sul team per l’innovazione si stanno concretizzando:

  1. vengono utilizzate le risorse per la formazione dell’annualità 2014 (DM 762/14) residuate dopo la pesantissima riduzione operata dal Decreto Legge 66/14
  2. l’esiguità della risorse si trasforma in un numero preciso per scuola di docenti, tre per scuola appunto, da formare
  3. i docenti da formare diventano automaticamente il “team per l’innovazione
  4. l dirigente scolastico individua i nomi in tempi così ravvicinati da rendere impraticabile qualsiasi coinvolgimento e condivisione degli organi collegiali di scuola
  5. il dirigente scolastico entro il 16 marzo scorso ha comunicato i dati dei tre docenti, attraverso una applicazione informatica dedicata, secondo una modalità vetero-burocratica e di mero adempimento formale già sperimentata per l’animatore digitale
  6. iscrizione ai corsi di formazione dei docenti del team per l’innovazione digitale dal 17 marzo al 21 marzo 2016, accedendo all’apposito ambiente Sidi/Polis http://archivio.pubblica.istruzione.it/istanzeonline/index.shtml
  7. rimodulazione dei percorsi formativi già autorizzati ai sensi del decreto ministeriale n. 762 del 2014, ma ancora non avviati, in relazione a quanto previsto dal PNSD (nota 4605/16).

Il messaggio che il MIUR lancia è chiaro: l’innovazione digitale nelle scuole deve andare di pari passo con l’involuzione dei processi democratici e partecipativi e con l’attivazione di procedure automatizzate che portano a considerare le istituzioni scolastiche, non soggetti dotati di autonomia didattica e organizzativa, ma semplici articolazioni del ministero.

Che il piano nazionale scuola digitale avrebbe riportato indietro di decenni l’orologio della storia, nessuno l’avrebbe mai immaginato….

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