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Tavolo permanente sulla sicurezza, dopo il confronto con il ministero dei trasporti il confronto prosegue con l’audizione delle associazioni dei genitori

Prossimo incontro sulle povertà educative a cui seguirà un confronto con gli USR per monitorare gli esiti dei tavoli regionali. La FLC chiede l’aggiornamento del Protocollo di Sicurezza per dare la massima tutela al personale scolastico.

20/11/2020
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Il lavoro del tavolo permanente sulla sicurezza, previsto dal Protocollo Nazionale firmato il 6 agosto al fine di monitorare la situazione delle scuole alla ripresa dell’anno scolastico, ha affrontato venerdì 13 novembre le criticità relative alla mobilità degli studenti e oggi 20 novembre ha proseguito la sua attività con l’audizione delle associazioni delle famiglie.

Il 13 novembre l’incontro è stato dedicato alle problematiche del trasporto pubblico e trasporto scolastico, viste le enormi criticità che questo settore ha immediatamente evidenziato alla ripresa delle lezioni, è emersa la necessità di un più efficace coordinamento tra enti locali e scuole per arrivare ad una vera e propria progettazione integrata che permetta di incrociare più efficacemente i bisogni delle scuole con la programmazione degli orari del trasporto pubblico e con le specifiche situazioni locali. Sarà perciò necessario prevedere anche la possibilità di servizi aggiuntivi per il secondo ciclo in tutti quei casi in cui l’esperienza del primo mese di lezioni ha evidenziato le situazioni più critiche (sovraffollamento dei mezzi pubblici, assenza di controlli, assenza di servizi nelle fasce orarie ridefinite dalle scuole attraverso lo spostamento dell’orario di ingresso del 50% degli studenti). Sarà altresì fondamentale rendere effettivamente operativi i tavoli regionali previsti dal Protocollo Nazionale ma in alcuni casi mai avviati o resi operativi.

L’incontro di oggi, 20 novembre, durante l’audizione delle associazioni delle famiglie è stato evidenziato come le sollecitazioni che arrivano dalle rappresentanze dei genitori vadano nella medesima direzione auspicata dai sindacati della scuola di costruire le condizioni per il mantenimento della didattica in presenza nel primo ciclo e per una sua ripresa immediata nella scuola secondaria di secondo grado. È stata per questo sottolineata la necessità di allargare la partecipazione delle associazioni ai tavoli regionali che, per la loro vicinanza ai bisogni del territorio, possono svolgere in questa fase un ruolo di snodo fondamentale nell’intercettare i bisogni reali della collettività di cui fanno parte integrante e contribuire alla soluzione dei problemi.

Da entrambi gli incontri è emersa la necessità di avere un quadro più completo e dettagliato della situazione dei contagi e di procedere ad una integrazione del protocollo nazionale alla luce dell’evoluzione normativa.

Nei nostri interventi come FLC CGIL abbiamo sottolineato che il ricorso generalizzato alla DaD dopo il DPCM del 3 novembre 2020, che ha allontanato dalla scuola milioni di studenti, rappresenta un evento drammatico, non dovuto a responsabilità della scuola che però paga oggi il prezzo più alto della mancanza di coordinamento tra i soggetti istituzionali che avrebbero dovuto accompagnarla nella ripresa delle attività. È per questo necessario che durante l’interruzione forzata della didattica in presenza si lavori in sinergia per ripristinare le condizioni indispensabili a rendere effettivamente esigibile il diritto allo studio di milioni di studenti. È necessario, inoltre, aggiornare in tempi stretti il protocollo sulla sicurezza, siglato sei mesi fa in un contesto completamente diverso da quello attuale. Ciò al fine di dare la massima tutela alle centinaia di migliaia di docenti, educatori, dirigenti e Ata che continuano a svolgere l’attività in presenza a scuola, anche nelle cosiddette zone rosse.

Nelle sue conclusioni, la dott.ssa Giovanna Boda che coordina il tavolo nazionale, ha precisato che la rilevazione dei contagi nelle scuole è stata interrotta perché la mancanza dei dati provenienti dalle scuole del secondo ciclo rende i dati non coerenti ma non per questo è stata allentata l’attenzione sulle scuole e sulle loro problematiche. Ha annunciato a tale proposito che si procederà quanto prima a integrare il protocollo con le risposte a tutte le altre problematiche segnalate dalle scuole.

L’attività del tavolo proseguirà nei prossimi venerdì con l’esame delle problematiche connesse alle povertà educative e con l’incontro con gli USR.

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