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Sottoscritto all'ARAN l'accordo sui "gradoni"

La FLC CGIL deciderà se firmare o meno dopo che il governo scoprirà le sue carte sul numero delle stabilizzazioni e sulla transitorietà del taglio agli stipendi dei neoassunti. Nel pomeriggio il MIUR presenta il piano di assunzioni ai sindacati.

04/08/2011
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Abbiamo deciso di sospendere la firma sull'accordo che taglia le retribuzioni di docenti e Ata in procinto di essere stabilizzati.

Siamo stati protagonisti nel rivendicare ed ottenere un piano triennale di assunzioni attraverso iniziative di lotta e legali. È davvero singolare chiederci di sottoscrivere un accordo sulle stabilizzazioni prima ancora di conoscerne l'entità.

Vogliamo essere certi che al sacrificio dei lavoratori corrisponda una contropartita altrettanto seria:

  • stabilizzazioni certe
  • garanzia che tutti i posti vacanti e disponibili siano assegnati ai precari
  • transitorietà del taglio in busta paga.

Infatti, solo nel secondo pomeriggio di oggi il MIUR dovrebbe consegnare ai sindacati il Decreto Interministeriale sul piano triennale previsto dal decreto sviluppo. Informazioni ufficiose parlano di 131 mila stabilizzazioni in tre anni. Bene, ma adesso ci aspettiamo chiarezza nelle modalità e nei tempi del piano e soprattutto armonizzazione tra nord e sud. La convocazione al MIUR, anche se tardiva, è frutto della fermezza della FLC CGIL che il 19 luglio non ha voluto firmare un accordo al buio. E se anche le cifre saranno confermate vorrà dire che i conti della FLC sulla possibilità di centomila assunzioni senza oneri aggiuntivi erano esatte.

Valuteremo, dunque, alla luce delle comunicazioni del MIUR e alla disponibilità sulla transitorietà della modifica del contratto nazionale se apporre la nostra firma all'accordo dell'ARAN; la nostra posizione è limpida: niente giochetti sulle cifre e certezza sul futuro di migliaia di docenti e Ata che lavorano da anni e che hanno diritto al ruolo senza subire un danno permanente sullo stipendio e sui trattamenti previdenziali.

Tutto dipenderà, dunque, dalla concretezza e credibilità delle proposte che ci farà il governo, sperando che la smetta di imbrogliare le carte per realizzare solo tagli alle retribuzioni, come ha fatto finora.

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