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Sicurezza nelle scuole: insopportabili le responsabilità nella gestione degli edifici scolastici

Necessario per la FLC CGIL il miglioramento delle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici e un intervento legislativo che precisi le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.

11/06/2021
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Un dirigente scolastico toscano avrebbe ricevuto un avviso di garanzia a seguito della morte per COVID di un dipendente della scuola avvenuta nel mese di settembre. La sindaca di Crema ha dichiarato alla stampa di essere indagata per l’infortunio occorso a un bambino frequentante un asilo gestito dal Comune. Si tratta di due episodi che riguardano soggetti diversi, accomunati però da analoghe responsabilità in materia di sicurezza.

Proviamo a fare chiarezza: nel caso di morte per COVID, catalogata come infortunio sul lavoro, l’attività istruttoria avviata dall’INAIL chiama in causa il dirigente scolastico/datore di lavoro rispetto all’applicazione del Protocollo Nazionale di Sicurezza, mentre il caso di Crema richiama la responsabilità connessa alla vigilanza degli alunni e alla valutazione dei rischi presenti nell’ambiente scolastico. Gli indagati dovranno dimostrare, ognuno secondo le azioni e le responsabilità di propria competenza, di aver dato disposizioni, di aver segnalato la presenza di un rischio e assunto le necessarie misure di prevenzione e protezione.

La magistratura dovrà accertare le responsabilità dei diversi soggetti coinvolti, ma in queste ore i due casi di cronaca stanno sollecitando la riflessione dei dirigenti scolastici sulla loro forte esposizione alle responsabilità in materia di sicurezza, perché come datori di lavoro rispondono direttamente e personalmente degli infortuni di qualsiasi natura avvenuti all’interno degli edifici scolastici ad alunni e personale, sia per anomalie strutturali degli edifici che per comportamenti non conformi di altri soggetti. Su di loro, infatti, ricadono le responsabilità della valutazione dei rischi, della gestione delle misure di prevenzione e protezione, del controllo degli adempimenti e delle disposizioni impartite, oltre che la responsabilità della richiesta di adempimento da parte dell’ente locale competente alla fornitura degli edifici scolastici.

A queste già pesanti responsabilità la pandemia ha aggiunto ora anche quella del rischio biologico. La difficile gestione della prevenzione anti-covid e dei numerosi e spesso gravissimi e tragici casi di contagio, che i dirigenti scolastici hanno affrontato in questo terribile anno scolastico, spesso senza il previsto coordinamento con il Dipartimento di Protezione Anticovid istituito presso le ASL, li ha esposti infatti a un carico di responsabilità senza precedenti che la vicenda del dirigente scolastico toscano sintetizza drammaticamente, mentre la vicenda della sindaca di Crema solleva la necessità di avviare una riflessione collettiva sul tema delle responsabilità sulla gestione della sicurezza nelle scuole statali.

"Riteniamo indispensabile - ha dichiarato in una nota stampa il segretario generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli - un intervento legislativo che precisi le responsabilità dei dirigenti nella gestione degli edifici scolastici e gli ambiti che sono invece di competenza degli enti locali per quanto riguarda gli aspetti strutturali degli immobili.
 
Si tratta di una battaglia di civiltà che deve partire in primo luogo dalla realizzazione, non più rinviabile, degli interventi di messa in sicurezza di tutte le scuole del Paese, attraverso gli obiettivi previsti dal PNRR e, deve proseguire poi, individuando e attribuendo correttamente i diversi ambiti di responsabilità che spettano ai soggetti in campo, amministrazioni locali, amministrazione scolastica centrale e periferica, dirigenti scolastici, in una logica di coesione nazionale e di pari condizioni per le opportunità di apprendimento in ogni parte del Paese.

La sicurezza delle strutture scolastiche riguarda milioni di cittadini italiani che nelle scuole studiano e lavorano ogni giorno: dall'amministrazione scolastica, agli enti locali, al Governo e al Parlamento, tutti devono essere coinvolti nella ripresa di una campagna di sensibilizzazione su questo tema".

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