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Secondo ciclo: la Moratti contro se stessa

In uscita i decreti ministeriali in attuazione del Dlgs 226/05

27/01/2006
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Da qualche giorno abbiamo notizie, riprese anche dalla stampa, relative al fatto che il Ministro Moratti abbia già firmato decreti ministeriali in attuazione del Decreto Legislativo 226/05, relativi alla tabella di confluenza degli attuali licei nei nuovi, previsti dalla sua riforma, e all’incremento della quota del 20% dei piani di studi a disposizione delle scuole autonome.

Nelle ultime ore ci giungono voci in base alle quali ai due decreti pare se ne aggiunga un terzo, in base al quale il Miur promuoverebbe la sperimentazione della sua riforma a partire dall’anno scolastico 2006/2007.

Noi vogliamo credere che si tratti di una “bufala”.

Perché se così non fosse, ed è questo il motivo che ci ha indotto a riportare quelle voci, saremmo di fronte ad un atto gravissimo, inopportuno, nonchè illegittimo.

Atto illegittimo rispetto proprio a quanto contenuto all’art. 27 comma 4 del decreto 226/05, che recita testualmente “ il medesimo Ministero non promuove sperimentazioni del nuovo ordinamento nelle scuole, ferma restando l'autonomia scolastica".

La Moratti con un decreto ministeriale violerebbe la previsione di un decreto legislativo da lei stessa emanato.

Non solo; quella norma è scaturita da un accordo interistituzionale, in sede di Conferenza Unificata, sottoscritto dai ministri La Loggia e Moratti.

Saremmo all’illegittimità unita ad uno strappo istituzionale di non poco conto!!!

Gravissimo perchè, in una fase in cui il Governo ha chiesto di allungare i tempi della legislatura per convincere il Paese delle progressive sorti cui sarebbe stato destinato dalle sue decisioni, che il Paese però non mostra di apprezzare, il ministro Moratti decide di usare la scuola per un'operazione tutta politica che non tiene conto, anzi va contro, gli interessi della scuola pubblica di cui istituzionalmente dovrebbe essere custode.

Inopportuno perché, pur nel caos di queste ultime fasi di governo di centro destra, su questo versante le scuole superiori avevano un riferimento legislativo chiaro ed inequivocabile: nulla sarebbe cambiato fino al 2007/08, come previsto dal decreto legislativo 226/’05 che, sempre all’art. 27 comma 4, prevede che “ le prime classi dei percorsi liceali e il primo anno di quelli di istruzione e formazione professionale sono avviati contestualmente a decorrere dall'anno scolastico e formativo 2007-2008, previa definizione di tutti gli adempimenti normativi previsti”.

In tal senso si sono mosse nell’attività di orientamento verso genitori e studenti rispetto alle iscrizioni, che sono scadute appunto il 25 gennaio u.s.

Come si concilino le iscrizioni ed i conseguenti diritti di genitori e alunni ad una scelta consapevole con una previsione che, nei fatti, ne rimetterebbe in discussione le basi su cui quelle scelte sono state operate, pare non essere oggetto delle pre/occupazioni di un ministro che evidentemente a quello istituzionale antepone l’interesse della sua parte politica.

Roma, 27 gennaio 2006

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