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Elezioni RSU 2012: si vota anche nelle scuole statali e negli Uffici Scolastici consolari all’estero

Il MAE ha reso note le sedi estere dove si vota per eleggere le nuove rappresentanze sindacali unitarie. Si vota per contare e per qualificare il nostro sistema pubblico di istruzione all’estero.

10/01/2012
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Il MAE con un proprio Messaggio ha comunicato alle OO.SS., all’Aran e al MIUR l’elenco delle sedi estere dove si vota per il rinnovo delle RSU. La novità più significativa, rispetto alla consultazione del 2006, è rappresentata dal fatto nuovo che esercita il diritto di voto, attivo e passivo, anche il personale della scuola di nomina MAE in forza nelle sezioni bilingui e nelle scuole internazionali in quanto incardinato presso lo stesso Ufficio scolastico consolare dal quale dipendono gerarchicamente.
Questa novità recepita esplicitamente dall’Aran – circolare n. 4 del 2011 – ha consentito che in alcune sedi si realizzassero quelle condizioni previste dalla legge per eleggere le rappresentanze sindacali unitarie ovvero avere in servizio un numero di dipendenti almeno di 15 unità tra personale assunto a tempo indeterminato e a tempo determinato. Come per il territorio metropolitano la tempistica delle procedure elettorali è la stessa di quella individuata nel protocollo sottoscritto all’Aran il 14 dicembre 2011.  

Purtroppo sono esclusi dalla consultazione elettorale, oltre alle sedi che hanno un numero di addetti inferiore a 15 dipendenti di nomina MAE, i lettori e il personale in servizio presso le scuole paritarie. I primi perché incardinati nella Ambasciate; i secondi perché in servizio presso enti e soggetti privati. Ovviamente non possono esercitare il diritto di voto  i Dirigenti scolastici.

Secondo i dati forniti dallo stesso MAE partecipano a questo appuntamento elettorale 551 unità di personale tra docenti e personale Ata, in servizio presso le 19 sedi idonee a eleggere proprie RSU. Si ricorda che al momento i docenti supplenti, con nomina fino alla fine delle lezioni, esercitano il solo diritto di voto attivo. La FLC CGIL ha chiesto all’Aran di consentire anche ai supplenti temporanei la partecipare alla consultazione. La questione  dovrebbe sciogliersi nei prossimi giorni.

Si vuole, inoltre, sottolineare la grande valenza politica che ha e ha assunto questo appuntamento democratico non solo alla luce dei tentativi da parte del passato governo di centrodestra di boicottarlo, ma soprattutto per via delle ultime vicende di politica sindacale  perché questa tornata elettorale rilancia la questione della democrazia nei luoghi di lavoro  in un contesto dove, invece, sembrano riemergere quelle spinte di tipo neocorporativo che vogliono ridurre al silenzio le lavoratrici e i lavoratori. Tra l’altro va ricordato che non si vota solo nella scuola ma in tutto il pubblico impiego per cui questo appuntamento rappresenta per tutte le organizzazioni sindacali un vero e proprio test elettorale di verifica del consenso delle rispettive linee politiche. Proprio per queste ragioni si chiede a tutte le lavoratrici e i lavoratori di partecipare attivamente e democraticamente all’appuntamento.

E tutto ciò vale non solo per il personale della scuola, dell’università, della ricerca e dei comparti pubblici in servizio in Italia. Vale anche per quelle lavoratrici e quei lavoratori che operano nelle scuole e nelle istituzioni scolastiche italiane operanti all’estero.

In queste realtà lavorative eleggere propri rappresentanti interni è fondamentale per l’esigibilità dei diritti, per vedere migliorate le proprie condizioni di lavoro e per partecipare attivamente alle scelte di politica scolastica nel territorio. Il che significa porre degli argini e dei paletti a tutti quei tentativi, più o meno recenti, che vogliono ridurre la scuola e le iniziative scolastiche italiane all’estero a interventi più o meno assistenziali che prefigurano pericolosi processi di privatizzazione e feudalizzazione.

Per fronteggiare queste pericolose derive è necessario ripartire proprio dalle RSU per volere affermare con tutta la nostra forza e determinazione una scuola e un sistema di istruzione italiano all’estero pubblico, di qualità, di valore, caratterizzato da una vita democratica e fondato su un approccio nuovo che valorizzi la professionalità e tutti gli elementi di potenzialità che derivano dalla presenza diffusa e capillare degli interventi scolastici e culturali italiani in Europa e nel mondo.

Per questo la FLC Cgil ribadisce la centralità strategica dell’intervento pubblico in quanto, pur nella sua eterogeneità territoriale e nelle sue diverse specificità e articolazioni, consente di coniugare il dibattito nazionale sulla cultura e sull’educazione con le specifiche tematiche delle migrazioni favorendo, così, l’interazione feconda tra le varie identità culturali e l’arricchimento dei vari sistemi educativi.

Le RSU e la contrattazione sono strumenti indispensabili per la democrazia nella scuola e per la realizzazione di una scuola di qualità. Lo sono stati ieri per difendere la dignità ed il valore del nostro lavoro, per fermare ogni forma di autoritarismo. Lo sono oggi e lo saranno domani per valorizzare la nostra professionalità, per ottenere investimenti e riforme coerenti con le nostre battaglie, per sentirsi orgogliosi di lavorare nelle scuole e nelle istituzioni scolastiche pubbliche italiane all’estero

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