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Scuola: parte la mobilitazione

La FLC CGIL rilancia la sua azione sul rinnovo del contratto e chiama il Governo alla prova dei fatti. L’Ocse conferma che sono diminuiti gli stipendi nella scuola e gli investimenti nell’istruzione. Le risorse si trovano eliminando gli sprechi: ma il Governo ha il coraggio di farlo?

12/09/2014
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Parte la mobilitazione sindacale per la scuola. Lo ha deciso il Comitato direttivo nazionale della FLC CGIL nei giorni scorsi. Si cercherà un percorso unitario con gli altri sindacati. L’ennesimo blocco dei contratti pubblici e la sospensione degli scatti di anzianità per i prossimi tre anni è di certo un terreno comune.

All’ennesimo stop del rinnovo dei contratti si aggiunge la proposta del Governo, contenuta nel piano per la scuola, di costruire per legge un sistema di carriere dei docenti basati su criteri fumosi e molto arbitrari. La valorizzazione dei lavoratori si fa con risorse aggiuntive e logiche diverse rispetto a quelle del piano governativo che vorrebbe togliere gli scatti al 34% della categoria per ridistribuirlo, fra tre anni, solo al 66%. Una scelta che divide e che comporta un taglio complessivo degli stipendi.

La FLC CGIL parteciperà attivamente alla consultazione promossa dal Governo sul piano “La buona scuola”. Le parole contratto e sindacato sono le grandi assenti da un piano che, come abbiamo già detto, assume alcune nostre proposte, a partire dalla (per ora solo annunciata) soluzione del problema della precarietà. Ma - che piaccia o meno al Governo - il sindacato esiste ed è ben radicato nelle realtà lavorative, scuola compresa. È un soggetto attivo che ha rapporti solidi non solo con i lavoratori che rappresenta, ma anche con i genitori e gli studenti. Quindi farà sentire la sua voce. Ed è bene che il Governo, una volta tanto, stia a sentire.

Non permetteremo che la consultazione sia un’operazione demagogica e di facciata, anche perché siamo forti di proposte interessanti e utili alla scuola e ai lavoratori. I contenuti della nostra iniziativa sono ben delineati in un documento del Direttivo nazionale. Ma il sindacato condurrà anche una propria consultazione capillare. Ecco come:

  • la promozione di una campagna di assemblee con tutto il personale scolastico, docenti, ATA, educatori, dirigenti per esaminare punto per punto il documento governativo e ne restituisca i risultati
  • la partecipazione alla consultazione lanciata dal Governo dei nostri dirigenti sindacali, RSU, militanti e iscritti; consultazione che dal 15 settembre al 15 novembre vedrà impegnati studenti, genitori, personale scolastico sul documento ‘La buona scuola’. Vogliamo far sentire la nostra voce a una platea più ampia possibile di cittadini.
  • la promozione di dibattiti che coinvolgano attori del tessuto sociale, genitori e studenti, parlamentari e istituzioni locali territorio per territorio, a partire da assemblee dei componenti dei Consigli di Istituto
  • il sostegno alle iniziative degli studenti previste il 10 ottobre prossimo.

Tra le priorità che la FLC CGIL sottoporrà all’attenzione c’è prima di tutto l’emergenza salariale, non più rinviabile per lavoratori, docenti e ATA con retribuzioni basse e molto basse, come viene confermato in tutti i confronti internazionali. Una buona scuola ha bisogno non solo di docenti motivati e ben pagati, ma anche di personale ATA motivato e ben pagato. Si deve, inoltre, innalzare l’obbligo a 18 anni.

Infine, una vera riforma della scuola ha bisogno di investimenti freschi. Certo, lo stato della finanza pubblica crea qualche problema alla vigilia della legge di stabilità. Ma la scuola ha già dato e pure tanto. “L’Italia è il solo Paese che registra una diminuzione della spesa pubblica per le istituzioni scolastiche tra il 2000 e il 2011” è l’Ocse che lo rileva, ancora una volta, nel suo ultimo rapporto “Education at the Glance 2014”.

Allora ci vuole più coraggio a tagliare gli sprechi che – come dimostra la spending review di Cottarelli – sono tanti e annidati laddove si alimentano clientelismo e corruzione. Bisogna cercare le risorse combattendo l’evasione fiscale che insieme alla corruzione sono i macigni che impediscono un vero risanamento del nostro Paese.

Il Governo farebbe bene a colpire privilegi e centri di potere per fare il bene del Paese. Colpire le retribuzioni del personale della scuola e dei dipendenti pubblici è una scelta profondamente sbagliata.

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