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Firmato il CCNL AGIDAE 2010-2012

Il 9 dicembre 2010 la firma. Un contratto all'insegna dell'unità sindacale

10/12/2010
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Firmato, il 9 dicembre u.s., il CCNL Agidae 2010/2012.

Rispetto all’ipotesi di accordo il nuovo testo contrattuale è stato integrato con l’introduzione di alcune piccole ma significative modifiche sulla normativa. Confermati gli aumenti economici tabellari media regime dell’8,45%, il premio di produttività e il rilancio della contrattazione di secondo livello.  

La firma

Il 9 dicembre u.s. le Organizzazioni sindacali di FLC CGIL, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Sinasca e l’Agidae hanno firmato il rinnovo del CCNL 2010/2012 rendendolo così immediatamente esecutivo. Si conclude positivamente la lunga e complessa stagione di uno dei tre rinnovi contrattuali della scuola non statale che vede ancora  le Organizzazioni sindacali impegnate unitariamente nella definizione della vertenza di rinnovo dei ccnl 2010/2012 con la Fism e con l’Aninsei.

Come si ricorderà, il 28 ottobre u.s. le stesse Organizzazioni sindacali avevano raggiunto con l’Agidae un’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL. Il lasso di tempo, oltre un mese, trascorso da quellasiglatura alla firma definitiva del nuovo ccnl, è servito alle Organizzazioni sindacali per procedere, ognuna per proprio conto, alla consultazione del personale e dei rispettivi organismi statutari per l’approvazione dell’intesa. Procedura questa che, per quanto riguarda la FLC CGIL, si è concretizzata con l’indizione di assemblee di consultazione nei luoghi di lavoro e a livello territoriale dei propri iscritti e dei simpatizzanti. Ovunque è stato registrato un giudizio più che positivo che ha trovato conferma dagli stessi organismi dirigenti e dalla struttura di comparto della scuola non statale, chiamati ad esprimersi in ottemperanza di quanto disposto dal nostro statuto. Da qui il mandato definitivo alla firma del ccnl.

 Il contesto

In un contesto congiunturale certamente non favorevole in cui si  colloca questa stagione di rinnovi contrattuali, la firma del CCNL Agidae, per il triennio 2010/2012, è un evento di particolare interesse sia per via dei risultati raggiunti sul piano economico e normativo, decisamente apprezzabili, che per il come si è arrivati ad una conclusione unitaria della vertenza.

Innanzi tutto non va dimenticato lo scenario di crisi generale sociale ed economica che attraversa il nostro paese i cui effetti si riverberano negativamente anche nel mondo dell’istruzione, della formazione e dell’educazione privata. L’assenza di crescita economica, la contrazione dei consumi e la minore capacità di spesa delle famiglie pesa e continua a pesare su questo tipo di istituzioni la cui incidenza sul panorama complessivo vede un loro reale e ulteriore ridimensionamento.

Come pure non va dimenticata la scelta negativa operata dal governo nel bloccare per un triennio il rinnovo dei contratti e la dinamica salariale nei comparti pubblici per le note e ingiustificate ragioni, dovute alla politica scriteriata dei tagli che penalizzano fortemente i comparti pubblici della conoscenza.

Per non dimenticare, infine, gli effetti dell’accordo separato delgennaio 2010 sul modello contrattuale, che non solo ha minato in profondità l’unità sindacale ma ha alzato steccati “ideologici” francamente inaccettabili e incomprensibili soprattutto in un momento in cui la crisi è ben lungi dall’essere superata e, per effettodellescelte disastrose in materia di mercato del lavoro di questo governo, si accanisce sempre più sui lavoratori, sui giovani e sulle famiglie rendendo il lavoro sempre più precario.

Proprio queste considerazioni di contesto ci portano a considerare la firma del ccnl Agidae 2010/2012 come un evento che travalica il significato in sé di un rinnovo, in quanto si colloca in una dimensione altra dalla polemica, ove le ragioni di merito prevalgono su quelle ideologiche e di schieramento trovando nel testo contrattuale quella sintesi necessaria che ripone al centro l’obiettivo strategico per un sindacato di migliorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori che intende rappresentare.

L’aver cercato e perseguito l’unità da parte di tutta la delegazione sindacale in tutte le fasi della vertenza, dalla predisposizione delle piattaforme unitarie e nei confronti negoziali con la controparte, ha rappresentato sicuramente il valore aggiunto che, nonostante le difficoltà, ha consentito il raggiungimento di un risultato positivo per gli oltre cinquantamila lavoratrici e lavoratori che, a vario titolo, operano nelle scuole cattoliche di ogni ordine e grado.  

Ora l’attenzione si sposterà sugli altri due tavoli contrattuali, con Fism e Aninsei, anch’essi in fase di negoziazione parzialmente avanzata. La chiusura del contratto Agidae e il rinnovato spirito unitario, almeno in questo particolare comparto, fanno presagire che, anche in queste altre due circostanze, verrà confermata la tenuta unitaria delle rivendicazioni sindacali, viatico indispensabile per un’evoluzione soddisfacente della stagione dei rinnovi dei contratti della scuola non statale.

La parte economica

Gli stipendi tabellari hanno un incremento medio a regime nel triennio di vigenza del contratto dell’8,45%, - 126 euro a regime per il docente di scuola secondaria - che benché suddivisi in tre tranches di pari importo con scadenze novembre 2010, settembre 2011 e settembre 2012, si collocano al di sopra delle previsioni contemplate nell’accordo separato del 22 gennaio u.s. sul modello contrattuale non sottoscritto dalla CGIL.

In aggiunta viene previsto, per tutte le figure professionali, un premio annuale  di produttività (PAP) individuato su base annua ed erogato come una tantum che varia da un minimo di 150 euro ad un massimo di 220 sempre su base annua. 

Tale incentivo verrà erogato allorquando il lavoratore raggiungerà gli obiettivi fissati dal contratto inprecisi indici valutativi rappresentati da un mix tra presenza effettiva, partecipazione a corsi di formazione fuori e dentro la scuola, e partecipazione a concorsi, gare e altre iniziative promosse sul territorio da enti pubblici e/o privati al di fuori dell’orario curriculare. Rispetto all’ipotesi di accordo nel testo definitivo sono state introdotte significative precisazioni tali da rendere l’istituto più esigibile.

Se nell’arco del triennio e in maniera consecutiva il lavoratore raggiunge gli obiettivi fissati, il premio annuale viene consolidato nella misura del 70% della media triennale dei premi e il consolidamento verrà inserito in via definitiva e fissa per 13 mensilità nella retribuzione come elemento aggiuntivo della stessa che costituirà la progressione orizzontale di carriera (POC).

Sempre sul versante economico viene prevista, in assenza di contrattazione di secondo livello, un elemento di garanzia retributiva (EGR) da erogarsi in quota una tantum di importi che vanno da 110 a 150 euro qualora entro il 30 settembre 2012 non sia stato sottoscritto a quel livello alcun accordo.

La normativa 

E’ stata fatta, in linea di massima, una manutenzione dei singoli istituti contrattuali che conferma l’attuale ossatura del ccnl con l’aggiunta di tre puntualizzazioni e precisazioni.

La prima si riferisce alle materie di competenza della contrattazione di secondo livello, che viene posta su base regionale e nel cui ambito concorre anche la contrattazione di istituto. Si pongono così le basi contrattuali per un’implementazione del secondo livello di contrattazione anche in presenza di contributi economici erogati alle scuole non solo da parte dello Stato ma anche da parte degli enti locali e dalla legislazione regionale in materia.

La seconda invece è rappresentata dal ricorso obbligatorio da parte degli istituti in crisi, prima della messa in mobilità del personale, all’utilizzo degli ammortizzatori sociali e ai contratti di solidarietà a sostegno dell’occupazione e del reddito.

La terza riguarda i contratti a termine, dove viene introdotto il ricorso alla deroga assistita per un periodo massimo di 24 mesi, ovviamente dopo i 36 mesi previsti dalla legge, per il mantenimento in servizio del personale docente non abilitato, prevedendo che la  trasformazione del rapporto di lavoro  a tempo indeterminato avvenga automaticamente  qualora nel frattempo detto il docente abbia acquisito l’abilitazione all’insegnamento, condizione necessaria per insegnare, ai sensi della legge 62/2000, nella scuola paritaria.

Conclusioni

Ovviamente a far dire al nostro sindacato che ci troviamo di fronte ad un buon risultato, visto il contesto di riferimento, sono, oltre le ragioni di fondo esposte in premessa, valutazioni di merito  presenti nell’intesa che interessano sia la parte economica che normativa.

Non v’è dubbio, infatti, che questo contratto, come altri raggiunti nel settore privato, si colloca al di fuori e in controtendenza al modello contrattuale uscito dall’accordo separato di gennaio. E questo non tanto per ragioni di carattere economico determinate da aumenti a regime superiore agli indici previsti in quell’accordo, quanto per via del venir meno della filosofia che sottostà a quel tipo di modello, fondato quasi esclusivamente sulla centralità del secondo livello di contrattazione nella determinazione delle retribuzioni.

Nel contratto, infatti, viene riconfermata la centralità del contratto collettivo nazionale con il suo valore solidaristico e universale e, contestualmente, viene collocata la contrattazione di secondo livello nell’alveo di un ruolo aggiuntivo e non sostitutivo di quella nazionale. La stessa conferma dell’esistenza contemporanea di due livelli di contrattazione decentrata regionale e d’istituto, benché quest’ultima inserita nell’ambito della prima, è la dimostrazione che quella filosofia mal si adegua a moltissime realtà produttive.

Aspetti, questi, di criticità presenti nell’accordo separato che la pratica contrattuale, anche unitaria, sta mettendo in evidenza confermando, di fatto,  la giustezza delle critiche avanzate a suo tempo dalla CGIL e la necessità di superarli come appunto è avvenuto in questa circostanza.

Tra le ragioni di giudizio positivo va annoverato il fatto che il ccnl firmato  con l’Agidae sblocca il confronto con gli altri due interlocutori contrattuali del comparto ovvero con l’Aninsei e con la Fism.

Anche in questa circostanza non viene smentita la storia contrattuale del settore che, in questi anni, ha quasi sempre visto aprire la stagione dei rinnovi con accordi raggiunti prima con l’ Agidae per poi chiudere con le altre due associazioni.

Infine e non di poco conto segnaliamo come positività l’aver scelto la via della manutenzione normativa del contratto. Questo significa che gli interventi legislativi in materia di mercato del lavoro emanati di recente e  tra i quali si collocanoanche alcuni di quelli inseriti nel Collegato lavoro non trovano cittadinanza all’interno dell’ossatura contrattuale. La qual cosa non va certamente sottovalutata.

Ora sarà compito delle Organizzazioni sindacali e della stessa FLC CGIL verificare che il CCNL sia reso effettivamente esigibile. Per quanto ci riguarda la FLC CGIL continuerà, in coerenza con quanto deliberato nell’ultimo congresso, a proseguire nella strategia di riunificazione del ciclo della conoscenza, rafforzando la sua presenza nei luoghi di lavoro e implementando diritti e tutele anche delle lavoratrici e dei lavoratori che operano in questi specifici segmenti della formazione, dell’istruzione e dell’educazione.

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