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Scuola: i CSA non hanno le risorse per “soccorrere” le casse delle scuole con le contabilità speciali

Dopo le rassicurazioni del Ministro Fioroni alcuni CSA dichiarano di non averele risorse disponibili da inviare alle scuole per gli stipendi dei supplenti

21/02/2007
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Alcuni giorni fa il Ministro Fioroni in risposta alla lettera unitaria fatta insieme alla CISL Scuola e alla UIL Scuola che lanciavano l’allarme sul mancato pagamento degli stipendi ai supplenti, aveva assicurato che le casse delle scuole sarebbero state “soccorse” dai fondi delle contabilità speciali dei CSA.

La Vice Ministro Bastico in un successivo comunicato aveva rafforzato questa notizia e, cifre alla mano, aveva fornito una radiografia puntuale della situazione finanziaria delle scuole ormai in dissesto.

Ma le informazioni di alcuni Uffici scolastici regionali che affermano di non avere le disponibilità finanziarie promesse dal Ministro, fanno aumentare di ora in ora le nostre preoccupazioni e quelle di migliaia di lavoratori senza stipendio da mesi.

Alcuni esempi che dimostrano la realtà dei fatti:

l’USR Emilia Romagna mette in guardia le scuole dalle inutili aspettative, mancano 60 milioni di euro per stipendi ma nelle contabilità speciali dei CSA della regione non ci sono più soldi.

Le scuole della Toscana hanno debiti con i supplenti per oltre 16 milioni di euro ma l’USR dice che nelle contabilità speciali ci sono solo 500.000 euro.

In Abruzzo l’ufficio scolastico regionale, già due mesi fa, in una sua nota affermava di non avere più finanziamenti per la copertura delle supplenze brevi e invitava le scuole a ricorrere ad eventuali disponibilità di cassa.

In Piemonte nella contabilità speciale del CSA di Torino ci sono solo 70.000,00 € che bastano appena a coprire la richiesta della Direzione Didattica San Mauro Torinese (TO) cha a dicembre del 2006 aveva segnalato un fabbisogno di 68.865,00 euro.

Il CSA di Biella ha 1.000.0000 di euro di debiti per stipendi da pagare con una giacenza di 19.000 euro.

Questi pochi dati dimostrano che l’operazione contabilità speciali non porterà lo stipendio mensile nelle tasche dei lavoratori. Inoltre una parte dei fondi delle contabilità speciali è già stata rastrellata dallo stesso MPI per altre finalità.

Qui non si tratta di fare una guerra sui numeri tra gli uffici centrali e periferici del MPI, a questo di certo noi non siamo interessati, ma piuttosto di garantire un diritto costituzionale a migliaia di lavoratori: lo stipendio mensile.

Chiediamo al Ministro di fare subito chiarezza sull’effettivo stato delle contabilità speciali. Pensiamo che questa nostra richiesta non dovrebbe presentare particolari problemi dal momento che i flussi finanziari delle scuole e dei CSA sono continuamente monitorati.

Siamo sempre più convinti e questa vicenda lo dimostra che senza risorse fresche l’operazione “capitolone” finirà per aggravare i problemi delle scuole.

Roma, 21 febbraio 2007

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