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Relazioni sindacali: lentamente si riparte

Avevamo accennato nelle precedenti note la difficoltà registrata con il MAE sul versante delle relazioni sindacali.

23/12/2003
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Avevamo accennato nelle precedenti note la difficoltà registrata con il MAE sul versante delle relazioni sindacali. In particolare le OO.SS. avevano, a più riprese, denunciato l’atteggiamento evasivo da parte della delegazione trattante su questo tema, tant’è che le stesse OO.SS. erano state costrette a chiamare direttamente in causa sia il responsabile della delegazione trattante, ministro plenipotenziario L.A. Savoia, sia lo stesso MIUR.
L’incontro del 19 dicembre u.s. è servito in maniera inequivocabile a ristabilire, almeno sulla carta, un rapporto tra delegazioni chiaro e puntuale. In questo senso non possiamo che essere, almeno per il momento, soddisfatti sia come CGIL scuola sia come delegazione di parte sindacale in quanto per la prima volta, da oltre un anno a questa parte, hanno partecipato, come richiesto e sollecitato dalle stesse OO.SS., i rappresentanti del MIUR che hanno potuto verificare “de visu” l’anomalo concetto che il MAE ha sulle relazioni sindacali. Se i rappresentanti del MIUR dovessero dare effettivamente seguito agli impegni assunti, i rapporti tra le due delegazioni trattanti dovrebbero senz’altro migliorare se non altro sul versante della chiarezza di alcune norme contrattuali la cui applicazione da parte del MAE ha lasciato francamente a desiderare fino ad oggi.
Ma vediamo più da vicino i punti più salienti concordati.

1. E’ stato chiarito che il complesso delle relazioni sindacali stabilite dal CCNL al Capo II si applicano interamente all’Estero con l’aggiunta di quanto previsto dallo specifico Capo X. La delegazione di parte pubblica ha accolto la richiesta delle OO.SS. di puntualizzare, attraverso uno specifico messaggio da inviare alle Ambasciate ai Consolati e alle istituzione scolastiche, i vari livelli e le materie oggetto di contrattazione e partecipazione. Tale necessità è dettata dall’evidente fatto che sia alla Farnesina che alla periferia dell’impero vengono disconosciute le norme contrattuali sull’argomento e soprattutto RSU e organizzazioni sindacali territoriali non vengono messe in condizioni di esercitare i loro diritti di contrattazione.
2. E’ stato puntualizzato che il Contratto Collettivo Integrativo MAE del 2001 è a tutt’oggi in vigore e pienamente applicabile fino a quando non verrà sostituito da un altro accordo. Pertanto in questo senso rimangono pienamente applicabili, tra le altre, le norme relative sia ai progetti per l’ampliamento dell’offerta formativa sia agli impegni connessi con l’autonomia scolastica. Anche in questa circostanza le OO.SS. hanno chiesto alla parte pubblica di precisare con una nota i tempi di presentazione dei progetti e le modalità di pagamento da parte dell’Ente erogatore che dovrebbe essere il MIUR per il futuro.
3. Le OO.SS. e la stessa delegazione di parte pubblica hanno ribadito che per quanto riguarda gli istituti contrattuali non contemplati nel Capo X del CCNL 2002-2005 si applicano le norme previste dal CCNL così come previsto dal comma 3 dell’art. 119. Le OO.SS. hanno dichiarato la disponibilità nell’esaminare congiuntamente tutti gli istituti contrattuali in questione, sottolineando l’urgenza di dare, in particolare al personale assunto a tempo determinato, risposte chiare e univoche, almeno per il momento, sul trattamento normativo ovviamente in attesa di una definizione di quello economico. Secondo le OO.SS. il personale a tempo determinato in servizio all’estero gode dello stesso trattamento del personale in servizio in territorio metropolitano ovviamente fatte salve le condizioni economiche di miglior favore.

Come si può vedere sono state rimesse in fila tutte le questioni che fanno capo ad una corretta applicazione del CCNL 2002-2005 al personale in servizio all’estero. Sono state inoltre sollevati, sempre dalle OO.SS., anche i problemi di carattere generale che necessitano momenti di ulteriore chiarimento quali l’applicazione concreta dell’autonomia scolastica alle istituzioni scolastiche all’estero e lo stato di applicazione della legge di parità. Infine è stato chiesto che corrette relazioni sindacali devono interessare anche la stessa Direzione dell’ Emigrazione, che certo non brilla su questo terreno, a cominciare dall’applicazione del diritto di informazione.
Nella seconda metà di gennaio, in appositi incontri, le delegazioni trattanti entreranno nel vivo degli argomenti oggetto di confronto.

In data 26.11.2003 CGIL-CISL-UIL scuola e SNALS avevano chiesto al Responsabile della delegazione di parte pubblica, min. plen. Lucio Alberto Savoia, la convocazione delle delegazioni trattanti finalizzata all’avvio della contrattazione integrativa e alla ricognizione congiunta degli istituti contrattuali applicabili al personale in forza nelle istituzioni scolastiche italiane all’estero.
L’intenzione delle OO.SS. è quella di riaprire il confronto con il MAE alla luce delle novità introdotte dal contratto e alla modifica e revisione delle norme relative alla contrattazione integrativa. Ciò per evitare confusione, sovrapposizione e interpretazioni unilaterali delle norme contrattuali.
Il MAE, con riferimento alla nota unitaria del 26.11.2003, ha chiesto alle OO.SS., con lettera del 2.12.2003, di "specificare gli argomenti sui quali aprire la discussione".
Evidentemente la delegazione di parte pubblica fa finta di non capire e continua a fare una incomprensibile “melina” sul tema delle relazioni sindacali.
In data 4.12.2003 le OO.SS. - ritenendo sufficientemente chiara la nota del 26.11.2003 - hanno confermato la richiesta, precisando che l'incontro è finalizzato ad avviare la contrattazione integrativa ed a procedere congiuntamente alla ricognizione degli istituti contrattuali del CCNL 24.7.2003 applicabili al personale delle scuole italiane all'estero.
Pubblichiamo di seguito la nota delle OO.SS. inviata al MAE in data 4 dicembre 2003.

Roma, 23 dicembre 2003

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