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Prove INVALSI: una nota di chiarimenti del MIUR

Il Ministero conferma quanto affermato dalla FLC su ruolo del collegio e non obbligatorietà per i docenti

22/04/2011
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Con la nota 2792 del  20/04/2010 il MIUR torna sulle prove INVALSI per fornire “precisazioni”. Il MIUR così si ricorda di avere una parte in commedia. Per la verità se ne ricorda con grave ritardo visto che le prove saranno somministrate tra pochi giorni.

Comunque, andiamo al merito.

In primis il ruolo del Collegio dei docenti: la circolare conferma sia la competenza ex art. 7 del DLGS 297/94 che la necessità dell’inserimento delle prove nel  piano annuale delle attività, deliberato dal Collegio dei docenti.

Quindi: lo svolgimento delle prove INVALSI e l'utilizzo degli esiti dovrebbe essere inserito nel POF e nelle programmazioni di classe e dei docenti interessati sulla base della autonoma decisione degli organi competenti (collegio docenti e consiglio di classe). La somministrazione delle prove, richiesta dall'amministrazione in tempi successivi alla programmazione d'istituto, se non assunta dal collegio docenti nel piano delle attività, e nei limiti orari definiti, non rientra tra gli obblighi dei docenti e, pertanto, si configura come attività straordinaria e aggiuntiva. In ogni caso l'impiego dei docenti deve essere inserito nel piano annuale delle attività. È quindi evidente che lo svolgimento delle prove richiede sia la modifica del POF che del piano annuale del le attività dei docenti.

C’è poi la questione dell’obbligatorietà per il singolo docente a somministrare le prove e a tabularne gli esiti.La nota assimila le attività di somministrazione e correzione agli impegni aggiuntivi pertinenti alle mansioni del profilo professionale.

E’ evidente che l’aggiuntività è concetto diverso dalla obbligatorietà.

Il CCNL su questo è molto chiaro. Tant’è che nella stessa nota MIUR si legge:  “In linea di coerenza anche il piano annuale delle attività, predisposto dal dirigente scolastico e deliberato dal collegio dei docenti,  ai sensi dell’art 28, comma 4, del vigente C.C.N.L non può non contemplare tra gli impegni aggiuntivi dei docenti, anche se a carattere ricorrente, le attività di somministrazione e correzione delle prove INVALSI.”

Ne consegue che solo dopo la delibera del collegio sul piano annuale e sul POF la somministrazione e oneri connessi diventano un impegno obbligatorio per i docenti interessati. Ma è di tutta evidenza che se questi passaggi non sono stati fatti a tempo debito, a  questo punto dell’anno, è assai problematico  inserire le prove nel POF e nel piano annuale. 

Quanto poi all’utilizzo del  fondo di istituto, per il riconoscimento economico delle attività  di somministrazione e correzione dei test nonché di  compilazione delle notizie sullo studente, ribadiamo la nostra decisa contrarietà. Il fondo di istituto infatti non è un pozzo senza fondo a cui tutti possono attingere. E’ altrettanto evidente che trattandosi di attività aggiuntive queste vanno pagate. Per questo chiediamo risorse fresche e specificamente dedicate sia per il pagamento delle prestazioni aggiuntive di docenti e ATA, sia, aggiungiamo,  per un Invalsi autonomo e autosufficiente.  A tal proposito la FLC con una  lettera inviata dal Segretario generale al Ministro Gelmini ha chiesto un confronto preventivo sui fondi della legge 440/97.

Questa nota quindi conferma quanto avevamo già affermato alcuni mesi fa.

I problemi, di cui il MIUR sembra pervicacemente non volersi render conto,  sono  altri. Ci limitiamo a indicarne due. Il contesto in cui si colloca:   le scuole, i docenti, il personale ATA sono in grave sofferenza a causa dei tagli e dell’opera di sistematica denigrazione di cui sono oggetto. Per queste ragioni,  la  FLC CGIL sciopererà, il 6 maggio prossimo.

Il secondo: una vera cultura della valutazione non può essere imposta a suon di circolari, di atteggiamenti gerarchici e autoritari bensì ha bisogno, oltre che di risorse,  di coinvolgimento, di consapevolezza, di partecipazione degli attori coinvolti. 

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