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Deleghe legge 107/15: “Promozione della cultura umanistica, valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sostegno della creatività”, il nostro commento

In una scheda il contenuto del decreto legislativo 60 del 13 aprile 2017 e il nostro commento. In allegato il testo ufficiale e il fascicolo sulle otto deleghe.

29/05/2017
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Il Governo, il 7 aprile 2017, ha approvato in via definitiva gli schemi dei decreti legislativi previsti dalla legge 107/15. Successivamente nel Supplemento Ordinario n. 23 alla Gazzetta Ufficiale n. 112 del 16 maggio 2017 sono stati pubblicati gli otto decreti legislativi. Leggi la notizia.

Qui di seguito uno specifico approfondimento sul Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 60Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107”.

Scarica il fascicolo completo

I contenuti

Finalità

Garantire la cultura umanistica e il sapere artistico alle alunne e agli alunni, alle studentesse e agli studenti. A tal fine è compito del sistema nazionale d’istruzione e formazione promuovere lo studio, la conoscenza e la pratica delle arti, quale requisito fondamentale del curricolo.
Sostenere lo sviluppo della creatività delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti, anche connessa alla sfera estetica e della conoscenza delle tecniche, tramite un’ampia varietà di forme artistiche.

Modalità attuative

Sono introdotti i “temi della creatività” intesi come componenti del curricolo e aree di riferimento per le istituzioni scolastiche per la realizzazione di iniziative coerenti con i contenuti del decreto legislativo. Le aree sono le seguenti:
a) musicale-coreutico;
b) teatrale-performativo;
c) artistico-visivo;
d) linguistico-creativo.

La progettualità delle istituzioni scolastiche, espressa nel Piano triennale dell’offerta formativa, si realizza mediante percorsi curricolari, anche in verticale, in alternanza scuola - lavoro o con specifiche iniziative extrascolastiche che possono essere programmati in rete con altre scuole e attuate con la collaborazione di istituti e luoghi della cultura, nonché di altri soggetti pubblici e privati.

Piano delle Arti

Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, è adottato ogni tre anni il "Piano delle Arti” contenente le seguenti misure:

  1. sostegno delle istituzioni scolastiche e delle reti di scuole, per realizzare un modello organizzativo flessibile e innovativo,
  2. supporto, nel primo ciclo di istruzione, alla diffusione dei Poli a orientamento artistico e performativo e nel secondo ciclo di reti di scuole impegnate alla realizzazione dei "temi della creatività";
  3. sviluppo delle pratiche didattiche dirette a favorire l’apprendimento di tutti gli alunni e le alunne e di tutti gli studenti e le studentesse, valorizzando i talenti attraverso una didattica orientativa;
  4. promozione da parte delle istituzioni scolastiche, delle reti di scuole, dei Poli ad orientamento artistico e performativo, di partenariati per la co-progettazione e sviluppo dei temi della creatività e per la condivisione di risorse laboratoriali, strumentali e professionali anche nell’ambito di accordi quadro nazionali;
  5. promozione della partecipazione studentesca a percorsi di conoscenza del patrimonio culturale e ambientale dell’Italia;
  6. potenziamento delle competenze pratiche e storico-critiche, relative alla musica, alle arti, al patrimonio culturale, al cinema, alle tecniche e ai media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni;
  7. agevolazioni per la fruizione, da parte degli alunni e degli studenti, di musei e altri istituti e luoghi della cultura, mostre, esposizioni, concerti, spettacoli e performance teatrali e musicali;
  8. incentivazione di tirocini e stage artistici di studenti all’estero, e promozione internazionale di giovani talenti attraverso gemellaggi tra istituzioni formative artistiche italiane e straniere.

Per l’attuazione del Piano delle Arti, è istituito, un apposito fondo denominato "Fondo per la promozione della cultura umanistica, del patrimonio artistico e della creatività". Il fondo ha una dotazione di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2017.
Il Piano delle arti prevede specifici finanziamenti a favore dei “Poli ad orientamento artistico e performativo” e delle scuole secondarie di secondo grado, singole o in rete, che hanno nell’organico dell’autonomia posti per il potenziamento coperti da docenti impegnati nell’ampliamento dell’offerta formativa per lo sviluppo dei temi della creatività

Governance preposta alla progettazione e alla promozione della conoscenza delle arti in ciascun grado di istruzione.

I soggetti del sistema coordinato per la progettazione e la promozione della conoscenza e della pratica delle arti, sono:

  • il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca
  • il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e i suoi istituti,
  • l’Istituto nazionale documentazione, innovazione e ricerca educativa (INDIRE),
  • le istituzioni scolastiche organizzate nelle reti di per la secondaria di secondo grado e nei Poli nel primo ciclo,
  • le Istituzioni AFAM,
  • gli Istituti tecnici superiori,
  • i soggetti pubblici e privati, specificatamente accreditati dal MIUR e dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, secondo i requisiti fissati da apposito protocollo di intesa stipulato dai rispettivi Ministri.

A livello territoriale si individuano quali soggetti di riferimento organizzativo:

  • le reti di scuola facenti parte del medesimo ambito territoriale (con compiti di coordinamento delle progettualità, valorizzazione delle professionalità del personale docente, condivisione delle risorse strumentali e dei laboratori, ecc.),
  • i Poli ad orientamento artistico e performativo. Possono costituirsi in Poli a orientamento artistico e performativo, previo riconoscimento da parte dell’Ufficio scolastico regionale, le istituzioni scolastiche del primo ciclo di istruzione del medesimo ambito territoriale, che hanno adottato, in una o più sezioni, curriculi verticali in almeno tre temi della creatività e che hanno costituito team di docenti in possesso di specifici requisiti e titoli professionali definiti con apposito decreto ministeriale

Ruolo dell’INDIRE

  • Formazione, consulenza e supporto ai docenti impegnati nello sviluppo dei temi della creatività;
  • documentazione delle attività inerenti i temi della creatività;
  • supporto all’attivazione di laboratori permanenti di didattica dell’espressione creativa;
  • raccolta e diffusione delle le buone prassi.

Formazione del personale docente

La formazione dei docenti impegnati nei temi della creatività costituisce una delle priorità strategiche del Piano nazionale di formazione di cui al comma 124, della legge n. 107 del 2015. La formazione è parte integrante del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

La pratica artistica e musicale nei cicli del sistema educativo

Scuola dell’infanzia e nella scuola primaria
Nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria è promosso lo svolgimento di attività dedicate allo sviluppo dei temi della creatività ed in particolare alla pratica musicale, attraverso l’impiego di docenti anche di altro grado scolastico in possesso di specifici requisiti definiti da un apposito decreto ministeriale.

Scuola secondarla di primo grado
Nella scuola secondaria di primo grado si realizzano attività connesse ai temi della creatività in continuità con i percorsi di apprendimento della scuola primaria.

Scuole secondarie di primo grado ad indirizzo musicale
Con apposito decreto ministeriale sono definiti

  • le indicazioni nazionali per l’inserimento dell’insegnamento dello strumento musicale, in coerenza con le indicazioni relative all’insegnamento della disciplina della musica, tenuto anche conto delle competenze richieste per l’accesso ai licei musicali;
  • gli orari;
  • i criteri per il monitoraggio dei percorsi a indirizzo musicale.

Con l’entrata in vigore di tale decreto cessa di produrre effetti il Decreto Ministeriale 6 agosto 1999 n. 201.

Scuola secondaria di secondo grado
Le scuole secondarie di secondo grado, nell’ambito del Piano Triennale dell’Offerta Formativa, possono organizzare attività comprendenti la conoscenza della storia dell’arte e del patrimonio culturale e la pratica delle arti e della musica sviluppando uno o più temi della creatività. Le attività sono svolte anche in continuità con la scuola secondaria di primo grado, in orario curriculare e/o extracurricolare.
Le scuole secondarie di secondo grado, singole o in rete, che hanno nell’organico dell’autonomia posti per il potenziamento coperti da docenti impegnati nell’ampliamento dell’offerta formativa per lo sviluppo dei temi della creatività, sono destinatarie di specifiche misure finanziarie previste dal Piano delle Arti.

Licei musicali e coreutici
Ferme restando le dotazioni organiche previste a legislazione vigente, i licei musicali e coreutici possono rimodulare il monte orario complessivo del secondo biennio e dell’ultimo anno, prevedendo specifici adattamenti del piano di studi e per attuare i progetti previsti dal Piano triennale dell’offerta formativa.
Nei licei musicali è progressivamente prevista la presenza di almeno otto cattedre di specialità strumentali diverse e di non più di tre cattedre dello stesso strumento, con possibilità di derogare a tale limite sino a cinque insegnamenti solo nel caso del pianoforte, ferma restando la necessità di non generare esuberi di personale nell’ambito della dotazione organica prevista dalla normativa vigente.

Armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico-musicale

Con decreto ministeriale sono definiti i requisiti per l’accesso ai licei musicali.
Le istituzioni AFAM del settore musicale possono organizzare corsi propedeutici esclusivamente finalizzati alla preparazione alle prove per l’accesso ai corsi di studio accademici di primo livello istituiti presso le medesime istituzioni.
A decorrere dall’anno accademico successivo alla data di emanazione del suddetto decreto ministeriale è prevista unicamente l’iscrizione ai corsi propedeutici. Gli studenti già iscritti ai corsi di formazione musicale e coreutici di base o pre-accademici, sono assegnati ai corsi propedeutici.
Le istituzioni AFAM possono attivare specifiche attività formative a favore di studenti minorenni già in possesso di spiccate attitudini e capacità artistiche e musicali e con acquisita e verificata preparazione tecnica pari o superiore ai requisiti minimi richiesti per l’accesso ai corsi accademici di primo livello.

Fabbisogno di organico

Il cinque per cento del contingente dei posti per il potenziamento dell’offerta formativa è destinato alla promozione dei temi della creatività, senza alcun esubero di personale o ulteriore fabbisogno di posti.

Criticità per scuole e personale

Come è consuetudine della “migliore” tradizione ministeriale in tema di istruzione artistica, il decreto demanda la concreta attuazione a molti atti successivi. Insomma carte che rimandano ad altre carte rendendo i processi decisionali sempre più opachi e chiusi in strette cerche di “esperti ignoti”.

Eccesso di delega

Lo schema va ben oltre le disposizioni tassative della legge primaria delegante. Citiamo i casi più eclatanti:

  • vengono abrogate disposizioni importanti relativi ai corsi ad indirizzo musicale tra cui addirittura il DM 201/99 che ne regola il funzionamento, l’organizzazione e fornisce disposizioni di carattere didattico pedagogico. La norma primaria prevede unicamente il riequilibrio territoriale e il potenziamento delle scuole secondarie di primo grado a indirizzo musicale.
  • Vengono fornite indicazioni sul numero di cattedre per singolo liceo musicale nonché sulla loro distribuzione e sui piani orari dei licei coreutici. La norma primaria prevede “il potenziamento dei licei musicali, coreutici e artistici promuovendo progettualità e scambi con gli altri Paesi europei”

Un modello burocratico

La principale preoccupazione del testo è quello di fornire dall’alto proposte e/o risposte di carattere organizzativo alla promozione della cultura umanistica, del patrimonio artistico e della creatività e questo in perfetta sintonia con il modello burocratico-gestionale di sistema di istruzione disegnato dalla legge 107/15:

  • sono individuati i “temi della creatività” intesi come macroaree disciplinari,
  • sono elencati i protagonisti del sistema coordinato per la progettazione e la promozione della conoscenza e della pratica delle arti,
  • è prevista l’emanazione ogni tre anni del “Piano delle arti”
  • sono individuati i compiti dell’INDIRE
  • sono indicati le strutture territoriali preposte alla realizzazione e coordinamento delle attività (i Poli ad orientamento artistico e performativo nel primo ciclo, le reti di scuole nel secondo ciclo)

A parte il continuo rimando ad atti successivi, un sistema di questo tipo, calato interamente dall’alto, avrà molto probabilmente un impatto molto limitato sui quotidiani processi educativi.
Da notare come in nessun punto si faccia riferimento all’assoluta necessità di effettuare, preliminarmente, un censimento delle iniziative curriculari e/o extracurriculari e delle dotazioni laboratoriali e strumentali presenti nelle istituzioni scolastiche, a partire da quelle finanziate dai fondi europei.

Il nostro commento

Questa delega, che abbiamo già definito essere un “autentico oggetto misterioso” per la modalità con cui si è svolta l’attività di consultazione ed elaborazione del testo, difficilmente potrà avere un impatto significativo sulla quotidianità dei processi educativi e gestionali del sistema scolastico, perché risponde ad esigenze molto generiche, non strutturate e poco individuabili nei contesti didattici, con rimandi continui ad atti e provvedimenti successivi.
Il decreto, che ha l’unico pregio di aver portato l’attenzione sull’esigenza di una formazione “di cittadinanza” tale da responsabilizzare le generazioni future al patrimonio culturale ed artistico non pone, in realtà, alcun obiettivo concreto; al contrario, presenta una sequela di intenti che, sotto l’egida dei “temi della creatività”, vorrebbe incentivare una non specificata diffusione e apprendimento delle pratiche artistiche. Ma non solo: anche di quelle del design, danza, cinema e media, dell’artigianato e opere italiane di qualità (era Made in Italy), della scrittura creativa, poesia, forme espressive innovative, dei linguaggi e i dialetti parlati in Italia. E non finisce, perché le commissioni parlamentari durante la discussione hanno avuto gioco facile nel continuare l’infinito elenco “immateriale” dei possibili argomenti: l’estetica, lo studio storico-critico, le attività teoriche e pratiche in ambito filosofico-archeologico, in aggiunta a quello demo-etno-antropologico e alle competenze argomentative.

In conclusione, se da un lato sono stati ridimensionati tutti gli elementi valutativi e “performativi”, così lontani da un reale sostegno alla promozione della cultura e alla creatività in ambito didattico; dall’altro, però, ciò che rimane è un progetto senza senso, senza nuovi investimenti, senza ruolo, che ha fatto parlare di sé, ma attende momenti migliori. Il nostro contrasto a questa delega è la semplice constatazione della sua inutilità, a fronte di un cambiamento che avrebbe potuto modificare l’approccio complessivo alla conoscenza (a partire del pensiero divergente, per intenderci) ma che è clamorosamente franato in una proposta senza contenuti e senza autenticità.

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