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Progetto di innovazione nella scuola dell'infanzia

I recenti e reiterati annunci di sospensione della riforma dei cicli stanno portando la scuola in una situazione di grande e grave incertezza

27/06/2001
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I recenti e reiterati annunci di sospensione della riforma dei cicli stanno portando la scuola in una situazione di grande e grave incertezza e si stanno ripercuotendo negativamente e impropriamente in particolari settori scolastici.

In questo contesto la cgil scuola e la cgil guardano con preoccupazione alla possibile connessione tra “blocco” della riforma e attacco alla centralità e qualità della scuola pubblica.

Nel caso specifico del Decreto Ministeriale n. 91 del 21 maggio 2001, relativo al Progetto di innovazione degli ordinamenti nella scuola dell’infanzia, ci preme avanzare alcune considerazioni:

* La scuola dell’infanzia chiede da molti anni il riconoscimento del proprio ruolo formativo. Stiamo vivendo il paradosso di un settore scolastico ormai riconosciuto come fondativo dell’intero percorso scolastico, ma condizionato da pesanti problemi strutturali e organizzativi.
* La legge 30/2000, della quale abbiamo sempre criticato l’esclusione dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia dall’obbligo scolastico, prevede un piano di generalizzazione quantitativa e qualitativa della scuola delle bambine e dei bambini di 3-6 anni in tutto il territorio nazionale.

Questo decreto, che la Cgil scuola ha voluto con determinazione, lavorando unitariamente con le altre organizzazioni sindacali e con le associazioni professionali della scuola, è per noi uno strumento utile di sostegno e di avvio di una revisione degli ordinamenti della scuola dell’infanzia che chiediamo da anni, a partire dalla presentazione di un progetto di legge di iniziativa popolare che si chiamava Prima Scuola.

- Questo provvedimento si muove in relazione “alla prima applicazione della legge di riordino dei cicli e nella prospettiva dell’art. 8 del D.P.R 275/99”. Trova quindi il suo fondamento normativo non solo nella riforma dei cicli, ma anche nell’autonomia didattica e organizzativa delle scuole.

- In tale contesto la cgil scuola ritiene sbagliata e inaccettabile qualsiasi posizione tendente ad allargare al decreto per la scuola dell’infanzia gli effetti della prospettata sospensione della riforma dei cicli.
Sarebbe un ulteriore elemento di confusione e soprattutto un danno grave per la scuola dell’infanzia.

Per questo chiediamo al ministero la piena attuazione del regolamento, con la previsione progressiva, ma certa, delle risorse di organico necessarie;
sollecitiamo la Direzione Regionale della Toscana ad avviare subito le iniziative di informazione e supporto al progetto previste dal Decreto; invitiamo insegnanti e dirigenti scolastici a valutare collegialmente la possibile adesione al progetto.

CGIL SCUOLA DELLA TOSCANA

Roma, 27 giugno 2001

Tag: dm 91/01

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