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Supplenze, il Ministero assicura pagamenti certi. Era ora! Dubbi sulle risorse

Un comunicato del MIUR informa che, per decreto, la retribuzione per le supplenze brevi e saltuarie dovrà essere erogata entro 30 giorni dalla fine del mese in cui si è prestato servizio.

01/09/2016
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Con un apposito comunicato la Ministra Giannini ha diffuso una notizia che aspettavamo da tempo e per cui la FLC CGIL si è battuta da anni: ai supplenti temporanei (supplenze brevi e saltuarie) sarà garantito il pagamento dello stipendio entro 30 giorni dalla fine del mese in cui si è prestato servizio.

In tutte le sedi, e soprattutto nei tavoli tecnici insediati presso il MIUR (Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca) nel novembre 2013 su nostra iniziativa, abbiamo posto questo problema: mancavano costantemente le risorse, i lavoratori supplenti non venivano pagati per mesi e le segreterie scolastiche vedevano vanificato il loro lavoro pur tempestivamente effettuato.

Un passo avanti nella giusta direzione si era fatto, dopo una frettolosa sperimentazione estiva del 2015, all’inizio dell’anno scolastico appena trascorso: le segreterie scolastiche venivano sgravate del lavoro di calcolo limitandosi ad inserire i dati, rimanendo al sistema centrale la responsabilità dell’erogazione dei pagamenti.

Sappiamo però che il programma informatico ministeriale ha fatto acqua da tutte le parti e, soprattutto, sono continuate a mancare le risorse.

La nostra iniziativa, fatta di incontri, appelli, sit in, proteste e ricorsi ha costretto il MIUR a fare un provvedimento apposito che dovrebbe risolvere il problema (Decreto legge 42/2016, art 1 sexies, e ora conseguente DPCM).

Anche se non possiamo fare a meno di sottolineare come il pagamento dello stipendio, sia pur non subito ma a 30 giorni di distanza, dovrebbe appartenere all’ordinaria operatività di un governo di sistema minimamente funzionante.

È bene aspettare i fatti per verificare questa procedura che, pur dovendo essere ordinaria, viene fatta passare per straordinaria.

Perché una delle cause dei ritardati pagamenti è stata sempre l’errata previsione, da parte del Governo, dell’ammontare finanziario necessario alle supplenze. E’ evidente infatti che se, come dimostra la serie storica, le necessità finanziarie per questo capitolo sono, ad esempio, di 800.000 euro, non se ne possono stanziare di meno: il risultato sarà che mancheranno le risorse e si dovrà ricorrere alle emissioni speciali (per loro natura emergenziali  ed erogate in ritardo).

Il fatto è che lo stesso Dl 42/16, nell’affidare al DPCM ora emanato l’attuazione della misura, non mancava di precisare: pagare entro 30 giorni, ma “ferma restando la disponibilità delle risorse iscritte in bilancio”. E questo lo abbiamo subito rilevato nel nostro primo commento all’atto del varo del decreto.

Così come non abbiamo potuto non sottolineare il ridicolo di richiamare, sempre nel citato art 1 sexies, le responsabilità dei Dirigenti scolastici o  dell’amministrazione se gli stipendi non saranno tempestivamente pagati, soprattutto ove le risorse non siano state stanziate a sufficienza a monte, cioè dal Governo (che è e sarà il vero responsabile).

Vogliamo sperare che il MIUR e il MEF, magari pensando che il ricorso all’organico potenziato riduca la necessità delle supplenze, non abbiano fatto anche per quest’anno lo stesso errore degli anni passati, di aver cioè stanziato risorse inadeguate.

La FLC CGIL, che si è battuta da anni per questo risultato, vigilerà come sempre perché alle parole seguano i fatti.
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COMUNICATO MIUR
Scuola, Giannini: “Tempi certi per i pagamenti delle supplenze, al via le nuove regole”
Faraone: “È segnale di riconoscimento della  professionalità dei docenti”

Tempi certi per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie del personale scolastico. Li prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato oggi di concerto con il Ministro dell’Istruzione e il Ministro dell’Economia.

“Finalmente diamo sicurezze sui pagamenti ai docenti e un sistema di regole  definito alle scuole”, commenta il Ministro Stefania Giannini. “Si tratta di una vera e propria svolta che eviterà che si ripeta di nuovo quanto accaduto troppe volte in passato. E cioè che chi lavora con contratti a termine nelle nostre scuole, solo perché supplente, riceva con ritardo quanto gli è dovuto".

“Con questo decreto abbiamo dato ascolto alle esigenze degli insegnanti - aggiunge il Sottosegretario Davide Faraone -. Abbiamo ribadito che non facciamo in alcun modo distinzioni tra insegnanti di serie A o di serie B. Ancora una volta, stiamo dando alle scuole un segnale di riconoscimento dell’importanza della professionalità di ogni insegnante”.

Cosa cambia? Finora non esisteva una scadenza limite per il pagamento dei supplenti. Con le nuove regole scatta l’obbligo di pagamento degli stipendi entro al massimo 30 giorni dalla fine del mese in cui si è svolto il servizio. Ad esempio, se un insegnante ha fatto 15 giorni di supplenza nel mese di ottobre dovrà attendere al massimo fino alla fine di novembre per vedere accreditata la propria retribuzione. La procedura avrà tempi scanditi per ciascun passaggio. È previsto anche il monitoraggio dell’efficacia del nuovo sistema.

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