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Nuovo percorso di accesso all’insegnamento (FIT): il 19 dicembre l'incontro al MIUR

Una delegazione FLC CGIL, Link e ADI incontrerà i responsabili politici e tecnici del Ministero. Al centro dell'incontro tutte le criticità del nuovo modello.

18/12/2017
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Il prossimo 19 dicembre si svolgerà un incontro tra la delegazione FLC CGIL, Link Coordinamento Universitario e Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia (ADI ) e i responsabili politici e tecnici del MIUR sul nuovo percorso di accesso all’insegnamento, il FIT.

Al centro dell’incontro le problematiche segnalate da studenti e lavoratori, emerse anche nelle decine di assemblee svolte negli atenei italiani.

Innanzi tutto il tema della tempistica sui bandi del FIT ordinario e riservato per chi ha 3 anni di servizio; la richiesta di dati certi sui posti messi a concorso, che rischiano di essere molto esigui, specie nelle regioni meridionali; la questione dei 24 CFU, ancora aperta, in quanto molti atenei non hanno approvato i regolamenti e avviato le procedure per l’iscrizione ai percorsi.

Riteniamo importante accertare l’effettiva volontà dell’Amministrazione di superare il precariato storico (come indica il decreto 59 all’Art.17) attraverso un percorso che garantisca tempi certi e provvedimenti di tutela per chi è abilitato o può vantare almeno tre anni di servizio. Ad oggi infatti il MIUR non ha avuto alcun incontro con le organizzazioni sindacali su questi argomenti, mentre è intervenuta la sentenza della Corte costituzionale sull’accesso al concorso per il personale di ruolo, che rischia di cambiare le finalità che si è riproposto il Decreto.

Ulteriore terreno di confronto col Ministero è la questione della retribuzione per gli specializzandi del FIT. Attualmente sono previste risorse tali da garantire un compenso di circa 400 euro nette al mese, ma riteniamo necessario incrementare questa cifra e avviare un confronto con le parti sociali per definire secondo procedura contrattuale profilo, diritti, compensi e accesso al welfare dei futuri specializzandi.

Riteniamo inoltre che “la stagione delle deleghe”, caratterizzata dall’assunzione di atti unilaterali da parte del governo, debba lasciare il posto al confronto democratico e alla partecipazione, a partire dalle tematiche menzionate, fino al riconoscimento di una rappresentanza dei corsisti, degli studenti, dei dottorandi e dei sindacati nella Conferenza Nazionale per la formazione iniziale e l’accesso alla professione docente.

Infine, rileviamo che sia necessario garantire a tutti i corsisti diritto di voto per l’elezione della propria rappresentanza in Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.

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