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Dopo l'orario, Reggi prova a smantellare le graduatorie dei docenti

Anche in questo caso saremo pronti, ancora una volta, ad opporci alle sue iniziative.

05/08/2014
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Preoccupano molto le ultime dichiarazioni del sottosegretario Reggi sull'eliminazione delle graduatorie ad esaurimento motivate da fumose prospettive di stabilizzazione e da una presunta priorità per i concorsi.

I docenti precari sarebbero contenti se veramente le graduatorie si esaurissero (come dice il nome stesso) grazie all'assunzione di tutti gli aspiranti (150.000), ma ciò non è possibile se non si interviene per restituire gli organici alle scuole e non si procede alle nomine su tutti i posti liberi. In questo modo si aprirebbero anche maggiori prospettive per i docenti in formazione evitando pericolose contrapposizioni.

Abbiamo elaborato una proposta organica per il reclutamento e la formazione iniziale che coniuga l’obiettivo della stabilità dell’occupazione con quello della buona scuola, ma nonostante i ripetuti inviti, non abbiamo potuto discuterne in maniera costruttiva.

Per esempio la nostra proposta di creazione di una graduatoria nazionale, da utilizzare una volta esaurita la graduatoria ad esaurimento provinciale corrispondente, sarebbe la soluzione per evitare continue migrazioni determinate dalla  grave condizione in cui versa la scuola al Sud. Bisogna prima di tutto investire nel mezzogiorno per generalizzare la scuola dell'infanzia, estendere il tempo pieno, rafforzare la lotta alla dispersione scolastica e migliorare la qualità dell'offerta formativa potenziando gli organici.

Abbiamo anche proposto una graduatoria provinciale degli abilitati che garantirebbe risposte occupazionali a coloro che stanno investendo tempo e denaro per acquisire un titolo utile per poter lavorare.

Anche per noi il concorso è uno strumento di trasparenza che a regime dovrà essere regolarmente indetto, ma non può essere usato per contrapporre la legittima aspirazione dei giovani di entrare nel mondo della scuola e le aspettative di stabilizzazione dei precari.

Serve un progetto complessivo in grado di rispondere alle diverse domande e che assicuri una migliore qualità alla scuola pubblica. La priorità è anche quella di rivedere strutturalmente le modalità con le quali si definiscono gli organici passando all'organico funzionale e coprendo tutti i posti disponibili con personale stabile. Ribadiamo che senza una radicale modifica della riforma delle pensioni gli spazi per le immissioni in ruolo saranno sempre più ristretti nei prossimi anni.

Se si vuole fare una riforma del reclutamento è fondamentale una larga condivisione: la nostra proposta è pubblica e siamo disponibili a discuterne con tutti, ci chiediamo se gli altri invece preferiscano lavorare nelle segrete stanze.

Ribadiamo con forza la nostra richiesta di apertura immediata di un confronto a tutto campo sulla scuola e sul precariato per dare risposte certe sia ai lavoratori che agli studenti e alle famiglie uscendo dalla logica degli annunci.