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Posizioni economiche: gli ATA non devono restituire le somme legittimamente percepite

Miur e Mef fanno dietrofront. Un provvedimento legislativo renderà definitivo il mantenimento delle somme legittimamente percepite da collaboratori scolastici e assistenti. Una vittoria della FLC che da sola ha indetto lo stato permanente di mobilitazione sulle emergenze Ata

09/01/2014
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Pubblichiamo la Nota 28 del 9 gennaio 2014 con la quale il Miur, in accordo con il Mef, sospende la restituzione delle somme da parte degli Ata con posizione economica acquisita dopo il 1 settembre 2011. La nota annuncia un imminente provvedimento legislativo per impedire anche in futuro qualsiasi forma di restituzione delle somme percepite dal 1 settembre 2011 al 31 agosto 2013. Resta ferma invece la sospensione dei benefici a partire del 1 settembre 2013.

Il Miur finalmente mantiene gli impegni che aveva preso con la FLC CGIL in sede di conciliazione, annunciando un provvedimento legislativo per sanare questa ingiustizia che poneva a carico degli ATA la restituzione del salario percepito per aver svolto un lavoro aggiuntivo a beneficio del funzionamento della scuola e degli alunni.

Siamo soddisfatti che anche questa vicenda, dopo quella degli scatti di anzianità, sia andata a buon fine. La FLC CGIL sta inseguendo questo risultato da mesi dopo che, a seguito delle procedure di conciliazione del giugno 2013, aveva ottenuto l’impegno del Ministro a risolvere la questione per via legislativa. Infatti il Gabinetto del Miur aveva presentato per ben due volte (DL 104/2013 e Legge Stabilità 2014) un emendamento ad hoc, ma tale emendamento pur approvato dalle Commissioni Cultura di Camera e Senato, non aveva superato il vaglio delle rispettive Commissioni Bilancio.

Ma non basta. Ci batteremo per ottenere il ripristino delle posizioni economiche anche per il futuro secondo le previsioni contrattuali. La scuola ha bisogno di queste funzioni per poter funzionare meglio e garantire prestazioni essenziali alle alunne e agli alunni.

La nostra mobilitazione è continua e permanente perché sul tappeto ci sono anche altre questioni altrettanto importanti che colpiscono il personale ATA e di cui chiediamo la soluzione:

  1. immissioni in ruolo su tutti i posti disponibili e per tutti i profili
  2. ripristino dell’integrità dei compensi per lo svolgimento delle funzioni superiori svolte dagli Assistenti Amministrativi in sostituzione dei DSGA
  3.  apertura della sessione negoziale per compenso DSGA che "reggono due scuole"
  4. immediata indizione concorso DSGA, stante la concessione di nulla osta della Corte dei Conti (450 posti)
  5. stabilizzazione di oltre 800 Assistenti Amministrativi che da anni sostituiscono i DSGA in attesa del concorso ordinario e riservato
  6. revisione tabelle organici e carichi di lavoro del personale ATA a seguito di dimensionamento delle scuole
  7. fissazione, nell’ambito del piano di dimensionamento della rete scolastica, del numero medio di alunni per scuola a 900 al fine di determinare Istituti scolastici gestibili e dotati di DS e DSGA stabili e senza reggenze.

La risoluzione di queste emergenze è sì utile alla categoria, ma serve soprattutto a migliorare la qualità della scuola pubblica.

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