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Piano d’azione coesione e interventi contro la dispersione scolastica: così non va!

Il Miur pubblica gli “Indirizzi attuativi” a dieci giorni dalla scadenza per la presentazione dei progetti. La FLC CGIL chiede la proroga.

09/02/2013
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Con la nota 1631 del 5 febbraio 2013 il Ministero dell’Istruzione fornisce ulteriori chiarimenti e invia alle scuole interessate gli “Indirizzi attuativi” utili per la “Realizzazione di prototipi di azioni educative in aree di grave esclusione sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle reti esistenti” nell’ambito del Piano d’Azione e Coesione (PAC).

La procedura, che interessa le regioni dell’area convergenza, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, è stata avviata con la nota 11666 del 31 luglio 2012 ed è finalizzata alla promozione di “esperienze positive di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica e formativa, che potranno essere diffusi come modello di intervento, prototipi, per tutte le istituzioni scolastiche”.

Elemento distintivo dell’azione è la costituzione di reti, nel quale operano, in una logica sinergica e di integrazione, “i diversi attori presenti nei singoli territori, rappresentati non solo dalle scuole ma anche da altre agenzie educative e sociali che partecipano attivamente alla realizzazione del progetto come “comunità educante”

La prima fase è stata dedicata all’individuazione delle scuole capofila delle reti. Le graduatorie sono state pubblicate a dicembre 2012.

Con la nota 199/13 il MIUR avviava la seconda fase della procedura dedicata alla presentazione delle proposte progettuali da parte degli Istituti selezionati nella prima fase. Allegate alla nota vi erano:

  • Il Prospetto Finanziario dell’Accordo di Partenariato.
  • Le Istruzioni operative per la Progettazione esecutiva Parte II “Guida alla presentazione della progettazione esecutiva nel Sistema di Gestione degli Interventi (GPU)”.

La stessa nota 199/13 annunciava l’imminente pubblicazione di un ulteriore allegato denominato Istruzioni operative per la Progettazione esecutiva Parte I “Indirizzi attuativi”.

La scadenza per la presentazione delle proposte fissata per in prima battuta per il 2 febbraio 2013, veniva posticipata al 16 febbraio con nota 820 del 17 gennaio 2013. Allegata alla nota veniva trasmessa una ulteriore versione del file xls utile per la stesura del Piano finanziario.

Con la nota 1631 del 5 febbraio 2013, il Miur fornisce chiarimenti riguardo

  • alla collaborazione interistituzionale con il Comune sede della scuola capofila. In particolare viene precisato che il personale dipendente da enti istituzionalmente coinvolti su tematiche oggetto precipuo degli interventi sulla dispersione scolastica, non può essere retribuito dal progetto stesso.
  • al Piano finanziario.    Si stabilisce che “il costo massimo dell’area di Accompagnamento opzionale (voci aggiuntive), ossia supporto diversamente abili, assistenza parentale, mensa, assistenza mensa, non può superare il 10% del valore del Piano Finanziario
  • alle Spese area organizzativo-gestionale. Viene precisa che anche i docenti che supportano la gestione del progetto, purché non siano componenti del Gruppo di Direzione e Coordinamento, possono essere retribuiti
  • alla definizione dei percorsi. Si specifica che non è previsto alcun limite nel numero dei percorsi progettati
  • alla selezione dei tutor ed esperti. Le istituzioni scolastiche coinvolte dovranno fare riferimento alla normativa nazionale sulle reti (art. 7 del DPR 275/1999 e art. 56 del DI 44/2001) e alle disposizioni contrattuali sulle collaborazioni plurime (articoli 35 e 57 del CCNL/2007). In ogni caso “Ogni rete, pertanto, dovrà dotarsi di un regolamento, definito dal Gruppo di Direzione e coordinamento, che indichi i criteri di selezione, nonché le procedure per quanto riguarda il personale interno al partenariato”
  • ai casi di incompatibilità.

Allegati alla nota vi sono:

  1. Una ulteriore versione del Foglio XLS Prospetto Finanziario dell’Accordo di Partenariato
  2. Una versione rivisitata della “Guida alla presentazione della progettazione esecutiva nel Sistema di Gestione degli Interventi (GPU) (parte II delle Istruzioni operative per la Progettazione esecutiva)
  3. Gli “Indirizzi attuativi” (parte I delle Istruzioni operative per la Progettazione esecutiva).

In particolare, la parte I delle Istruzioni operative per la Progettazione esecutiva, mai resa nota in precedenza, “intende essere un riferimento di carattere pedagogico sugli indirizzi attuativi, una raccolta di materiali e di cornici tese a fare da bussola per la progettazione delle azioni dei prototipi.” Il documento oltre a fornire importanti indicazioni di carattere generale sulla mission del Piano d’azione e coesione nell’ambito degli obiettivi di Europa 2020, fornisce anche un repertorio di buone pratiche di contrasto alla dispersione scolastica assai utili per la progettazione dei prototipi.

Il nostro commento

La FLC CGIL, condividendone gli obiettivi e le metodologie, ha seguito fin dall’inizio, con molta attenzione ed interesse, l’azione messa in campo nell’ambito del Piano d’azione e coesione contro la dispersione scolastica.

Tuttavia a fronte di un intervento che richiede alle scuole situate nelle zone più difficili del paese, una fortissima innovazione nella progettazione educativa e nell’organizzazione delle attività “antidispersione”, l’azione del MIUR appare tutta orientata a privilegiare gli aspetti eminentemente burocratici della procedura attivata. Esemplare a questo proposito è la pubblicazione agli inizi di gennaio della Guida per la presentazione online della progettazione esecutiva nel Sistema di Gestione degli Interventi, mentre il 5 febbraio, ossia dieci giorni prima della scadenza vengono resi noti gli “Indirizzi attuativi” con materiali relativi ad indirizzi metodologici innovativi, a repertori di esperienze sul campo, attuate in modi diversi e da differenti soggetti, differenziato per tipologie, delle azioni di contrasto che fanno parte della storia e/o che sono già in atto nella lotta per il successo formativo.

Se fosse stato pubblicato in precedenza questo documento sarebbe stato un sicuro punto di riferimento per la riflessione, l’approfondimento e la progettazione delle scuole, pubblicato a ridosso della scadenza rischia di diventare una semplice testimonianza a futura memoria, priva di una reale capacità di aiutare le scuole nella progettazione degli interventi.

Si tratta di un modo di procedere che confligge in maniera plateale con le affermazioni presenti nei documenti e nelle norme fino ad oggi emanate. Per senso di responsabilità il MIUR, a fronte del mancato rispetto di una tempistica coerente, dovrebbe prorogare ulteriormente la scadenza per la presentazione delle proposte progettuali da parte delle scuole e, al tempo stesso, attivare misure di accompagnamento più robuste, evitando maxi raduni di scuole e attuando, viceversa, interventi più personalizzati.

In ogni caso, la FLC chiederà la convocazione urgente di un incontro presso il MIUR su tutta la partita concernente l’azione contro la dispersione scolastica nell’ambito del Piano d’Azione e Coesione.

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