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Pasticcio Green Pass: c’è bisogno di chiarezza ma il ministero non sa darla

Inascoltate le richieste della FLC CGIL per evitare il caos. Le scuole lasciate sole a gestire le prevedibili problematiche di un sistema non preliminarmente testato, senza indicazioni univoche e corrette. La parola passa alla categoria per le conseguenti iniziative.

02/09/2021
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Come abbiamo già avuto modo di segnalare al termine della conferenza di servizio per i dirigenti scolastici del 31 agosto 2021, dal Ministero non sono arrivati i chiarimenti e le precisazioni che avrebbero dovuto supportare le scuole nel primo giorno di introduzione del Green Pass obbligatorio per il personale scolastico.

La diretta Youtube sull’applicazione delle misure legate all’introduzione del cosiddetto green pass alla presenza del Ministro dell’Istruzione non è servita a nulla.

Le innumerevoli criticità gestionali che la misura del Green Pass adottata dal governo ha sollevato sono rimaste lì, tutte senza risposta, e con un messaggio dal sapore greve lasciato alle scuole e ai Dirigenti Scolastici che suona come: “arrangiatevi”.

Già le istituzioni scolastiche, i dirigenti, i DSGA e il personale tutto, come di consueto e in condizioni di normalità, il 1° settembre di ogni anno si trovano di fronte al difficile compito di far partire la macchina organizzativa, ma ora, in un momento in cui la pandemia continua a imperversare nel Paese, la faciloneria e il pressappochismo con cui si sono volute trasferire alle scuole le misure del Green Pass, pensate per treni e ristoranti, stanno rendendo la situazione ingestibile.

La FLC CGIL ha aderito immediatamente e convintamente alla campagna vaccinale, rivendicando una corsia preferenziale per il personale della scuola che, secondo i dati forniti dallo stesso ministro, risulta quasi totalmente vaccinato. La mancanza di coraggio del governo nel decidere l’obbligo vaccinale e nell’attestarsi sulla mezza misura del Green Pass ha scaricato ogni problematica nel comparto più delicato e difficile della società italiana quale è la scuola.

Le domande che sono state squadernate dalle scuole ai responsabili ministeriali e rimaste inevase continuano ad essere, anche dopo l’inutile conferenza, sempre le stesse:

  • Quali gli istituti contrattuali da applicare al personale neo assunto in ruolo o supplente annuale privo di Green Pass, se non si perfeziona il loro rapporto di lavoro con la presa di servizio?

  • Quali le determinazioni del dirigente scolastico al rifiuto del personale ad esibire il Green Pass?

  • Come risolvere le problematiche dei lavoratori fragili non vaccinabili che non sono riusciti ad avere la certificazione medica di esenzione?

  • Come gestire le posizioni di chi dimostra di essere in regola con la vaccinazione nei tempi previsti dalla norma ma non ha ottenuto la registrazione sulla piattaforma del ministero della salute?

  • Quali saranno le procedure per le supplenze, all’inizio delle lezioni quando, specie nei comprensivi, sarà necessario individuare ogni giorno decine di supplenti temporanei per assicurare l’immediata sostituzione degli assenti?

  • I soggetti esterni che, a diverso titolo, accedono agli edifici scolastici per le attività di assistenza specialistica, supporto al servizio mensa, esperti coinvolti nei progetti del piano estate, sono obbligati al possesso ed esibizione del Green Pass?

Non basta dire che i dirigenti scolastici conoscono la norma e sanno esattamente come fare e che dal 13 settembre il nuovo sistema di rilevazione del Green Pass risolverà ogni problema, occorre che i vertici del Ministero prendano atto che il problema dell’applicazione del green pass alle scuole non è tanto come fare il controllo e a chi affidarlo ma come affrontare e risolvere le tante problematiche conseguenti alla verifica in caso di green pass bloccato.

Ma pare che di questo nessuno si sia preoccupato in queste settimane, e il dibattito sugli organi di stampa si sia limitato a disquisire piuttosto sulla urgente necessità di velocizzare il controllo all’ingresso, ultimo dei tantissimi problemi che stanno registrando le scuole alla riapertura.

In ogni caso, di fronte alle soluzioni pasticciate e improvvisate, alle reiterate iniziative unilaterali del Ministero, agli incontri che si rivelano inconcludenti perché si prendono impegni che poi non vengono rispettati, ai protocolli interpretati secondo una neolingua conosciuta solo dal ministero, la parola non può che passare alla categoria.

Infine restano senza risposte le altre problematiche legate alla riapertura della scuola nella massima sicurezza, a partire dalla gestione dell’organico covid il cui stanziamento risulta largamente inadeguato per i limiti temporali (30 dicembre) e le rigidità di utilizzo imposti dal DL Sostegni bis.

Valuteremo insieme con le altre organizzazioni sindacali rappresentative del personale della scuola quali iniziative assumere a tutela della salute e della funzionalità del sistema di istruzione.

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