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Organici Ata. Richiesta incontro urgente

Lettera unitaria per richiesta incontro al Miur

07/07/2000
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Pubblichiamo la lettera che unitariamente con Cisl e Uil abbiamo inviato il 7 luglio 2000 al Ministro della Pubblica Istruzione chiedendogli un incontro urgente per ottenere alcune modifiche basilari sulla pianta organica del personale Ata.

Roma, 7 luglio 2000

________________

Egregio Sig. Ministro,

Come Lei certamente saprà la questione degli organici del personale Amministrativo, Tecnico ed Ausiliario, pur essendo stata oggetto di un lungo e serrato confronto con l’Amministrazione, non ha trovato una soluzione soddisfacente.

Infatti, i criteri con cui l’Amministrazione ha varato le nuove tabelle organiche del personale, risentono di parametri superati e non più aderenti alle esigenze della nuova Scuola dell’autonomia.

Il mancato raggiungimento dell’intesa secondo i principi previsti dall’art. 53 del CCNI, condizionerà la erogazione efficace dei servizi, almeno per alcuni segmenti scolastici.

Neanche l’intesa complessiva sui servizi A.T.A., definita il 5 giugno 2000, della quale confermiamo il nostro giudizio positivo, per aver lasciato inalterato la consistenza quantitativa degli organici e per le garanzie occupazionali assunte a sostegno dei lavoratori precari, fornisce soluzioni utili alle scuole per gestire, dal 1° Settembre, le nuove e più complesse procedure che ricadranno sulle istituzioni scolastiche a seguito dell’entrata in vigore dell’Autonomia..

L’accordo ha previsto tempi e modi per la definizione degli organici della scuola dell’autonomia da definire in sede di concertazione entro il 15 febbraio 2001, previa verifica della ricaduta dei parametri individuati dalla bozza del Decreto sulla funzionalità delle scuole.

Ovviamente, i tempi dell’intesa, si riferiscono alla rideterminazione complessiva dell’organico del personale A.T.A. che produrrà effetti a partire dall’anno scolastico 2001/2002, quindi fortemente in ritardo rispetto alla data della piena attuazione dell’autonomia stessa.

Pertanto, nel riconfermare la volontà di attuare le procedure previste dall’intesa e dal contratto, segnaliamo i principali limiti registrati nell’applicazione delle tabelle organiche e alcuni interventi minimali che a nostro parere si rendono necessari per un regolare avvio del prossimo anno scolastico :

  1. L’attribuzione di quote di posti in deroga sull’organico di fatto per risolvere territorialmente, tramite il confronto con le OO.SS., le situazioni di particolare disagio e complessità che potranno verificarsi;

  2. la restituzione alle scuole dal 1.9.2000 da parte dei provveditori del personale ATA utilizzato presso gli uffici scolastici provinciali con la possibilità per questo personale di transitare definitivamente nel comparto MPI;

  3. la determinazione dell’organico dei cuochi e dei guardarobieri, nei Convitti, deve tenere conto dell’incidenza dei semiconvittori in relazione al carico di lavoro che essi comportano sia per la preparazione dei pasti e sia per il lavaggio della biancheria.

Inoltre segnaliamo che gli stessi livelli dell’Amministrazione periferica non sempre applicano integralmente le note aggiuntive all’organico di base.

Infine, una riflessione particolare merita tutta la parte degli organici che riguarda gli assistenti tecnici. Difatti, vista l’importanza del ruolo di questa figura professionale legata all’innovazione tecnologica, e considerata l’esigenza di estenderla a tutti gli ordini di scuola, si ritiene inaccettabile l’impostazione data con il decreto.

Le soluzioni scelte si basano unicamente su principi di contenimento della spesa che rischiano di compromettere il faticoso processo di modernizzazione della scuola italiana impedendo, di fatto, l’introduzione delle nuove tecnologie e facendo perdere competitività all’intero sistema. In attesa di un riforma complessiva del settore, si richiedono alcuni primi interventi indispensabili per la determinazione degli organici.

L’organico deve essere determinato in ogni scuola per le distinte e specifiche aree professionali con delibera della giunta, secondo quanto previsto dal comma 7.1 dell’art. 52 del CCNI in rapporto:

  1. alla quantità di ore svolte nei laboratori per gli insegnamenti, per le esercitazioni e per tutte le attività indicate dal POF;

  2. alla prestazione oraria individuale di 36 h settimanali delle quali 24 vanno dedicate alla assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche e le restanti 12 h per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico scientifiche.

Il contenuto dell’art. 4 del decreto va radicalmente cambiato per le parti in contrasto con il CCNI e con quelle attinenti allo svolgimento della funzione docente. Qualora l’attività didattica da svolgere nei laboratori prevista dai programmi, dal POF, in relazione alla terza area ecc. non raggiunga le 24 ore per area professionale, deve essere previsto il completamento in altra scuola viciniore, la costituzione di eventuale area mista o l’istituzione di un posto part time.

Poiché su tutta la materia sono ancora possibili, come auspichiamo, miglioramenti ed integrazioni prima dell’espressione del parere, da parte delle commissioni parlamentari, sul D.M. e sulle relative tabelle Le chiediamo un confronto urgentissimo sui problemi evidenziati.

In attesa di un positivo riscontro La salutiamo cordialmente.

Roma, 7 luglio 2000

Tag: miur

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