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In questi giorni sta accadendo un fatto straordinario, si sta dando voce alla scuola.
Straordinario, perché nessuno se ne fa carico, ancora più straordinario perché chi, come la FLC Cgil, decide di farlo autonomamente viene accusato di fare demagogia.
un Ministro stravolge ordinamenti, taglia posti di lavoro, lascia le scuole senza soldi e non sente il bisogno di confrontarsi, di consultare, di condividere le sue scelte con chi la scuola la vive, docenti, famiglie e studenti.
Organizzazioni sindacali sottoscrivono un contratto che sancisce la riduzione del potere d'acquisto per i lavoratori, anziché aumentarlo, e non sentono la necessità di chiedere loro cosa ne pensano.
Pericoloso far diventare un fatto straordinario la pratica della democrazia.
In verità, in molte situazioni le assemblee vengono svolte anche unitariamente, come la FLC Cgil aveva chiesto. Certo, è un'unità non condivisa dai vertici nazionali ma spesso praticata con convinzione da chi ha maggiore dimestichezza con i lavoratori in carne e ossa, quelli che hanno avuto un "piatto di lenticchie" al posto di aumenti contrattuali dignitosi.
Abbiamo ricordato il caso di Piacenza, dove la CISL scuola ha portato le proprie ragioni in assemblea insieme alla FLC in un confronto aperto e corretto che ha portato ad un risultato del 68% per il NO. In altre realtà territoriali, invece, si condividono, insieme alla FLC, le ragioni del NO e i risultati variano dall'80% al 90% per il NO.
in alcune regioni, per fortuna poche, i sindacati firmatari si avventurano persino nell'interpretazione dello statuto della FLC per sostenere l'illegittimità del referendum: "c'è scritto che la FLC si impegna a consultare solo i suoi iscritti, non tutti i lavoratori"!
Ancora, "lo statuto dei lavoratori non prevede che un sindacato possa indire un referendum"!
Non è finita, "Hanno diritto a consultare i lavoratori solo i sindacati firmatari, non quelli che non hanno firmato"!
Siamo alla farsa, se la situazione non fosse così seria, anzi drammatica (In allegato i casi di Basilicata, Piemonte, Sicilia).
Nonostante le pressioni, le scorrettezze, le rozze argomentazioni, le assemblee di consultazione proseguono partecipate, i lavoratori esprimono la loro opinione e votano massicciamente. Per una volta, anche il senso delle istituzioni prevale perché, ove richiesto, i Direttori degli Uffici Scolastici Regionali hanno inviato una circolare ai dirigenti scolastici invitandoli a favorire le procedure del referendum indetto dalla FLC (in allegato alcune comunicazioni degli Uffici Scolastici Regionali).
Il 16 febbraio si concluderà questa consultazione e daremo notizia dei risultati. Intanto è già avviata, ad iniziativa della FLC, la campagna di assemblee e il referendum sul contratto biennale dell'università e, insieme alla CGIL, saremo nei luoghi di lavoro per informare e chiedere il parere sulle modifiche del sistema contrattuale, firmate dal Governo, Confindustria e CISL e UIL.
Lasciamo ad altri la demagogia e l'opportunismo, la democrazia è una cosa seria e non va ad intermittenza. Chi ne abbandona la pratica, finisce con allontanarsene pericolosamente.
Roma, 12 febbraio 2009
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