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Occupazione degli Uffici Scolastici: seconda giornata consecutiva di protesta della FLC CGIL

3 e 4 giugno 2010, la nostra protesta contro i tagli agli organici e alle risorse nelle sedi degli USR e USP.

06/06/2010
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Noi non ci stiamo!, La scuola lotta e resiste!, I diritti non vanno in ferie! sono alcuni degli slogan che hanno accolto e accompagnato i manifestanti ai presidi/occupazioni degli uffici scolastici periferici del Miur del 3 e 4 giugno.

Tanti i lavoratori della scuola, ma non solo, i genitori, gli studenti e i cittadini che si sono ritrovati con la FLC CGIL. Grande senso di responsabilità ma anche decisa e ferma convinzione a proseguire nella protesta contro i tagli agli organici e alle risorse che impoveriscono la scuola, disattendono le richieste delle famiglie, lasciano a casa migliaia di lavoratori preparati che il lavoro se lo meritano. Altro che i "privilegi" di cui parla il Presidente del Consiglio!

Per dare conto della diffusione, della varietà e dell'ampiezza delle nostre iniziative, riportiamo di seguito alcuni rapidi aggiornamenti che abbiamo ricevuto dalle nostre sedi e che si aggiungono a quelli già pubblicati ieri.

Roma, 6 giugno 2010
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In Lombardia presso l'USR della regione, alla presenza di esponenti di tutte le 12 FLC CGIL provinciali si è costituita una delegazione che ha raggiunto il terzo piano della Direzione Regionale per un incontro con il Direttore generale G. Colosio. Ecco, in sintesi, le 4 domande che la delegazione ha formulato al Direttore generale regionale e le risposte ottenute:
Che cosa intende fare la USR Lombardia rispetto all'ammontare dei crediti che le scuole vantano nei confronti dello Stato pari oggi a 175 milioni di euro?
Il Direttore si è dichiarato disponibile, in tempi brevi, all'invio di una richiesta specifica al Ministro per una parziale compensazione.
Come intende operare a fronte di un taglio di 4.665 posti di lavoro, docenti e A.T.A. previsto per il prossimo a.s. in Lombardia?
La Direzione regionale ha dichiarato la sua massima disponibilità ad operarsi in sede di organico di fatto richiedendo al Ministro una riduzione del taglio programmato.
Come intende muoversi di fronte al prevedibile aumento delle classi a seguito della conferma delle iscrizioni del prossimo luglio e in particolare di fronte alle eventuali richieste di sdoppiamento delle classi?
Qui la risposta è stata di netta chiusura e di indisponibilità a trattare, salvo situazioni dichiaratamente eccezionali.
Durante l'incontro si sono affrontati anche due altri temi: la messa a rischio della qualità della formazione pubblica lombarda di fronte al taglio delle ore a seguito dell'entrata in vigore dei progetti di contro-riforma e il patto territoriale sui precari. Sul primo punto il Direttore ha chiuso rimettendosi al rispetto dei termini di legge e sul secondo ha confermato l'impegno del tavolo trilaterale, USR, Regione Lombardia e sindacati, riconoscendo le difficoltà di attuazione dello scorso anno.

La riunione si è conclusa con l'impegno del coinvolgimento di tutti gli enti locali per una fattiva collaborazione alla risoluzione degli specifici problemi locali a partire da quello dei servizi e dell'integrazione. Al termine dell'incontro la FLC CGIL Lombardia, pur apprezzando le volontà dichiarate, ha chiesto alla Direzione di uscire veramente dal suo “silenzio assordante” dimostrando con i fatti le disponibilità manifestate.

In Liguria grande riuscita dell'iniziativa indetta unitariamente da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS il 4 giugno per portare all'attenzione della cittadinanza e delle istituzioni le drammatiche condizioni in cui si trova – e sempre più rischia di trovarsi – la nostra scuola pubblica a cui hanno partecipato oltre un migliaio di lavoratori della scuola. Ha lasciato estremamente perplessi e contrariati l'atteggiamento della Direttrice Scolastica Regionale che non ha consentito di effettuare all'interno dell'atrio della Direzione Regionale l'assemblea richiesta facendo trovare i cancelli della sede di via Assarotti chiusi.

L'assemblea è quindi proseguita con un corteo per le strade di Genova per raggiungere la Prefettura dove una delegazione è stata ricevuta dal Capo di Gabinetto del Prefetto di Genova al quale è stata segnalata la situazione in cui si troverà la scuola genovese. La risposta è stata di grande attenzione ai problemi rappresentati dai componenti della delegazione con l'impegno a segnalare agli Organi Superiori dell'Amministrazione Statale i motivi della manifestazione. Altrettanto interesse ai problemi della scuola e dell'istruzione è stata fornita dal neo-assessore regionale con il quale si è svolto un incontro nel pomeriggio e che si è impegnato a rilanciare l'accordo a tutela dei precari. Foto della giornata.

Due città, due iniziative di protesta in Molise, ad Isernia e Campobasso dove il 3 e 4 giugno si sono svolte rispettivamente le occupazioni dell'Ufficio Scolastico Provinciale e dell'Ufficio Scolastico Regionale.

"Alle riduzioni previste dalla legge 133/08, si sono aggiunti i nefasti articoli della manovra finanziaria - si legge nel volantino distribuito durante l'iniziativa - che bloccano per tre anni le misere retribuzioni, gli scatti di anzianità, riducono le risorse al MIUR e agli Enti locali, con inevitabili conseguenze sull'offerta di istruzione".

"Diventa difficile anche la sola gestione ordinaria di scuole e atenei, la ricerca pubblica sta per essere smembrata, disarticolata, liquidando le nostre migliori intelligenze.

Anziché investire in conoscenza, programmare lo sviluppo, si penalizzano i settori che in tutti gli altri paesi sono il cuore delle politiche per uscire dalla crisi".

"Noi non ci stiamo!", è questo l'appello lanciato dalla FLC CGIL di Roma e del Lazio per la manifestazione e il presidio sotto la sede dell'USP di Roma e dell'USR del Lazio. L'appello è stato raccolto non solo da un gran numero di insegnanti, ATA e precari della scuola, ma anche da un folto gruppo di genitori, studenti, ricercatori degli Enti pubblici di Ricerca. Lo slogan ha accompagnato la delegazione che è stata poi ricevuta dal Direttore generale dell'USR del Lazio, dott.ssa Novelli. La FLC CGIL di Roma e del Lazio, insieme al resto della delegazione, ha sottolineato gli effetti provocati dai vari provvedimenti che oggi mettono le famiglie di fronte a una riduzione drastica del tempo pieno, dell'offerta formativa nella scuola superiore, nell'incertezza dei programmi e degli insegnamenti. I tagli previsti non vengono compensati col turn over con conseguente perdita delle competenze dei precari espulsi dalla manovra. La risposta e l'atteggiamento dell'Amministrazione sono stati di completa chiusura all'accoglimento delle richieste avanzate.
"Noi non ci stiamo!" non si ferma: la delegazione ha dato appuntamento ai manifestanti alla grande manifestazione per il 12 giugno indetta dalla CGIL insieme alla FLC e alla Funzione Pubblica.

Dopo quello degli Uffici scolastici delle province nella giornata del 3 giugno, oggi il presidio dell'Ufficio scolastico regionale della Campania, sede di Napoli, via Ponte della Maddalena. Sono state presenti delegazioni delle 5 province con i segretari provinciali e del CPS (Coordinamento precari della scuola) di Napoli. Sono stati distribuiti volantini con la denuncia della grave crisi della scuola campana susseguente alle misure del Governo. 8.200 posti tagliati nell'anno scolastico 2009-10, altri 5.800 dal prossimo settembre 2010. Circa 4.000 sono i precari che nell'anno in corso non hanno avuto il rinnovo della supplenza annuale o fino al 30 giugno. Una delegazione è stata ricevuta dalla dott.ssa Sgambati, vicedirettrice dell'USR, alla quale sono state illustrate le motivazioni della protesta e riportata la denuncia della politica scolastica attuata dal governo. È stata chiesta una maggiore attenzione alle questioni della sicurezza nella costituzione delle classi e trasparenza e correttezza nella determinazione dei movimenti annuali (assegnazioni provvisorie/utilizzazioni) e conferimento delle supplenze (calendari, certezza sedi disponibili), questioni determinanti per la vita delle persone, che non sempre in passato si sono articolate con trasparenza e certezza dei diritti di tutti.

Anche i lavoratori della scuola di Basilicata hanno partecipato numerosi alla manifestazione organizzata dalla FLC CGIL Regionale svoltasi presso l'USR di Potenza. L'occupazione simbolica è iniziata alle 11.00 con l'intervento del Coordinatore regionale Eustachio Nicoletti che ha rappresentato dettagliatamente la non più sostenibile situazione in cui versa la scuola pubblica a seguito dei consistenti tagli agli organici subiti a livello nazionale e soprattutto a livello territoriale, evidenziando, inoltre, le inique e ingiuste ripercussioni che la manovra finanziaria avrà sul personale sia livello giuridico, ma soprattutto economico e professionale. Alla manifestazione hanno dato il loro contributo i ricercatori dell'Università della Basilicata e dei centri di ricerca lucani.

La FLC CGIL ha richiesto all'Amministrazione di trasferire al Ministro le istanze e le rivendicazioni rappresentate dal dibattito relativamente alla necessità di evitare ulteriori tagli e adottare un piano straordinario di immissioni in ruolo per dare risposte adeguate al territorio e al precariato.

A Savona, grande riuscita dell'iniziativa indetta unitariamente da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS per portare all'attenzione della cittadinanza e delle istituzioni le drammatiche condizioni in cui si trova la nostra scuola pubblica. Per non parlare poi delle ricadute occupazionali: 140 posti in meno di insegnanti nella scuola primaria elementare, circa 90 nella scuola media, quasi 260 nella scuola superiore ed oltre 330 ATA, ecco i numeri previsti dei tagli al personale in Liguria per il prossimo anno scolastico: una vera emergenza sociale! I docenti ed il personale ATA delle scuole savonesi si sono riuniti questa mattina in assemblea "itinerante" in Piazza Diaz e – in diverse migliaia di persone – hanno attraversato in corteo le vie cittadine per recarsi presso l'Ufficio Scolastico Provinciale dove una delegazione di lavoratori è stata ricevuta dai rappresentanti dell'USP.

Giovedì 3 giugno la FLC CGIL di Forlì e di Cesena ha manifestato davanti agli Uffici dell'ex Provveditorato. All'iniziativa promossa dalla FLC CGIL, hanno preso parte la segreteria della Camera del Lavoro di Forlì e di altre categorie, la Rete degli Studenti, il Comitato Precari Scuola e il comitato genitori-insegnanti Articolo 3 di Cesena. Dopo l'occupazione simbolica, una delegazione si è trattenuta nell'Ufficio del Dirigente Provinciale. Il Segretario Nicola Garcea ha ribadito i motivi delle iniziative di protesta della FLC e per meglio rappresentare come le attuali politiche governative sulla scuola e sui settori della conoscenza, stanno alimentando incessanttemente disagio, disservizio e preoccupazione sociale sono intervenuti un docente per ogni ordine di scuola, personale ATA, due studenti e un genitore.

Il Dirigente ha ascoltato con grande attenzione e preso nota di critiche e proposte, rassicurando la delegazione di farsi portavoce presso i livelli istituzionali superiori. A conferma delle buone relazioni sindacali esistenti, ha ribadito l'impegno dell'Ufficio a limitare i disservizi e a contenere gli effetti dei tagli imposti sul personale, ovviamente all'interno delle risorse assegnate! La segreteria FLC ha inoltre confermato tutta la sua ferma contrarietà alle circolare con la quale il Direttore Regionale Marcello Limina ha tentato di intimorire e di imbavagliare la sacrosanta protesta del lavoratori della conoscenza. La Dirigente dell'USP si è limitata a prendere atto della nostra richiesta di revoca della circolare e di dimissioni del Direttore Regionale.

A Modena tra le motivazione dell'occupazione simbolica dell’Ufficio scolastico provinciale promossa dai sindacati FLC CGIL e Cisl Scuola 3 giugno 2010 per la FLC CGIL c’è anche la richiesta di dimissioni del dirigente dell’Ufficio scolastico dell’Emilia-Romagna.

Con la lettera inviata nei giorni scorsi ai dirigenti degli uffici provinciali il dottor Limina intimava infatti al personale della scuola di non fare dichiarazioni pubbliche sui tagli a risorse e personale, minacciando in caso contrario provvedimenti disciplinari.

Un comportamento giudicato sin da subito grave e inaccettabile, con il quale si vuole imporre il silenzio a dirigenti, docenti e personale Ata per nascondere lo smantellamento in atto della scuola pubblica! La FLC CGIL ribadisce quindi la richiesta di dimissioni del dirigente dell’Ufficio scolastico regionale.
L’occupazione simbolica, che è avvenuta in contemporanea su tutto il territorio nazionale, aveva lo scopo di manifestare contro:

  • i tagli della legge 133/08 agli organici e alle risorse della scuola;

  • il mancato pagamento dei crediti alle scuole modenesi che ammontano a 20 milioni di euro verso il Ministero;

  • il mancato riconoscimento della scuola d’infanzia: 222 bimbi modenesi non troveranno posto nella scuola dell’infanzia statale;

  • la non concessione di tutti i tempi pieni richiesti dalle famiglie: 38 classi di tempo pieno non concesse;

  • la perdita di 104 classi a tempo prolungato nella scuola secondaria di primo grado;

  • il licenziamento dei precari (-212 docenti e circa 100 Ata nell’anno scolastico 2010-11): meno 38 docenti scuola primaria, meno 47 docenti scuola secondaria primo grado, meno 128 docenti scuola secondaria secondo grado.

Nell’incontro con il dirigente dell’USP di Modena si è richiesto lo sblocco dei 150 posti tenuti dall’USR con criteri oggettivi che tengano conto della complessità delle realtà scolastiche. Inoltre abbiamo chiesto che il dirigente USP garantisca la legalità delle norme sugli organici e sulla sicurezza; abbiamo inoltre espresso la nostra contrarietà alla rottura del patto scuola-famiglia nell’interruzione o non concessione di tempi pieni o prolungati. Si è poi concordato con i genitori per una richiesta di incontro con l’assessore regionale prof. Bianchi. Il dirigente dell’USP di Modena trasmetterà le nostre richieste al dirigente dell’USR dell’Emilia Romagna. Ovviamente non ci basta questo e dobbiamo tenere alto il livello di mobilitazione anche sul versante della sicurezza: come CGIL e CISL creeremo un gruppo di supporto provinciale formato da RLS e da RSU sulla sicurezza, per un intervento immediato nelle scuole in caso di superamento dei limiti previsti di legge, con conseguente denuncia agli Organi Competenti.

"L'attacco del governo alla scuola pubblica non è solo un problema dei precari che perderanno il posto, ma è un problema di tutti i cittadini". Questo è il messaggio forte partito dalle assemblee organizzate dalla FLC CGIL davanti agli uffici scolastici provinciali di Perugia e Terni, con una presenza di oltre 500 lavoratori, tra personale ata e insegnanti, molti dei quali precari. Dopo gli interventi dei due segretari della FLC CGIL di Perugia e Terni, Domenico Maida e Tommaso Dionisi, gli operatori hanno portato una testimonianza diretta dal mondo della scuola, denunciando le gravi preoccupazioni per gli effetti dei tagli imposti dalla manovra economica del Governo Berlusconi. Questi, hanno spiegato i lavoratori intervenuti, comportano infatti il blocco dei contratti pubblici, il taglio di quelli già rinnovati, il blocco degli scatti nella scuola, il congelamento del turnover, con il licenziamento di molti precari. Per quanto riguarda l'Umbria, le cifre sono ormai note: in un biennio si sono persi circa 1.200 posti di lavoro. Nel suo intervento il segretario generale della Cgil Mario Bravi ha illustrato le proposte alternative a questa finanziaria fatta di "macelleria sociale e culturale", proposte che sono alla base dello sciopero generale che la Cgil organizzerà il prossimo 25 giugno: una addizionale di solidarietà sui redditi superiori ai 150mila euro; il ripristino dell'Ici per i redditi oltre i 90-100mila euro; una tassazione sulle rendite finanziarie da portare dal 12 al 20% e un aumento della tassazione dello scudo fiscale dal 5 al 7%. Bravi ha anche sottolineato come questa manovra sia diversa da quelle attuate nel resto d'Europa, perché colpisce unicamente le fasce più deboli della società. Presente all'assemblea di Terni anche Amerigo Campanari, centro nazionale FLC CGIL che ha ricordato l'importanza dell'appuntamento per la grande manifestazione del 12 giugno a Roma, "insieme a tutto il pubblico impiego e a tutti coloro che non vogliono che il prezzo della crisi gravi sempre tutto sulle nostre spalle", ha ricordato Campanari. Per le foto delle assemblee cliccare qui.

In piena attività anche la FLC CGIL di La Spezia. Alle quindici è stata attuata un'occupazione simbolica dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Viale Italia (l'ex provveditorato), nell'ambito di una campagna di mobilitazione contro i tagli alla scuola pubblica denominata "i diritti non vanno in ferie". All'iniziativa hanno partecipato un centinaio di persone tra docenti e personale ATA. Secondo la FLC CGIL per voce della sua segretaria spezzina, la giovane e combattiva Lara Ghiglione "i più penalizzati da questa manovra sono i settori pubblici e della conoscenza; sono ridotti i salari e, soprattutto, il welfare, i diritti dei più deboli, dei precari, dei pensionati, delle famiglie”. La nostra organizzazione ha denunciato una situazione molto delicata per la scuola, una preoccupazione condivisa anche dal Sindaco Massimo Federici che ha portato di persona la sua solidarietà e vicinanza della città ai manifestanti. Un link politico significativo con la manifestazione dei sindaci della mattina, mondi diversi, ma complementari, uniti in un unico disagio e pronti a mobilitarsi contro la manovra finanziaria. Il 4 giugno, altro presidio davanti all'Ufficio Scolastico Provinciale, questa volta insieme a CISL, UIL e Snals.

A Livorno l'occupazione dell'USP è programmata per l'8 giugno alle ore 15. Le rappresentanze dei lavoratori della scuola chiederanno anche un incontro alla Dirigente per esporre le legittime proteste che riguardano i tagli agli organici e alle risorse e per chiedere un intervento nei confronti del Ministero. La giornata di oggi 4 giugno è stata invece caratterizzata da una serie di assemblee unitarie a Livorno sala edile, Piombino Centro Giovani, Portoferraio ITCG Cerboni. Le iniziative intanto proseguono anche in giorni seguenti: il 7 giugno alle ore 12 conferenza stampa Confederazione CGIL, FLC e FILCAMS sulla situazione dei servizi nella scuola; in tutte le sedi della provincia si raccolgono le firme del referendum sull'acqua pubblica.

"La scuola lotta e resiste", recitava così il volantino fatto circolare giovedì 3 giugno dai sindacati di categoria davanti alla sede dell'USP di Cosenza. CGIL, Cisl, Uil, Anp, Gilda Unams e Snals, sono i promotori del sit-in di protesta contro i tagli alla scuola apportati dal governo, che lasciano a casa i precari, da anni alle prese con contratti a scadenza. I sindacati hanno rivendicato anche il diritto di manifestare davanti alla sede Istituzionale dalla quale però non si avuto alcun accenno di ascolto. "Ci hanno negato persino l'utilizzo di una presa di corrente per collegare il microfono - ha detto a gran voce il segretario provinciale di FLC CGIL, Giuseppe Assalone - Abbiamo organizzato questo sit in contro i tagli che si abbatteranno nella provincia di Cosenza, la cui ampiezza è già stimata a 542 unità tra organico di diritto e personale aggiunto". "Noi chiediamo – ha proseguito Assalone - un incontro con il coordinatore dell'ufficio scolastico provinciale affinché si faccia portavoce delle nostre istanze, se ciò non dovesse accadere faremo appello al Prefetto".
Lunedì prossimo 7 giugno, è stato annunciato nel corso del presidio, tutti i sindacati si confronteranno con il governatore Scopelliti, dal quale ci si aspetta un'assunzione dii responsabilità nei confronti di un'emergenza nell'emergenza: il tema del precariato.

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