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Le scuole non sono messe nelle condizioni di lavorare serenamente e di rispettare i tempi contrattuali

A breve le risorse del FIS alle scuole. Ma sempre con gravissimo ritardo. Lo stress della gestione PON.

20/06/2018
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La storia si ripete sempre uguale, come sempre uguali sono le motivazioni che conducono il MIUR ad assegnare le risorse contrattuali alle scuole non, come dovrebbe essere, nei primi giorni dell’anno solare di riferimento (in questo caso 2018), ma…ad anno scolastico concluso.

Abbiamo infatti acquisito per le vie brevi dal MIUR che, per quanto riguarda le risorse del FIS, degli Incarichi Specifici e delle Funzioni Strumentali dell’anno scolastico in corso 2017-18, vi sarà il caricamento di esse su Sicoge entro venerdì 22 giugno, la registrazione dei decreti di riparto da parte dell’UCB (Ufficio di Controllo del Bilancio) la prossima settimana e l’invio alle scuole delle spettanze entro i primi di luglio 2018. Le somme del bonus 2017-18 saranno inviate entro una quindicina di giorni.

Una tempistica totalmente disallineata dagli impegni delle scuole e delle segreterie. Va da sé, infatti, che, essendo questi i tempi (ammesso che vengano rispettati), difficilmente le segreterie potranno “lavorare” questi adempimenti, dal momento che esse saranno alle prese con gli esami, con i concorsi, con il piano ferie del personale che dovrà operare a ranghi ridotti.

Vi è poi da dire che, accanto a ciò, non è affatto superata la questione del carico di lavoro burocratico, a dir poco lunare, legato alla gestione dei PON. O si semplifica la caterva di passaggi procedurali o tali progetti rischiano di non essere implementati con danno di tutti e in primo luogo degli alunni che ne sono i primi destinatari.

In realtà, come FLC CGIL, abbiamo denunciato, in ogni incontro che c’è stato ai tavoli ministeriali, come la pratica di rastrellare i fondi delle scuole ai primi di dicembre e di restituirli non a gennaio, ma ad anno scolastico praticamente concluso, non ha nulla a che vedere con una gestione sana delle risorse pubbliche e, nel nostro caso, di quelle scolastiche.

E abbiamo fatto presente che dare indicazioni di priorità o trasferire risorse alle scuole tramite i progetti PON non vuol dire affatto aver risolto i problemi del loro utilizzo.

Occorre contestualmente risolvere i problemi che abbiamo riassunto sotto la nomenclatura di “molestie burocratiche”. Da molestie esse stanno diventando vessazioni.

O si prende atto di questo e si lavora per superarle oppure occorre farne oggetto di mobilitazione specifica perché il diritto all’istruzione passa anche da questi fatti che vengono costantemente ignorati o sottovalutati e che invece rappresentano uno degli snodi della funzionalità scolastica anche, in ultima analisi, ai fini dell’esigibilità del diritto allo studio.

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