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La formazione? La scelta è a scuola

Mese dopo mese Il Ministro, e di conseguenza il MIUR, sono stati costretti a misurarsi con le obiezioni del vasto movimento di genitori, insegnanti, organi collegiali , associazioni…così che il Decreto 59 è accompagnato, sempre più spesso,da gradualità, sperimentabilità, flessibilità, parole che non riescono a nascondere le difficoltà della sontuosa e pubblicizzata “ riforma”.

28/09/2004
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Mese dopo mese Il Ministro, e di conseguenza il MIUR, sono stati costretti a misurarsi con le obiezioni del vasto movimento di genitori, insegnanti, organi collegiali , associazioni…così che il Decreto 59 è accompagnato, sempre più spesso,da gradualità, sperimentabilità, flessibilità, parole che non riescono a nascondere le difficoltà della sontuosa e pubblicizzata “ riforma”.

Alla povertà culturale del disegno governativo si accompagna anche lapovertà economica, visto che il decreto fu approvato sulla base di una relazione tecnica che non prevedeva oneri aggiuntivi.

Lo stesso Ministro, nell’incontro della scorsa settimana, ha confermato la gradualità e riconosciuto la sovranità della contrattazione , quella in base all’articolo 43 del contratto, su tutte le materie che il Decreto modifica.

Insomma c’è qualche difficoltà ad imporre, con pochi spiccioli a disposizione, nuove responsabilità sbaragliando il campo da contitolarità, collegialità e corresponsabilità , e le minacce, che pure hanno tentato di usare, non funzionano.

Ecco allora, nonostante le dichiarazioni del Ministro, una nuova sconsiderata pressione nei confronti del personale, quella sulla formazione del tutor.

Mentre la scelta del docente tutor si è irrimediabilmente arrestata nelle scuole di fronte all’ovvia considerazione che i suoi ambiti di applicazione sarebbero stati chiariti e declinati dalla contrattazione in corso all’Aran, in qualche regione si annuncia , come cosa fatta, la formazione per la funzione tutoriale

In assenza della contrattazione che dovrà ragionare sui molteplici aspetti e contenutiche ruotano intorno alla “funzione tutoriale” chi mai è in grado di progettarne la formazione?

La” funzione tutoriale è affidata a docenti espressamente formati” recita la norma, ed il Ministro ha dichiarato che tutti i docenti devono essere formati, dopo gli esiti della trattativa.

Prudenza e saggezza vorrebbero che non si alimentassero ulteriori tensioni nelle scuole.

Ricordiamo allora che nessuna formazione è obbligatoria per il personale se non quella espressamente deliberata dal collegio docenti ed acquisita nel piano annuale delle attività in cui si individuano le esigenze coerenti con il proprio piano dell’offerta formativa.

L’Amministrazione è tenuta, in via prioritaria, ad assicurare alle scuole le risorse necessarie, mentre contenuti e progettazione attengono alle decisioni di ogni scuola.

La scuola poi, può decidere di associarsi con altre scuole con cui condividere alcuni progetti, può aderire ad iniziative progettate da altri soggetti, tra cui enti ed associazioni…ma la centralità di ogni scelta è affidata alle decisioni del collegio dei docenti.

Insomma, ancora una volta, non c’è che da decidere responsabilmente nella propria scuola, nessuno può influenzare le autonome decisioni degli insegnanti.

Sono gli insegnanti ad avere la responsabilità della progettazione didattica e non tollerano più di essere prima chiamati professionisti e poi ridotti al ruolo di esecutori sottomessi e replicanti, senza pensiero autonomo.

Le innovazioni pedagogico-metodologico-didattiche degli ultimi 30 anni sono nate dalla costante riflessione sull’esperienza fatta da tanti docenti; è intollerabile che qualcuno pensi di tornare così indietro da “sottomettere” la categoria, collocandola sulgradino più basso della piramide delle nuove gerarchie, anche sulle scelte formative.

Oggi la scuola è autonoma e nonostante la limitatezza delle sue risorse, grossolanamente tagliate da questo governo, realizza una "scuola su misura" in rapporto con la propria comunità locale come le chiede la Costituzione.

Roma, 28 settembre 2004

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