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Istruzione tecnica e professionale e laboratori: il fallimento del riordino della Gelmini

Pesanti critiche da parte delle scuole nel Rapporto dell'Indire sulle Linee guida. Il MIUR risponde con la nota 2363/12.

27/09/2012
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Nel commentare la pubblicazione delle Linee guida per il primo biennio degli istituti tecnici (direttiva 57/10) e professionali (direttiva 65/10) la FLC CGIL aveva manifestato apprezzamento per il lavoro svolto dall'apposita Commissione ministeriale, ma sottolineato anche la loro difficile praticabilità, dato il quadro di pesante riduzione di personale, tagli delle ore di laboratorio e depauperamento delle risorse per il funzionamento delle Istituzioni scolastiche.

Queste considerazioni sono pienamente confermate dalla lettura del "Rapporto di monitoraggio" sul primo anno di applicazione delle Linee guida per il passaggio al nuovo ordinamento  (a.s. 2010/2011) curato dall'Indire e reso noto nello scorso giugno.

In particolare le scuole che hanno risposto all'apposito questionario predisposto dall'Indire (circa il 50% degli istituti) hanno sottolineato l'importanza della didattica laboratoriale, perché "coinvolge maggiormente i discenti" "perché essi stessi sono protagonisti di un percorso in cui dimostrano fattivamente le loro capacità", "questo tipo di approccio ha in alcune situazioni risolto problematiche di carattere motivazionale". Forte risulta la richiesta di potenziamento dell'ufficio tecnico e dei laboratori.

A fronte di queste richieste la "Nota di Sintesi" del Rapporto prende atto come  molte istituzioni scolastiche evidenzino "varie criticità non attribuibili alle scuole, ma piuttosto a contraddizioni interne alla riforma, che da un lato sottolinea l'importanza della didattica laboratoriale, dall'altra sottrae risorse in termini di strumentazione, di riduzioni di orario e di personale addetto."

Si tratta di una sonora bocciatura di uno dei cardini di tutto il riordino voluto dall'ex ministro Gelmini.

Nella prospettiva della ormai imminente presentazione del Rapporto al Parlamento su monitoraggio, valutazione di sistema e aggiornamento dei percorsi prevista per il 2013 dall'art. 7 dei regolamenti di riordino (DPR 87/10 e DPR 88/10), il MIUR ha inviato ai direttori generali degli Uffici scolastici Regionali (non alle scuole!) la nota 2363 del 19 settembre 2012 nella quale, prendendo atto di quanto emerso dal rapporto Indire, suggerisce, con esempi, l'utilizzo degli strumenti dell'autonomia organizzativa e didattica previsti dal DPR 275/99.

In una sol colpo il MIUR riesce in una impresa formidabile:

  • tacitamente fa intendere che molte scuole non conoscono il Regolamento sull'Autonomia
  • interviene pesantemente sull'autonomia delle singole istituzioni scolastiche suggerendo una serie di scelte organizzative e didattiche
  • invade competenze di natura prettamente contrattuale.

A parere della FLC CGIL la nota 2363/12 rende evidente in maniera esemplare:

  • il fallimento delle scelte politiche sull'istruzione tecnica e professionale della Gelmini
  • le contraddizioni insanabili tra impianto ordinamentale e Linee guida degli istituti tecnici e professionali.

Pensare che per sanare  i guasti di una politica sull'istruzione sbagliata sia sufficiente operare sull'orario delle lezioni e sulle modalità di prestazione del servizio dei docenti di laboratorio, appare, per la FLC CGIL, banale ed evidenzia una preoccupante sottovalutazione da parte del MIUR delle reali ricadute del riordino della secondaria di II grado sulla scuola militante.

Come tante volte denunciato dalla FLC, dietro lo slogan di una istruzione tecnica e professionale più vicina al mondo del lavoro, si nascondevano ben altri obiettivi: depauperare in termini di qualità il sistema pubblico di istruzione e rendere totalmente subalterna la filiera tecnica professionale alle necessità contingenti delle imprese.

La FLC CGIL in questi mesi:

  • ha lanciato una organica proposta di nuovo assetto del secondo ciclo educativo
  • si è battuta perché fossero emanate norme per l'adozione dell'organico funzionale peraltro previsto dall'art. 50 della legge 35/12 (cosiddetta di semplificazione)
  • ha ottenuto che nel contratto sulle utilizzazioni del 23 agosto 2012 fossero inserite specifiche norme sull'impiego dei docenti di laboratorio in specifici progetti nell'ambito tecnico-scientifico.

La FLC CGIL continuerà nella sua battaglia per chiedere una vera riforma della secondaria di II grado a partire dalla filiera tecnica e professionale, che riesca a coniugare un fecondo rapporto con il mondo del lavoro, con la necessità di formare cittadini colti e consapevoli, in grado di elaborare un autonomo progetto di vita e di dare un contributo allo sviluppo civile del paese.

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