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Istituti tecnici e professionali: pubblicate le Linee Guida delle opzioni

Completata l'emanazione dei documenti programmatici per il passaggio al nuovo ordinamento.

07/11/2012
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Nel supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale del 29 ottobre scorso sono state pubblicate le schede disciplinari relative alle opzioni del triennio degli istituti tecnici e professionali. Si tratta della Direttiva n. 69 del 1 ° agosto 2012 e relativo allegato tecnico per gli istituti tecnici e della Direttiva n. 70 del 1° agosto 2012 e relativo allegato tecnico per gli istituti professionali. Come è noto i regolamenti di riordino prevedono la possibilità di utilizzare gli spazi di flessibilità  (30% dell’area di indirizzo nel secondo biennio e 35% del quinto anno per gli istituti tecnici e 35% nel secondo biennio e 40% nel quinto anno per gli istituti professionali) per articolare le aree di indirizzo in ulteriori opzioni incluse in appositi elenchi nazionali. La Direttiva n. 69, inoltre, presenta anche le schede disciplinari relative alla specializzazione “Enotecnico – VI anno”, curiosamente definita opzione, nell’ambito dell’indirizzo “Agraria, agroalimentare e agroindustria” articolazione “Viticoltura ed enologia”.

Si conclude così l’emanazione degli atti programmatici necessari per il passaggio di questi due segmenti del sistema educativo al nuovo ordinamento. Le scuole, nella loro autonomia, sono ora tenute a dare attuazione alle Linee guida.

Rimangono intatte tutte le problematiche più volte espresse in vari documenti dalla FLC CGIL:

  • Occorre dare organicità a tutte le Linee guida emanate attraverso l’adozione di una sorta di testo unico;
  • Occorre attivare percorsi formativi credibili per tutti il personale impegnato negli istituti tecnici e professionali e attuare  robuste misure di accompagnamento per l’implementazione delle Linee guida nella concreta pratica didattica
  • Evidenti sono le contraddizioni tra gli ambiziosi propositi dei documenti programmatici  e la realtà caratterizzata da un progressivo impoverimento delle risorse umane e strutturali di questi due ordini di scuola. A questo proposito l’attivazione dell’organico funzionale appare non più rinviabile.

Emergono, inoltre, in maniera chiara alcune lacune e contraddizioni tra i vari documenti. Ad esempio:

  • Nei “Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi” relativi agli istituti professionali (DPR 87/10 Allegato A punto 2.1) è stato omesso l’asse matematico. Gli estensori delle le schede disciplinari hanno dovuto far ricorso ai risultati di apprendimento degli istituti tecnici;
  • L’affermazione che gli spazi di flessibilità non sono a disposizione delle singole istituzioni scolastiche, ma sono utilizzabili esclusivamente a livello nazionale per la definizione del repertorio delle opzioni, è contraddetta dal richiamo a tali spazi in alcuni casi per la definizione di particolari “ambiti” relativi a specifici indirizzi (cfr. le Linee guida del triennio dell'indirizzo "Servizi commerciali" degli istituti professionali)

Infine, completamente aperto è il problema del valore giuridico di queste Linee guida. I regolamenti di riordino le considerano strumenti “a sostegno dell’autonomia organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche” durante la fase del progressivo passaggio al nuovo ordinamento. Da qui l’utilizzo di uno strumento flessibile come la direttiva che prevede un iter procedurale di emanazione assai semplificato. Tuttavia è evidente l’intenzione del MIUR di considerare questa modalità non transitoria, ma permanente. In assenza di  regole che impongano la consultazione e la partecipazione di tutti le scuole, è forte il rischio che successive revisioni siano decise nello spazio limitato e autoreferenziale di piccoli gruppi ministeriali. In questo senso  la FLC CGIL ritiene l’appuntamento del 2013 con la presentazione del rapporto triennale del Ministro dell’Istruzione sull’attuazione dei percorsi tecnici e professionali una opportunità da non perdere per consentire alle scuole una valutazione del riordino ed avanzare proposte di modifiche degli ordinamenti e dei documenti programmatici.

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