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Investimenti in istruzione. Incontro tra la Ministra Azzolina e i sindacati

CGIL e FLC CGIL chiedono il massimo sforzo per garantire la scuola in presenza, impegno per investimenti straordinari e coinvolgimento delle organizzazioni sindacali per tutto quel che concerne il rapporto di lavoro del personale e il funzionamento della scuola.

30/10/2020
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Si è tenuto il 30 ottobre l’incontro fra la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ed i sindacati confederali e di categoria. La nostra delegazione era costituita dalla vicesegretaria CGIL, Gianna Fracassi, e dal segretario generale FLC CGIL, Francesco Sinopoli.

Comunicato stampa congiunto CGIL-FLC CGIL
Lettera Sinopoli alla Ministra Azzolina

In apertura di incontro la Ministra ha sottolineato la straordinarietà del momento storico che sta vivendo il nostro Paese richiamando gli sforzi del Governo per superare la crisi. Relativamente alla Scuola, la Ministra ha illustrato alcuni impegni che il Ministero dell’Istruzione porterà al tavolo del Consiglio dei Ministri perché ci sia nella prossima Legge di Bilancio un investimento importante a favore del settore scolastico.

Ha difatti annunciato che le risorse richieste dovrebbero ammontare a circa 2,2 miliardi di spesa corrente e 1,5 miliardi in conto capitale per:

  • garantire la riconferma dell’organico docente, educativo ed ATA attualmente in servizio, a fronte di una forte denatalità e quindi diminuzione degli alunni
  • stabilizzare circa 25.000 posti in organico di diritto sul sostegno di ogni ordine e grado
  • reperire - in concerto con il ministero della Pubblica Amministrazione - le risorse necessarie per il rinnovo del contratto e l’aumento degli stipendi del personale della Scuola.

Si tratta di operazioni importanti che dovrebbero garantire un ritorno ad investimenti anche strutturali nella Scuola.

La vicesegretaria della CGIL Gianna Fracassi prima, e Francesco Sinopoli poi, nel loro intervento hanno sottolineato la necessità di restituire alla scuola risorse ed organici che, dal 2008 in poi, sono venuti meno per scelte politiche che hanno impoverito tutto il settore della conoscenza, ma la scuola in particolare.

Tuttavia la CGIL ha sottolineato che in questo momento non si può fare nessun intervento, in nessun settore, senza il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali che garantiscono il giusto raccordo tra chi fa le leggi ed i lavoratori, di cui il sindacato tutela diritti e doveri. Le relazioni sindacali devono essere rafforzate, proprio perché per uscire dalla crisi è importante avere obiettivi comuni e condivisi.

Per esempio il dpcm ha definito unilateralmente l’avvio della didattica digitale integrata con una soglia di realizzazione troppo alta: è necessario invece prevedere fin da subito interventi per garantire la didattica in presenza, perché solo in presenza si può permettere a tutti l’esigibilità del diritto allo studio.

Pur comprendendo la mediazione fatta in quel decreto, è necessario trovare tutti insieme i modi ed i tempi per poter garantire a partire dal 24 novembre -data in cui il dpcm cessa i suoi effetti- la partecipazione di tutti gli alunni alla didattica in presenza. È un tema ampio che riguarda il diritto all’istruzione che a distanza non è garantito, lo dimostrano i fatti sotto gli occhi di tutti in questi mesi.

Queste settimane devono perciò servire per un confronto fra MI e organizzazioni sindacali per trovare luoghi e modi per poter realizzare l’obiettivo comune di riportare la scuola in presenza.

Infine è necessario rivedere i protocolli sulla sicurezza siglati in estate, verificare la loro efficacia e agire per aggiornarli se necessario, per cui è opportuno dare continuità ai Tavoli di confronto permanenti nazionale e regionali sulla sicurezza.

È necessario anche un confronto con i sindacati per orientare le priorità e le scelte dei prossimi appuntamenti della Legge di Bilancio e della programmazione dei fondi europei: esistono problematiche legate agli organici, al tempo scuola, alla scuola dell’Infanzia, al rinnovo contrattuale, alla dirigenza scolastica, che non possono non essere condivisi con le parti sindacali. A questo proposito sicuramente i fondi previsti dal NADEF non sono sufficienti, per questo è necessario un confronto anche con la ministra Dadone, considerando che il personale della Scuola costituisce un pezzo importante del Pubblico Impiego e non può essere sottostimato.

Infine è importante capire quali fondi, fra i 209 miliardi di Next Generation EU, saranno da attribuire all’istruzione e formazione: è un tema che riguarda tutto il Paese e riteniamo che per questo una larga parte delle risorse vada destinata proprio all’Istruzione ed al diritto allo studio.

In conclusione la Ministra ha ribadito che tutti gli sforzi devono essere indirizzati per garantire il diritto allo studio degli alunni. Si è dispiaciuta del fatto che la scuola sia stata accusata di non aver collaborato riguardo agli ingressi scaglionati per la riapertura delle scuole, quando invece tutta l’amministrazione ha collaborato. Nonostante questo abbiamo chiesto ai nostri uffici scolastici regionali di convocare nuovamente i tavoli con i presidenti di regione e responsabili ai trasporti al fine di mettere i campo ogni cosa pur di riportare gli studenti a scuola.

La ministra ha poi dichiarato di essere fortemente impegnata a reperire tutte le risorse necessarie. Ancora non si è arrivato al dettaglio dei progetti relativi alle risorse del Recovery fund, però si farà di tutto per reperire risorse per investimenti strutturali nella scuola a partire dall’edilizia scolastica. Altri investimenti, oltre a quanto già fatto e previsto, andranno fatti per rafforzare le reti digitali delle scuole e coprire tutte le scuole con la fibra.

Certo partiamo da una situazione in cui negli ultimi anni si è disinvestito e c’è stato disinteresse, e oggi è impensabile colmare tutto il gap -anche ad esempio tra nord e sud- nel giro di poco tempo, ma questa è la direzione dei nostri sforzi. A questo fine dovremo utilizzare tutti gli strumenti disponibili (dal Recovery fund, alla legge di bilancio, ai PON).

Un altro impegno è rivolto a coprire tutti i posti di sostegno vacanti in organico di diritto, con un primo blocco di 25.000 assunzioni. E poi a rendere stabile e strutturale la presenza di 1.000 assistenti tecnici per ora assunti a t.d. nelle scuole del primo ciclo.

La scuola deve essere rimessa al centro degli interessi del Paese e il lockdown ci ha fatto capire quanto sia importante la sua funzione nel momento in cui sono venute meno le attività didattiche in presenza, anche se poi il personale scolastico ha fatto di tutto per assicurare la continuità delle lezioni seppur a distanza.

Al termine la Ministra ha ribadito la sua disponibilità ad incontrare le organizzazioni sindacali ogni volta sia necessario, specie se questo può servire ad aiutare la scuola italiana in un momento storico difficile come quello che stiamo attraversando in cui è importante restare uniti come Paese. Sarebbe auspicabile, che così come sta avvenendo in altri paesi europei, la scuola rimanesse aperta nonostante la complicata situazione sanitaria.

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