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Inidonei, ancora novità sugli accertamenti sanitari

È da pochi giorni in vigore un decreto del Ministero dell’Economia che cambia radicalmente le competenze delle commissioni mediche

16/03/2004
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È da pochi giorni in vigore un decreto del Ministero dell’Economia che cambia radicalmente le competenze delle commissioni mediche per gli accertamenti sanitari relativi all’inidoneità al servizio, all’inabilità, al riconoscimento della dipendenza dell’infermità da causa di servizio, all’equo indennizzo, al diritto alla pensione privilegiata. Per il personale della scuola, la novità più rilevante consiste nell’attribuzione di questi compiti alle Commissioni Mediche di Verifica, cioè le commissioni provinciali per le invalidità civili e le pensioni di guerra, quelle cui la legge finanziaria per il 2003 aveva demandato le visite di controllo a carico del personale già dichiarato inidoneo dalle commissioni mediche delle ASL. Ricordiamo che la normativa precedente attribuiva, per l’appunto, alle ASL gli accertamenti dell’inidoneità al servizio, mentre per inabilità, causa di servizio, equo indennizzo e pensione privilegiata ci si doveva rivolgere alle Commissioni ospedaliere della sanità militare. Tra l’altro, il giudizio espresso dalle commissioni militari è sostanzialmente insindacabile, tant’è vero che il personale dichiarato inidoneo da quelle commissioni non è soggetto alle visite di controllo in corso di svolgimento. Da ora in poi sia le ASL che le commissioni militari potranno intervenire solo se, per motivi eccezionali, non sarà possibile assegnare le visite alle commissioni provinciali di verifica.
Sembra di capire che con questa operazione il ministero dell’economia si sia voluto sbarazzare dei soggetti “autonomi” che intervenivano sulla materia per affidare tutto ad un organismo di sua diretta emanazione.
Naturalmente la nuova disciplina non riguarda i procedimenti già in corso al momento dell’entrata in vigore del decreto, anche se l’assenza, almeno finora, di indicazioni alle scuole da parte del MIUR lascia presumere che le vecchie modalità si trascineranno per qualche tempo.
Che qualcosa fosse in preparazione su questo delicato versante lo si poteva intuire dal contenuto della circolare con la quale nello scorso novembre lo stesso ministero era intervenuto sulla materia. Nulla però faceva presagire che sarebbe stato emanato un provvedimento di questa natura sulla cui legittimità sorgono non poche perplessità.
Il decreto, infatti, prende le mosse da una disposizione contenuta nel regolamento approvato con il DPR 461/01 che affida al ministero dell’economia la definizione dei “criteri organizzativi per l'assegnazione delle domande agli organismi di accertamento sanitario di cui all'articolo 9” e del “modello di verbale utilizzabile, anche per le trasmissioni in via telematica”. Come si vede il richiamo all’art. 9 in cui sono descritte le competenze delle varie commissioni mediche è esplicito. È del tutto evidente, quindi, che con questo decreto, superando i limiti della delega prevista dal regolamento, non ci si ferma agli aspetti organizzativi ma si arriva a modificare lo stesso DPR senza averne il potere. Si vede che il ministro dell’economia, non avendo più materia finanziaria su cui esercitare la sua creatività, ha deciso di dedicare il suo impegno ad una nuovo campo di attività: la “legislazione creativa”.

Roma, 16 marzo 2004

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