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Incontro Giannini-sindacati scuola: parte la valutazione dei dirigenti scolastici. Per il resto niente di nuovo

Pantaleo al Ministro: rinnovare subito il contratto per docenti, dirigenti e personale ATA, sbloccare la chiamata dei supplenti e le immissioni in ruolo degli esclusi. Pessimo il progetto di valutazione sui dirigenti. Avanti con la mobilitazione.

23/09/2015
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Si è svolto il 23 settembre l’incontro del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini con le organizzazioni sindacali del comparto scuola sui primi decreti attuativi della legge 107/15.

All’ordine del giorno i seguenti punti:

  1. formazione docenti e anno di prova
  2. formazione iniziale e accesso al ruolo della scuola secondaria
  3. valutazione dei dirigenti scolastici
  4. laboratori e scuola digitale
  5. finanziamento ordinario

L’informativa del Ministro Giannini

Il Ministro ha preliminarmente richiesto alle organizzazioni sindacali di esprimere le loro osservazioni su tutti i punti all’odg., sottolineando “l’urgenza derivante dall’immediatezza degli atti per l’applicazione della legge” e preannunciando ulteriori confronti sull’applicazione della legge e sulle deleghe.

Su tutti i punti all’odg. il Ministro ha richiamato quanto previsto dalla legge, senza fornire ulteriori chiarimenti. Sul sistema di formazione per gli immessi in ruolo e sul superamento dell’anno di prova non ha chiarito gli aspetti più critici sui quali interverrà un decreto ministeriale di imminente pubblicazione. Neanche in sede di replica, il Ministro ha dato risposta alle numerose richieste di precisazioni su part time, servizio svolto su classi di concorso e ordini di scuola diversi, sui 120 giorni di attività didattica.

Sul piano digitale il ministro ha annunciato che sono stati stanziati 90 milioni di euro che potranno arrivare fino a 1 miliardo con l’apporto dei fondi PON. È già partito il cablaggio delle scuole e da gennaio partiranno 60 laboratori territoriali per l’occupabilità per un ammontare complessivo di 45 milioni di euro.

È sulla valutazione dei dirigenti scolastici che l’informativa è stata più ampia e dettagliata. Tra una settimana saranno pubblicati su SCUOLA IN CHIARO i risultati del RAV che costituiranno il riferimento principale per la valutazione del dirigente scolastico.

La valutazione avrà cadenza annuale con sintesi triennale; sarà effettuata dal Direttore Regionale che si avvarrà di nuclei di valutazione composti da 1 dirigente tecnico, 1 dirigente scolastico e 1 esperto esterno che opereranno per 60/80 dirigenti scolastici.

L’esito della valutazione determinerà la retribuzione di risultato suddivisa in 4 fasce: 100% della retribuzione ai risultati eccellenti; 80% ai risultati buoni, 50% a quelli sufficienti e nessuna retribuzione in caso di esito negativo.

L’intervento del segretario generale della FLC CGIL

Domenico Pantaleo ha affrontato le reali emergenze della scuola, anche se gli argomenti non erano all’ordine del giorno: innanzitutto ha sollecitato l’avvio immediato delle trattative per il rinnovo del contratto del comparto scuola e della dirigenza scolastica scaduti dal 2009, non più procrastinabili dopo che le sentenze della Corte Costituzionale e del Tribunale di Roma hanno sancito l’obbligo per i Governi di procedere al rinnovo. Pantaleo ha perciò chiesto l’atto di indirizzo per discutere di orario, salario, valorizzazione professionale, sottolineando che su questi temi la FLC CGIL contrasterà atti e decisioni unilaterali dell’amministrazione, perché è il Contratto l’unico strumento di regolazione del salario e del rapporto di lavoro e senza rinnovo del Ccnl non ci potranno essere né cambiamento né innovazione.

Supplenze, organici ATA e immissioni in ruolo

Pantaleo ha inoltre chiesto al Ministro di superare il contenimento (folle) imposto alle scuole sulle supplenze e sugli organici e di sbloccare le assunzioni di Ata e docenti della scuola dell’infanzia, esclusi dal piano di stabilizzazioni della legge 107/15. Il divieto di nominare il supplente per il primo giorno di assenza del docente e per i primi sette giorni del collaboratore scolastico mette a rischio l’offerta formativa, la regolare erogazione del servizio e l’incolumità degli alunni, specie nella scuola dell’infanzia e nella primaria; il divieto di sostituzione degli assistenti tecnici assenti e degli assistenti amministrativi, se non quando siano presenti in servizio due unità di personale, rischia di avere pesantissime ripercussioni sull’attività delle scuole, paralizzandone l’operatività. Non è certo così che si fa la buona scuola.
Ha evidenziato l’assurdità di un piano di stabilizzazioni che al termine della fase C rischia di lasciare fuori migliaia di precari che invece hanno i requisiti per insegnare.

Formazione docenti e anno di prova

Il segretario generale della FLC CGIL ha poi osservato che il piano straordinario di immissioni in ruolo previsto dalla legge 107/15 ha portato nelle scuole una platea composita di docenti che in alcuni casi vantano un’esperienza didattica pluriennale, in altri non hanno avuto precedenti esperienze di insegnamento.
Tutti questi docenti svolgeranno il loro primo anno di ruolo in un contesto di grandi cambiamenti, spesso in servizio in regioni diverse da quelle di residenza o impegnati in supplenze annuali di tipologia diversa da quella del contratto a tempo indeterminato.
Pantaleo ha chiesto al Ministro che per questi docenti rimangano vigenti le regole dello scorso anno e venga utilizzato il concetto di classi di concorso affini, dal momento che l’algoritmo utilizzato per le assunzioni in molti casi ha consegnato agli aspiranti il ruolo in una classe di concorso diversa da quella sulla quale hanno il maggior punteggio.
Anche rispetto alla frequenza dei 120 giorni di attività didattica, dovrà essere precisato che la dicitura usata dalla legge si riferisce alle attività da svolgere dal 1 settembre al 30 giugno e che, in caso di part time verticale, il numero dei giorni va riparametrato ai fini del superamento dell’anno di prova.

Formazione iniziale e accesso al ruolo nella scuola secondaria.

Sul tema della formazione iniziale, Pantaleo ha sollecitato l’apertura di un tavolo di confronto per stabilire i limiti della delega prevista dalla legge 107/15 per la revisione del sistema di accesso alla scuola secondaria di secondo grado.
Il sistema proposto dalla legge cambia infatti completamente le regole esistenti, introducendo competenze di carattere contrattuale in un percorso di tenure track che mal si concilia con la professione docente.
Perciò il concorso deve essere la fase finale dell’accesso al ruolo, completata dall’anno di prova che deve rimanere materia contrattuale.

Laboratori e scuola digitale

Per quanto concerne il programma di digitalizzazione previsto dalla legge 107/15, il Segretario generale della FLC ha chiesto che le intenzioni dichiarate di promuovere e sostenere lo sviluppo della scuola digitale, siano supportate dalla presenza delle dotazioni tecnologiche e delle competenze tecniche che vanno fornite a tutte le scuole del primo e del secondo ciclo. E’ perciò necessario estendere anche alle scuole del primo ciclo la presenza dell’assistente tecnico e assicurare la continuità del suo intervento, cancellando la norma della legge di stabilità 2015 che ne vieta la sostituzione in caso di assenza.

Fondo per il funzionamento

Quanto all’aumento del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, Domenico Pantaleo ha ricordato che si tratta di una misura positiva che la FLC CGIL chiedeva da tempo, segnalandone la necessità attraverso uno specifico dossier di proposte presentate a febbraio 2015 al Ministro Giannini con le 32 azioni per sbloccare la scuola.

La dirigenza scolastica

Nel suo intervento il segretario generale della FLC CGIL ha portato all’attenzione del Ministro anche la situazione della dirigenza scolastica, evidenziando come la legge 107/15 abbia caricato i dirigenti scolastici di responsabilità attraverso strumenti sbagliati e controproducenti. Essi invece di favorire la condivisione delle scelte con la comunità scolastica, la ostacolano mettendo in crisi gli equilibri dei poteri e i rapporti tra diverse figure professionali esistenti all’interno della scuola.

Pantaleo ha inoltre ricordato che anche i dirigenti scolastici sono senza contratto, hanno subito decurtazioni salariali immotivate, solo parzialmente restituite dalla legge 107/15, a fronte di un aumento dei carichi di lavoro e soprattutto di responsabilità con un organico ridotto del 25% negli ultimi 5 anni. È necessario perciò recuperare il divario retributivo con le altre dirigenze di Stato di seconda fascia e trovare una soluzione positiva all’inaccettabile differenza retributiva fra dirigenti assunti con diverse procedure concorsuali.

Vanno inoltre radicalmente modificate le procedure previste dalla legge 107/15 per la valutazione dei dirigenti scolastici che, lungi dal recepire le risultanze di tutte le sperimentazioni realizzate negli anni scorsi, trasformeranno la valutazione da procedura oggettiva e partecipata dal valutato, a valutazione discrezionale ed arbitraria finalizzata al premio, affidata anche ad un solo valutatore scelto dall’organo politico amministrativo, centrata sui risultati della scuola, connessa ad elementi non oggettivi, come la reputazione goduta dal dirigente e la capacità di valutare il personale, senza alcuna partecipazione da parte del valutato. Pantaleo ha ribadito che la valutazione e la retribuzione dei dirigenti scolastici debbono essere regolate contrattualmente.

In conclusione l’incontro con la Giannini è stato molto deludente. Le istanze portate al tavolo di confronto sindacale sono rimaste ancora una volta inevase e inascoltate. Niente di nuovo rispetto a una modalità di confronto già sperimentata durante la discussione sulla cosiddetta “Buona Scuola”, basata sulla comunicazione unidirezionale.

Dall’incontro escono rafforzate le ragioni delle mobilitazione decise unitariamente con gli altri sindacati dentro e fuori dalle scuole.

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