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Il rinnovo contrattuale della Formazione Professionale e la Cgil Scuola (aggiornato al 23 giugno 2000)

La CGIL Scuola nazionale, in conformità con gli esiti dell’iniziativa realizzata il 21 dicembre 1999, ribadisce la necessità di andare ad una rapida conclusione del rinnovo contrattuale nazionale del settore, scaduto da più di due anni.

23/06/2000
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La CGIL Scuola nazionale, in conformità con gli esiti dell’iniziativa realizzata il 21 dicembre 1999, ribadisce la necessità di andare ad una rapida conclusione del rinnovo contrattuale nazionale del settore, scaduto da più di due anni.

L’obiettivo della costruzione di un sistema nazionale di FP costituisce il contesto di riferimento per il rinnovo contrattuale, che è elemento indispensabile all’interno della generale ridefinizione dei compiti del settore, nell’intento di realizzare la diffusione e la qualificazione del sistema formativo complessivo.

Sul piano della produzione normativa sono ormai acquisiti alcuni punti fermi di riforma: dall’obbligo formativo a 18 anni, alle regole per la integrazione fra i sistemi della istruzione e della formazione e con i servizi per l’impiego, alla formazione superiore parallela e distinta dai percorsi universitari, al rilancio dell’educazione permanente degli adulti, alla formazione per i lavoratori occupati e gli apprendisti.

Tuttavia, mentre la scuola pubblica ha conosciuto una fase recente di profondi cambiamenti, certo da perfezionare e da attuare ma comunque delineati, la formazione professionale rimane un soggetto la cui identità va ridefinita sulla base delle innovazioni legislative. Le pur significative esperienze di innovazione realizzate in alcune regioni non hanno, infatti, prodotto la costruzione di quel complessivo sistema formativo nazionale, che ha bisogno di entrambi i soggetti, con pari dignità, in grado di corrispondere complessivamente e compiutamente ai mutamenti sociali ed economici che hanno reso necessario l’avvio dei processi riformatori stessi.

L’Accordo del 18 febbraio 2000 fra il Governo e la Conferenza Stato-Regioni-Città costituisce un contributo utile per una rapida conclusione del riordino del sistema di FP, da troppo tempo bloccato per le annose vicende legate al destino del regolamento attuativo dell’art.17 della legge 196/97.

I punti prioritari per una compiuta ridefinizione del sistema nazionale di Formazione, da acquisire, riguardano:

la ristrutturazione degli Enti, che li metta in grado di corrispondere al quadro evolutivo normativo e della domanda formativa, per poter sostenere il confronto con i nuovi soggetti della formazione. A tal fine è necessaria la immediata messa a disposizione delle risorse nazionali ( 115 miliardi), già previste e ancora non impegnate, evitando ogni velleità di utilizzo diverso da quello originariamente previsto .
l’avvio in ogni regione di un piano regionale di riordino e di riassetto organizzativo e legislativo del sistema formativo regionale, integrato con le politiche attive del lavoro e dei servizi per l’impiego e coerente con il quadro nazionale.
la programmazione regionale delle attività formative sulla base di piani pluriennali,
definizione dei modelli organizzativi delle strutture formative, sulla base dei criteri generali dell’accreditamento, stabilendo non solo i parametri qualitativi di riferimento delle strutture stesse, ma anche quelli quantitativi, in primo luogo rispetto alla disponibilità di risorse umane.
l’avvio in tutte le regioni di un piano di riconversione e adeguamento professionale degli operatori, che si traduca nel riconoscimento contrattuale dei profili professionali e dei ruoli che tale personale deve assumere all’interno delle nuove strutture accreditate. Al fine di garantire omogeneità ai piani regionali di riconversione va istituito un coordinamento nazionale, con il ruolo attivo non solo degli enti e delle parti sociali, ma anche delle Regioni e del Ministero del Lavoro.
La definizione di regole di salvaguardia di livelli occupazionali, a sostegno dei processi di ristrutturazione degli enti di formazione e degli eventuali esuberi, che ne dovessero conseguire.
Il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità degli operatori sono elementi costitutivi dei criteri nazionali per l’accreditamento delle strutture formative. Le professionalità, declinate in termini di profili professionali, dovranno trovare la loro opportuna collocazione all’interno del contratto collettivo nazionale di lavoro. Per la CGIL Scuola il contratto di riferimento per l’accreditamento delle strutture formative, quindi, non può non essere il contratto degli operatori del settore, pena la messa in discussione sia dell’esistenza di un sistema nazionale, sia della reale praticabilità di un significativo livello di contrattazione regionale, che deve saldamente ancorarsi a criteri e riferimenti unitari nazionali.

All’interno di questo quadro di riferimento, si colloca l’attuale rinnovo contrattuale, che va concluso in tempi brevi, in coerenza con il processo di cambiamento, ma non subordinato alla completa definizione delle riforme. Questo rinnovo contrattuale, quindi, costituisce la tappa iniziale di una svolta che si perfezionerà quando tutte le condizioni saranno date.

Va superata la logica del contratto della formazione convenzionata, in un’ottica progressiva, riaffermando, altresì, l’irrinunciabilità del contratto nazionale di riferimento, che costituisce la condizione indispensabile per la necessaria ed opportuna articolazione territoriale delle materie contrattuali più strettamente correlate alle specificità locali.

Le linee guida per la costruzione della piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale, già unitariamente impostate con il documento della primavera del 1999, vanno ulteriormente approfondite e specificate, in vista della presentazione della proposta unitaria.

Il forte e crescente utilizzo, inoltre, nel settore di rapporti di lavoro non subordinato, come emerge dalla nostra indagine sui sistemi regionali di F.P. del dicembre ’99, pone la necessità di definire anche regole minime nazionali, a garanzia della qualità delle prestazioni professionali e a tutela dei diritti dei lavoratori stessi.

All’interno della piattaforma contrattuale vanno posti alcuni punti prioritari di rivendicazione, nuovi rispetto all’attuale contratto:

  • estensione dell’ambito di applicazione del contratto,

  • definizione di regole per i lavoratori che prestano la loro opera mediante nuove forme contrattuali, individuali e flessibili

  • definizione di regole per l’accesso nel comparto, legate alla qualità delle azioni formative

  • previdenza integrativa

Accanto a questi nuovi istituti contrattuali, certamente da approfondire unitariamente e coinvolgendo la categoria, vanno adeguate tutte le norme del vecchio contratto, che anche in questa fase, rappresentano ancora un elemento decisivo non solo di tutela dei lavoratori, ma anche della qualità del sistema:

  • profili e ruoli professionali

  • organizzazione del lavoro

  • orario di lavoro

  • contrattazione decentrata,

  • diritti sindacali

  • mobilità

  • formazione in servizio

  • trattamento economico

Roma, 22 giugno 2000

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