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Fondo Espero: i compiti delle Scuole

La circolare ministeriale n. 801 del 18 aprile 2005 sulla gestione dell’attività amministrativa relativa al Fondo Espero da parte delle scuole sta generando un giustificato allarme da parte di molti lavoratori

20/05/2005
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La circolare del 18 aprile 2005 sulla gestione dell’attività amministrativa relativa al Fondo Espero da parte delle scuole sta generando un giustificato allarme da parte di molti lavoratori, sollevando più problemi di quanti si presume volesse risolverne.

Nella circolare, infatti, grazie all’uso di un lessico che rischia di veicolare messaggi distorti, sembrerebbe adombrato un ruolo di consulenza delle scuole, da affidare ad una o più unità di personale, nei confronti dei dipendenti interessati all’adesione.
Con l’intento di evitare l’insorgere di inutili tensioni chiariamo il punto di vista della FLC CGIL sulla questione.

1. L’amministrazione scolastica, oltre ad essere uno dei soggetti costitutivi del Fondo Espero, è il datore di lavoro dei dipendenti del comparto scuola. In quanto tale ha degli obblighi che sono correttamente richiamati nella parte della circolare che si occupa della gestione degli adempimenti amministrativi connessi all’adesione dei singoli lavoratori (compilazione della modulistica, trasmissione dei dati, ecc).
2. L’attività di consulenza sulla previdenza complementare richiede il possesso di competenze specifiche approfondite. In tal senso, la campagna di adesione ad Espero è stata preceduta da una vasta azione di formazione gestita direttamente dal Fondo finalizzata a garantire una rete di competenze adeguate diffusa su tutto il territorio nazionale. Anche la FLC, come del resto gli altri sindacati, ha promosso una propria campagna formativa che ha messo le sue strutture in condizioni di far fronte a tutte le esigenze di consulenza specifica. Non ci risulta che gli uffici periferici del Miur abbiano profuso un particolare impegno in questo campo. Sarebbe perciò del tutto improprio scaricare sulle scuole compiti che esulano dalle attività istituzionali ai quali comunque potrebbero non essere in grado di far fronte.
3. Non possono esserci dubbi sul fatto che le indicazioni sul personale contenute nella circolare non possono avere carattere prescrittivo per le scuole (non a caso il termine usato è “si suggerisce”), né tanto meno giustificherebbero l’individuazione d’autorità del personale addetto a compiti di consulenza. Siamo convinti, del resto, che la professionalità del personale amministrativo della scuola sia già una garanzia sufficiente per un primo livello di informazione di carattere generale e che la contrattazione d’istituto, sulla base delle disponibilità individuali, sia lo strumento per risolvere positivamente questo problema.

Per parte nostra, riconfermiamo l’impegno della FLC a sostegno della campagna di adesione ad Espero e invitiamo tutti i lavoratori interessati a rivolgersi presso le nostre sedi territoriali per l’illustrazioni delle prestazioni e per l’elaborazione della simulazione al fine di valutare le opzioni più vantaggiose.

Roma, 20 maggio 2005

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