
Non è la prima volta che il Tribunale di Roma si esprime in maniera favorevole rispetto alla richiesta avanzata da un gruppo di docenti, Ata e dirigenti in servizio all'estero di vedere loro applicate le stesse maggiorazioni dei coefficienti di sede attribuite al solo personale del MAE. Nel recente passato l'orientamento della Magistratura era stato ondivago e dubbioso, ma quest'ultima sentenza (n. 32680 del 5.12.2006) però chiarisce in maniera inconfutabile le ragioni di tale diritto. "In diritto, si osserva che l'assegno di sede per il personale scolastico, - recita la sentenza - al pari dell'indennità di servizio prevista per il personale del Ministero degli Esteri, non ha natura retributiva ma risponde all'esigenza di sopperire agli oneri derivanti dal servizio all'estero; le due indennità constano di una parte di base, differente tra i due istituti, ed una parte variabile, corrispondente alla maggiorazione basata sul costo della vita". Da ciò deriva, secondo il giudice, che esclusa la natura retributiva degli istituti e ferma restando la differenza tra i due importi di indennità di base determinata per legge, non è giustificabile l'applicazione al personale della scuola un incremento dell'assegno di sede in misura inferiore a quella attribuita al personale del MAE, avendo entrambi la stessa ratio nell'adeguamento dell'indennità o dell'assegno al costo della vita. Da qui l'accoglimento dl ricorso e la conseguente applicazione ai ricorrenti l'adeguamento sopra ricordato e la condanna del MAE e del Ministero dell'Economia e delle Finanze al pagamento delle spese processuali.
Trattandosi di pronunciamenti di primo grado è ipotizzabile che le Amministrazione coinvolte producano appello anche per via della rilevanza economica non indifferente e per i numerosi ricorsi pendenti sollecitati dalle Organizzazioni sindacali e dalla stessa FLC Cgil. Come dimostrano i recenti pronunciamenti il presupposto giuridico delle rivendicazioni è oltremodo fondato e legittimo, per questo ribadiamo, come FLC Cgil, la necessità di proseguire con i ricorsi avviati e presentarne altri affinché venga effettivamente e definitivamente fatta giustizia su tale materia visto che al momento le Amministrazione coinvolte non hanno manifestato la volontà politica di risolvere l'annosa questione.
Roma, 19 febbraio 2007