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Liceo sportivo: arroganza da record

Dopo le anticipazioni di stampa di alcune settimane fa e dopo la richiesta di incontro inviata dalla FLC CGIL, breve informativa del MIUR sul liceo ad indirizzo sportivo.

06/11/2011
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Nella seduta dell’8 settembre 2011 il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura lo schema di regolamento sul liceo sportivo. Lo schema ha ricevuto il parere della Conferenza Unificata il 27 ottobre 2011 ed è stato inviato al Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione (CNPI) per il parere di competenza.

I contenuti dello schema di regolamento

L'atto normativo è emanato in applicazione dell'art. 3 comma 2 del DPR 89/10 (Regolamento dei licei) che, tuttavia, prevede un unico regolamento riferito "alla riorganizzazione dei percorsi delle sezioni bilingue, delle sezioni ad opzione internazionale, di liceo classico europeo, di liceo linguistico europeo e ad indirizzo sportivo".

Il Liceo sportivo è incardinato nel liceo scientifico, con il medesimo monte ore e con l'eliminazione della "Lingua e cultura latina" "Disegno e storia dell'arte" e la riduzione di un'ora di filosofia nel triennio. Tali discipline sono così sostituite

  • primo biennio: + 3 ore di Discipline Sportive, + 1 ora di Scienze motorie, + 1 ora di Scienze naturali;
  • secondo biennio e quinto anno: + 3 ore di "Diritto ed economia dello sport", + 2 ore discipline sportive, + 1 Scienze motorie.

In prima applicazione è prevista l'istituzione di una sezione di liceo sportivo per provincia, per un totale di 100 sezioni a livello nazionale. Ulteriori sezioni potranno essere istituite "qualora le risorse di organico annualmente assegnate lo consentano e sempreché ciò non determini la creazione di situazioni di esubero di personale".

Non sono previste confluenze delle numerose esperienze realizzate in questi anni dalle istituzioni scolastiche che si sono avvalse degli strumenti previsti dal regolamento sull'autonomia.

Non sono previste prove di accesso essendo il liceo sportivo aperto alla frequenza di tutti gli studenti, compresi i disabili.

Il titolo di studio conseguito al termine del percorso è un diploma di liceo scientifico con l'indicazione di "sezione ad indirizzo sportivo".

I risultati di apprendimento, il piano degli studi e gli obiettivi specifici di apprendimento sono definiti dall'allegato A allo schema di regolamento.

Per il "sistema delle scuole statali" è prevista la stipula di apposite convenzioni tra gli Uffici Scolastici regionali (USR) e i comitati regionali del CONI (Comitato Olimpico nazionale Italiano) e del CIP (Comitato Italiano Paraolimpico). Le convenzioni sono sottoscritte sulla base di linee programmatiche definite a livello nazionale tra MIUR, CONI e CIP.

Per il "sistema delle scuole paritarie" i gestori stipulano apposite convenzioni con i comitati regionali del CONI e CIP.

Le istituzioni scolastiche statali o paritarie con sezioni di liceo sportivo possono stipulare convenzioni con "università statali o provate, ovvero con istituzioni, enti, associazioni o agenzie operanti sul territorio che intendano dare il loro apporto alla realizzazione di specifici obiettivi legati alla formazione e all'attività sportiva".

L'istituzione delle sezioni di liceo sportivo non deve comportare maggiori oneri per lo Stato.

Il nostro commento

Lo schema di regolamento rappresenta in maniera esemplare le modalità con cui in questi anni sono stati effettuati gli interventi normativi sulla secondaria di II grado.
Dalla lettura di uno dei documenti allegati al provvedimento ("Analisi impatto regolamentazione, Sezione 2 Procedure di consultazione effettuate – Modalità seguite e soggetti consultati") si scopre che, con decreto dipartimentale n. 35 del 19 luglio 2010, è stato istituito un Gruppo di lavoro sul liceo sportivo composto da rappresentati del MIUR, docenti ed esperti del settore. Naturalmente pochi erano a conoscenza dell'esistenza e dei nominativi dei componenti di questo Gruppo. Ancora più singolari le modalità di lavoro: vi sono stati incontri solo con rappresentanti del CONI e del CIP, dopo di che il Gruppo di lavoro "non ha ritenuto di procedere ad ulteriori consultazioni ritenendo del tutto congrue quelle effettuate ai fini del raggiungimento degli obiettivi prefissati". Non solo: "le istanze delle rappresentanze di categoria sono confluite nell'intervento attraverso i contributi" forniti dalla Cabina di Regia sui Licei e da non meglio precisati gruppi di lavoro attivi presso il MIUR.

Nel merito dello schema di regolamento

  • l'art. 3 comma 2 del DPR 89/10 non prevede l'emanazione di uno specifico regolamento per il liceo sportivo, ma uno complessivo che riguarda anche la "riorganizzazione dei percorsi delle sezioni bilingue, delle sezioni ad opzione internazionale, di liceo classico europeo, di liceo linguistico europeo.
  • non è affatto chiaro se per sezione si intenda classe o scuola. Si ripropone, in altri termini, il dilemma già affrontato nelle sezioni di Liceo musicale e Liceo coreutico
  • non è affatto chiaro se la stipula delle convenzioni con il CONI e il CIP sia elemento indispensabile per l'avvio dei percorsi
  • appare indifendibile il fatto che le scuole paritarie nella stipula delle convenzioni non debbano fare riferimento alle linee programmatiche definite a livello nazionale dal MIUR con CONI e CIP, così come previsto per le scuole statali
  • non vi sono indicazioni su chi debba verificare se le scuole richiedenti la sezione di liceo sportivo dispongano di impianti ed attrezzature ginnico-sportive adeguate
  • non vi sono indicazioni su quali debbano essere i requisiti essenziali di questi impianti ed attrezzature
  • non vi sono indicazioni sul reclutamento del personale, che per quanto ci riguarda dovrà essere personale a tempo indeterminato o personale precario inserito nelle graduatorie
  • le spiegazioni della relazione tecnica sulle riduzioni dell'organico delle classi di concorso di Latino e Disegno e storia dell'arte appaiono poco convincenti ed anche poco attendibili essendo basate esclusivamente sulle iscrizioni ai Licei per l'anno scolastico 2011/2012.

Autosufficienza, arroganza, attenzione a interessi di piccole lobby, poca trasparenza, partecipazione delle scuole pari a zero: questi sono i comportamenti che emergono con chiarezza in questa vicenda.

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