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Carta del docente: entro il 31 agosto 2020 vanno utilizzate le somme non spese dell’a.s. 2018/2019

Ancora nessuna comunicazione del ministero sul portale specifico, ma rimane vigente quanto stabilito dal DPCM 28 novembre 2016 circa la scadenza delle somme residue. Le discriminazioni in tempi di DAD e l’incognita sui costi di connessione.

25/08/2020
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In ritardo rispetto agli anni passati, non è stato ancora pubblicato dal ministero l’avviso sulla scadenza delle somme a.s. 2018/19 che rimangono nel borsellino elettronico individuale della Card. Ogni docente registrato può accedere al portale e verificare la propria situazione.

In attesa di comunicazioni ufficiali, anche sulla eventuale proroga per i nuovi dispositivi informatici e inclusi i costi di connessione, è bene ricordare che le disposizioni normative sono quelle del DPCM 28 novembre 2016:

 “Le somme non spese entro la conclusione dell'anno scolastico di riferimento sono rese disponibili nella Carta dell'anno scolastico successivo, in aggiunta alle risorse ordinariamente erogate”.

Si evince, quindi, la possibilità di utilizzo del bonus 2018/19 al massimo entro il prossimo 31 agosto, termine ultimo oltre il quale le relative quote giacenti intere o residue vengono trattenute alla fonte e “perse” dal docente. Stessa cosa per i buoni generati in tempo utile con l’intenzione di essere successivamente impiegati: non sono spendibili perchè non più rimborsabili per l’esercente.

Ma sull’argomento è d’obbligo una considerazione più ampia, legata alla situazione attuale. Il nuovo scenario di una scuola profondamente ferita dagli effetti dell’emergenza pandemica, ha richiesto un adattamento funzionale che ha reso indispensabili l’uso della tecnologia e le prestazioni lavorative “a distanza”; il personale della scuola ha risposto con forte senso di responsabilità riuscendo, da un lato, a mantenere il rapporto educativo con gli studenti, dall’altro a garantire gli adempimenti dovuti al servizio pubblico.

Un grande coinvolgimento affrontato inizialmente senza programmazione, formazione e spesso strumentazione idonea dalle postazioni casalinghe del lockdown.

In tutto questo solo i docenti di ruolo hanno potuto beneficiare dei 500 euro per l’acquisto di hardware, il cui elenco è stato esteso per meglio consentire la didattica digitale, mentre i precari e gli educatori, pur coinvolti negli stessi doveri e assunto i medesimi impegni, ne sono rimasti fuori. Alla pari del personale ATA, chiamato ad adottare “il lavoro agile come modalità ordinaria” con costi propri.

Perdura da sempre questa incomprensibile discriminazione e nemmeno nell’emergenza il ministero ha inteso fare giustizia erogando il bonus-acquisti per la formazione a tutti; sarebbe stato un segnale importante verso il mondo della scuola, un gesto di riconoscimento reale e più credibile delle dichiarazioni continue affidate per mesi a organi di stampa e social.

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