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Diritto allo studio: i pareri delle Commissioni di Camera e Senato sulle garanzie del diritto allo studio ancora una volta evitano il problema

Per la FLC CGIL il tema centrale da affrontare in modo partecipato è quello dei LEP

30/03/2017
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Il 4 aprile 2017 al MIUR i sindacati scuola incontreranno il sottosegretario On. De Filippo, per discutere in merito all’attuazione dei decreti legislativi previsti dall’articolo 1, comma 181, della legge 107/15. 

Deleghe legge 107/15: osservazioni e proposte

Circa il diritto allo studio, le Commissioni di Camera e Senato hanno espresso parere favorevole sullo schema del decreto relativo, potremmo aggiungere, nonostante tutto. Nonostante, per dirla con le parole della Commissione Senato “gli stanziamenti previsti non appaiono pienamente soddisfacenti per le finalità previste nella legge di delega” e nonostante non sia “stato dato seguito alla medesima nella parte in cui prospettava la definizione, in materia, dei livelli essenziali delle prestazioni.

Anche la Camera, che si era già espressa favorevolmente a maggioranza, ha condizionato il suo parere, “constatato che in un successivo momento Stato, Regioni, Provincie autonome di Trento e Bolzano ed enti locali dovranno, nelle debite sedi e con le dovute procedure, definire i livelli essenziali di prestazione per dare compiuta attuazione all'articolo 1, comma 181, lett. f) della legge n. 107 del 2015.”.

Camera e Senato, dunque, vincolano il parere favorevole al verificarsi di una serie di condizioni, alcune delle quali di vaga e incerta definizione. Si tratta di un modo di procedere che, a nostro modo di vedere, impedisce di dare seguito a questa legge delega. Senza dire di alcuni “suggerimenti”, come quello a proposito del vago richiamo alla professionalità docente, formulato a maggioranza dalla Commissione Senato e che per genericità e mancanza di contestualizzazione, si presta a interpretazioni a dir poco critiche.

La FLC CGIL ritiene che in sede di attuazione della delega sia indispensabile la definizione dei servizi essenziali delle prestazioni, se si vuole effettivamente garantire il diritto allo studio. Il legislatore del 2015 delega al governo la puntuale definizione dei Livelli essenziali di prestazione (LEP), evidentemente perseguendo un obiettivo preciso, che è quello di consentire al diritto allo studio di passare da un’affermazione di principio a un diritto effettivo, cioè garantito, esigibile e immediatamente tutelabile a vantaggio di qualunque persona vi abbia diritto e in qualunque parte del Paese scelga o si trovi a realizzare la sua personalità.

Per la FLC CGIL, il mancato impegno del legislatore scava, tra Costituzione e legge, il deprecabile solco dell’inesigibilità dei diritti, all’interno del quale si alza la barriera invalicabile degli stanziamenti economici, insufficienti, inadeguati persino a garantire il pieno soddisfacimento degli impegni che pure, come si legge nel parere del Senato, sono stati assunti in sede di delega.

Il legislatore delegato e nessun altro deve farsi carico di individuare i livelli essenziali delle prestazioni. Diversamente, non ci sarà nessuna garanzia di contribuire a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che di fatto limitano la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, che impediscono il pieno sviluppo della persona e, quindi, la partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Da quanto emerge dalla lettura dei pareri, le Commissioni di Camera e Senato hanno chiara principale criticità dello schema di decreto, tuttavia non si esprimono nel modo logicamente atteso: se il legislatore reputa essenziale individuare i LEP per garantire il diritto allo studio dei cittadini, il governo non può tradire la delega, quindi il parere delle Commissioni parlamentari non possono essere favorevoli allo schema di decreto.

Se i livelli essenziali delle prestazioni non vengono individuati, la delega resta inattuata, senza “se” e senza “ma”, né il legislatore delegato può a sua volta delegare, “subappaltando” e derogando all’interno degli spazi delle competenze definite dalla Costituzione.

Siamo fermamente convinti che è la Costituzione che deve guidare le decisioni politiche e le conseguenti scelte di allocazione delle risorse.   

Per la FLC CGIL il tema centrale da affrontare in modo partecipato, dunque, è quello dei LEP, che devono essere assicurati per la garanzia di effettività del diritto allo studio, né il finanziamento dei LEP può avvenire spostando l'onere finanziario dallo Stato alle Regioni, agli Enti Locali, alle istituzioni scolastiche autonome, ai Privati o alle famiglie, perché in questo modo si acconsente che le difficoltà continuino ad essere sopportate dai soggetti più fragili.

A cominciare dagli ordinamenti decisi dallo Stato, che devono essere garantiti in ogni parte del Paese, passando per ciascuna delle deleghe della L. 107/15, la determinazione dei LEP è garanzia di effettività dei diritti.

Solo se con legge verranno definite le priorità, gli enti Locali nella relazione costituzionale con lo Stato, potranno essere nella condizione prescrittiva di contribuire effettivamente alla realizzazione dei diritti della persona, che deve essere riportata con convinzione al centro di tutte le politiche del Paese.

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