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23 ottobre: incontro sulle problematiche della dirigenza scolastica e della scuola pubblica con i rappresentanti delle forze politiche

Continua l’impegno unitario di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS CONFSAL per una finanziaria che contenga risorse e soluzioni ai problemi della gestione della scuola.

23/10/2017
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Con un comunicato unitario i responsabili nazionale della dirigenza scolastica di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e SNALS CONFSAL ricordano le ragioni della mobilitazione della categoria avviata il 3 maggio scorso e i motivi per continuare sulla strada avviata.

Alle grandi difficoltà ed alle sofferenze dei lavoratori e delle scuole debbono essere date risposte certe nella legge di stabilità in discussione in Parlamento. Se si vuole rimettere il Paese sulla strada giusta occorre tornare ad investire nella scuola e dare risposte concrete ai dirigenti scolastici e a tutti i lavoratori della scuola che in questi anni hanno duramente pagato di tasca propria la crisi economica del Paese attraverso tagli di organici, riduzione delle risorse per la retribuzione accessoria e delle retribuzioni individuali e perdita del potere d’acquisto dei salari.
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Sindacati e politici a confronto sui problemi della dirigenza scolastica
Lunedì 23 ottobre manifestazione nazionale a Roma

Lunedì 23 ottobre alle ore 10, nel quadro delle iniziative promosse da FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e Snals Confsal sulle problematiche dei dirigenti scolastici, si tiene a Roma un’assemblea pubblica, cui prenderanno parte delegazioni di dirigenti provenienti da tutta Italia. La manifestazione, che si svolgerà al Centro Congressi Cavour (via Cavour 50) e vedrà a confronto sindacati e politici, prevede la partecipazione di molti esponenti di diversi raggruppamenti e dei responsabili scuola di molti partiti, sia di maggioranza che di opposizione, che i responsabili nazionali dei dirigenti scolastici di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA e Snals Confsal hanno già incontrato nelle scorse settimane.

Retribuzioni molto lontane da quelle della dirigenza pubblica, attribuzione di responsabilità improprie, come nel caso di quelle riguardanti la sicurezza degli edifici, incombenze che si moltiplicano traducendosi spesso in autentiche molestie burocratiche. Il tutto con una dotazione di strutture e personale assolutamente insufficiente per far fronte alla gestione degli uffici. Molto spesso poi al proprio istituto si aggiunge anche il carico di una seconda scuola affidata in reggenza perché priva di dirigente. Un’impresa, in queste condizioni, trovare il tempo per occuparsi degli aspetti centrali nella mission della scuola e che tali dovrebbero essere anche nell’azione del dirigente, la cura delle attività didattiche, la loro organizzazione con l’obiettivo della massima efficacia e qualità.

È questa in sintesi la rappresentazione del disagio che vivono i dirigenti scolastici italiani, giunto ormai al limite della sopportabilità.

L’impegno dei Sindacati scuola promotori dell’iniziativa del 23 ottobre si concentra in modo particolare sull’imminente rinnovo del contratto, ma nel frattempo si cercano occasioni di confronto col mondo della politica, perché la condizione dei dirigenti si lega strettamente a quella di un sistema d’istruzione che attende nel suo complesso maggiore attenzione e scelte più decise di investimento. La legge di bilancio in corso di approvazione costituisce sicuramente un significativo banco di prova, ma anche su altre questioni, come ad esempio quelle legate alle responsabilità dei capi d’istituto, ci sono in cantiere interventi legislativi che da troppo tempo segnano il passo.

Nel corso dei colloqui avuti con tutte le forze politiche – dichiarano i responsabili nazionali dei dirigenti scolastici Roberta Fanfarillo (Cgil), Paola Serafin (Cisl), Rosa Cirillo (Uil) e Pasquale Ragone (Snals) – abbiamo sempre riscontrato attenzione e disponibilità. Ci auguriamo che non ci si fermi alle parole, pure importanti, e che queste si traducano in atti e scelte conseguenti. Chi dirige una scuola deve essere messo nelle condizioni di poterlo fare e avere anche un più giusto e dignitoso riconoscimento del suo lavoro”.

FLC CGIL
Roberta Fanfarillo
CISL Scuola
Paola Serafin
UIL Scuola Rua
Rosa Cirillo
SNALS Confsal
Pasquale Ragone

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