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Comitato Direttivo - ordini del giorno: 19/20- scuola pubblica e privata, contratto - popolo curdo

O.d.g. Scuola pubblica e privata, contratto e O.d.g. sul popolo curdo.

19/11/1998
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O.d.g. Scuola pubblica e privata, contratto

La seconda metà della legislatura dovrà portare a termine il percorso di trasformazione del sistema formativo del nostro paese, superando le incertezze, correggendo le contraddizioni e individuando le risorse necessarie per la piena attuazione delle politiche formative definite, dal patto per il lavoro del settembre '96.
La piena attuazione del processo di autonomia scolastica, la riforma del Ministero e degli organi collegiali, il riordino dei cicli e la definizione dei saperi essenziali,l'innalzamento dell'obbligo formativo a 18 anni, devono pertanto essere realizzati per consentire alla formazione di assumere un ruolo determinante nello sviluppo democratico, civile, economico e sociale del paese.
Considerare l'istruzione e la formazione come risorse strategiche per il futuro del paese e delle nuove generazioni, significa riconoscere pienamente la centralità della scuola pubblica.
Ad essa deve essere affidato il compito di innalzare i livelli di istruzione e di formazione di tutta la popolazione, di garantire ambiti di educazione ai valori comuni, alla base del patto costituzionale, e spazi di dialogo, confronto e valorizzazione delle diversità, indispensabili per la convivenza civile e democratica di una società pluralista e multiculturale.
La priorità politica non può, pertanto, non essere riservata alla scuola pubblica, oggi frequentata dal 92,5% della popolazione scolastica, ponendo fine alla fase dell'immobilismo delle politiche formative e degli interventi restrittivi.
I processi di trasformazione in atto rendono necessaria la piena realizzazione dell'intesa del dicembre 1997 tra governo e sindacati confederali, attraverso l'attivazione di un piano pluriennale di investimenti che consentano il rilancio e la trasformazione della scuola pubblica.
Deve essere in particolare sostenuto il processo di autonomia del sistema scolastico e delle scuole, poichè rappresenta un'occasione fondamentale per mettere in condizioni il sistema formativo pubblico di aumentare i propri livelli di efficacia, attraverso la personalizzazione dei percorsi formativi ed una maggiore integrazione con il territorio.
Sulla base di queste priorità il comitato direttivo nazionale della Cgil scuola, nell'interpretare le forti preoccupazioni di larga parte degli iscritti e della categoria, rispetto anche al crescere di posizioni incoerenti con il dettato costituzionale, conferma le posizioni già espresse in merito al rapporto scuola pubblica-scuola privata (comitato direttivo nazionale Cgil settembre '97 e comitato direttivo nazionale Cgil scuola aprile '98).
L'impegno del governo a realizzare un provvedimento sulla parità scolastica che definisca, a tutela dei diritti formativi degli alunni, i requisiti qualitativi che devono caratterizzare l'offerta formativa delle istituzioni scolastiche non statali, non può cancellare la differenza tra la scuola pubblica e le scuole di tendenza, che inevitabilmente vincolano chi si iscrive e chi vi insegna all'adesione ad un progetto educativo omogeneo e predeterminato. In tal senso non può essere accettata l'idea di un sistema pubblico integrato, così come proposto dal disegno di legge governativo.
Le istituzioni scolastiche del sistema formativo pubblico devono essere caratterizzate dalla rispondenza agli standard qualitativi ed ispirare la propria azione educativa ai valori della costituzione, assicurando ad alunni e docenti il pluralismo religioso, politico, culturale, ideale.
Le questioni della parità devono essere distinte da quelle del finaziamento nei confronti della scuola privata. Rispetto alle ambiguità presenti a questo proposito nell'originario disegno di legge governativo, deve essere ribadito il divieto costituzionale al finanziamento diretto e indiretto (buono scuola) delle scuole private. In questo contesto eventuali forme di utilizzo della leva fiscale e parafiscale per il diritto allo studio (precisandone strumenti e quantità) potranno avere solo carattere universale ed essere pertanto rivolte a tutti i cittadini.
Nella presente situazione la Cgil scuola sarà in campo per far sentire la sua voce per esprimere le preoccupazioni della categoria.
A tale scopo impegna tutte le proprie strutture, in raccordo con la struttura confederale, nella realizzazione di iniziative territoriali e nazionali di confronto, coinvolgimento, mobilitazione del mondo della scuola, prevedendo fin da ora la predisposizione di un numero monografico del giornale degli iscritti e di un manifesto per le scuole.

La trattativa per il rinnovo contrattuale entra in una fase decisiva, che esige un ruolo determinato della Cgil scuola.
Il C.D.N. valuta positivamente i primi risultati sul versante delle risorse per la contrattazione integrativa, che per la nostra categoria rappresentano un'acquisizione particolarmente significativa. Importante è contrattarne i benefici in una immediata sequenza al CCNL, oltre ad acquisire il 3,3% nel biennio come obiettivo irrinunciabile.
Rimangono in questo scorcio negoziale tendenze neoaccentrattrici (vedi il ruolo di controllo attribuito dall'Aran ai nuclei provinciali di supporto dell'autonomia scolastica) che attribuiscono ai Provveditorati un ruolo chiave nelle relazioni sindacali; la Cgil scuola si opporrà risolutamente a tale disegno, consapevole che su questo campo si gioca la partita dell'autonomia e delle R.S.U. di scuola.
Il comitato direttivo nazionale della Cgil scuola dà mandato alla segreteria per un'accelerazione della trattativa, precisando che sui punti salienti e qualificanti della piattaforma contrattuale, come la carriera professionale, le funzioni di progetto, la mobilità professionale e la formazione in servizio, il riconoscimento dei carichi di lavoro differenziati inerenti l'attuazione dell'autonomia scolastica, si sviluppino, attraverso sessioni di lavoro della direzione e del comitato direttivo, momenti di approfondimento e di valutazione della trattativa in corso.

O.d.g. sul popolo curdo

Il comitato Direttivo della Cgil scuola condivide e fa proprio il comunicato unitario Cgil-Cisl-Uil sull’arresto di Abdullah Ocalan.
Ritiene fondamentale per il SNS il sostegno solidale al popolo curdo, che legittimamente e drammaticamente in questi giorni pone all’attenzione intenazionale e in particolare al nostro paese la difesa della propria identità e la giusta rivendicazione della propria autodeterminazione.
Per questo il C.D. impegna le proprie strutture e i dirigenti della Cgil Scuola a promuovere iniziative e dibattiti sul dramma del popolo curdo.
La Cgil Scuola è consapevole che l’autodeterminazione dei popoli e la loro identità culturale sia un bene prezioso, uno dei valori su cui costruire la coscienza democratica delle giovani generazioni, e che la scuola pubblica è il “luogo principale dove si devono affermare i valori democratici.
(assunto dalla segreteria)

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