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Cerimonia di apertura dell’anno scolastico, lettera aperta al Presidente della Repubblica

I sindacati scrivono al Presidente Sergio Mattarella evidenziando le criticità della nostra scuola e la necessità di una condivisione nelle scelte per migliorare il nostro sistema scolastico.

28/09/2016
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FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno scolastico che si svolgerà a Sondrio venerdì 30 settembre, scrivono al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Nel sottolineare il significato simbolico della cerimonia che acquista valore proprio perché avviene alla presenza del Presidente, i Sindacati ricordano al Capo dello Stato le più acute criticità di cui soffre il nostro sistema scolastico.

Dai tagli al personale alle classi sovraffollate, dalle restrizioni nel conferimento delle supplenze alla riduzione degli organici Ata, dall’inefficace gestione dell’organico potenziato alla deplorevole inefficienza del MIUR, che nell’applicazione del contratto sulla mobilità ha leso e negato i diritti del personale docente.

Le Organizzazioni sindacali concludono la lettera aperta al Presidente della Repubblica sottolineando la necessità dell’avvio di un serrato confronto fra l’Amministrazione e i rappresentanti dei lavoratori della scuola al fine di risolvere nella condivisione i numerosi problemi ricordati. Soprattutto perchè la situazione si complica ogni giorno di più. Vedi ad esempio il continuo rifacimento delle graduatorie ad esaurimento (Gae) a causa del contezioso attivato, loro malgrado, da migliaia di docenti.

Nel contempo riconfermano il loro impegno in difesa del ruolo e del valore della scuola e per la tutela e la valorizzazione  di quanti, docenti, Ata e dirigenti, in essa svolgono il proprio compito di educatori.

Di seguito il testo della lettera.
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Loghi unitari

La cerimonia di apertura dell’anno scolastico, che sottolinea in modo festoso la ripresa delle attività per milioni di studenti, è un evento importante al quale conferisce particolare prestigio la presenza del Capo dello Stato, dando testimonianza alta e autorevole dell’attenzione e della cura che il Paese deve prestare alla sua scuola, alla missione che le è affidata e al lavoro che vi si svolge.

Di questa giornata cogliamo tutta la rilevanza e il significato, come organizzazioni sindacali rappresentative delle tante persone - insegnanti, personale amministrativo e ausiliario, dirigenti - cui è affidato ogni giorno il compito di rendere attiva e presente la nostra scuola pubblica in ogni angolo d’Italia, persone che meglio di chiunque altro ne conoscono, perché li vivono quotidianamente in modo diretto, punti di forza e di debolezza, risorse e problemi.

I problemi anche quest’anno, purtroppo, non mancano e, per portarli almeno in parte a soluzione, abbiamo chiesto di poterci confrontare ai massimi livelli di responsabilità del MIUR, con l’obiettivo di limitarne quanto più possibile l’impatto sull’ordinata ripresa delle attività scolastiche.

Noi sappiamo quanto le famiglie, gli studenti, i cittadini in generale ripongano fiducia e manifestino apprezzamento per il lavoro di quanti, a vario titolo e con compiti diversi, operano nella scuola: lavoratrici e lavoratori come sempre, e ancora una volta, si fanno carico in questi giorni di garantire l’avvio dell’anno scolastico con l’impegno, la professionalità, la passione e la dedizione che, nonostante tutto, continuano a mettere in campo.

Proprio per questo, come Organizzazioni rappresentative del mondo del lavoro scolastico, sentiamo il dovere di riproporre all’attenzione della pubblica opinione, e in questa particolare circostanza a quella del Capo dello Stato, le più acute criticità su cui occorre intervenire, frutto di scelte in materia di politica scolastica assai controverse e discutibili.

 Tali scelte, che non hanno posto efficace rimedio ai danni causati dal taglio di risorse cui per anni la scuola italiana è stata sottoposta (taglio evidenziato nei giorni scorsi dall’ultimo rapporto OCSE), stanno comportando ora, a causa di una cattiva gestione di precisi accordi contrattuali,  anche la violazione di diritti delle persone, che è doveroso ripristinare pena il venir meno della certezza del diritto proprio nell’ambito di un sistema che ha per finalità la formazione e l’educazione delle giovani generazioni.

In particolare:

  • resta alto il numero delle classi sovraffollate, specie laddove le dotazioni organiche non consentono di far fronte adeguatamente all’incremento della popolazione scolastica
  • non è assicurata la piena agibilità degli spazi di ampliamento dell’offerta formativa, a causa dei vincoli cui deve sottostare l’impiego del cosiddetto organico potenziato
  • le dotazioni organiche del personale ATA restano insufficienti e non consentono di assicurare il regolare espletamento degli adempimenti amministrativi e le necessarie condizioni per la vigilanza degli ambienti scolatici; una situazione aggravata anche dalle restrizioni nel ricorso a supplenze introdotte dalla legge di stabilità per il 2015
  • gli effetti delle numerose irregolarità riscontrate nelle operazioni di trasferimento (comportanti - come già ricordato - la lesione di diritti individuali solo in minima parte risolta in sede conciliativa), insieme al protrarsi nel tempo delle operazioni di assunzione, stanno determinando ancora una volta ripetuti avvicendamenti del personale, a danno della continuità didattica.

Tutto ciò in un quadro di interventi che nel ridefinire molti aspetti della governance e della gestione del personale mettono, a nostro avviso, in discussione principi e prerogative di rango costituzionale su cui si fondano l’autonomia della scuola e la stessa libertà di insegnamento, ridimensionando il ruolo degli istituti posti a garanzia e tutela dei principi di autogoverno e indipendenza professionale, che trovano nel collegio dei docenti la massima espressione. 

Su tutti questi problemi, che stanno determinando un clima di tensioni e disagio certamente non propizio per il buon andamento del servizio scolastico, si ritiene quanto mai opportuno riaprire spazi di confronto e riflessione a partire dai quali sia possibile ricostituire, su obiettivi e strategie di rinnovamento e crescita della nostra scuola, un contesto di più ampia e forte condivisione.

Anche in tal senso resta pienamente confermato l’impegno delle nostre organizzazioni sindacali in difesa del ruolo e del valore della scuola e per rivendicare il giusto riconoscimento al lavoro che in essa svolgono insegnanti, personale ATA e dirigenti.

Roma, 28 settembre 2016

FLC CGIL
Domenico Pantaleo
CISL  Scuola
Maddalena Gissi
UIL  Scuola
Giuseppe Turi
SNALS  Confsal
Marco Paolo Nigi

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