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Avvio anno scolastico 2020/2021: nuova audizione dei sindacati scuola da parte del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) della Protezione civile

La FLC CGIL ha presentato analisi e proposte nell’interesse della scuola, degli alunni e del personale. Salvaguardare la scuola come patrimonio comune del Paese.

26/05/2020
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Si è svolta alle ore 10 del 26 maggio 2020 la seconda audizione (la prima si era tenuta il 12 maggio 2020) dei Sindacati scuola da parte del Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile (CTS), con un punto solo all’ordine del giorno: la ripartenza delle attività didattiche a settembre 2020.

Presenti il Coordinatore del CTS dott. Miozzo, i rappresentanti dell’Inail Nazionale e la dott. S Giovanna Boda Capo dipartimento delle risorse umane e finanziarie del Mi l’incontro è stato introdotto da dott. Miozzo che ha affermato l’importanza  per il Comitato di acquisire il punto di vista dei sindacati della scuola per poter effettuare l’analisi dei rischi sanitari e definire aspetti organizzativi legati alla ripartenza della scuola a settembre, attraverso  l’esatta radiografia del sistema scolastico.

Anche se stiamo lentamente uscendo da una fase critica e il quadro è ancora incerto, ha proseguito il dott. Miozzo, sarà necessario capire cosa significhi in questa nuova fase riuscire convivere con il virus. In autunno, secondo le valutazioni della comunità scientifica nazionale ed internazionale, si prevede un rialzo della fase epidemica e il Paese dovrà confrontarsi con una situazione di cui ancora si conosce poco dal punto di vista scientifico come non sono del tutto chiari gli effetti a lungo termine dell’approccio terapeutico basato sul distanziamento sociale e sull’uso delle mascherine. E’ perciò importante che dalle audizioni come quella di oggi emergano contributi utili per predisporre linee guida da consegnare ai decisori politici, in primis al Ministero della Salute, per garantire la sicurezza degli operatori e dei giovani.

Il coordinatore del CTS ha ribadito che il percorso partecipato che congiuntamente MI, INAIL e CTS hanno avviato con le organizzazioni sindacali è finalizzato a garantire la tutela della sicurezza dei lavoratori.

Con l’occasione è stato precisato che il CTS non ha elaborato alcun documento sulla ripartenza delle scuole a settembre. Pertanto le anticipazioni giornalistiche che sono circolate nei giorni scorsi sono prive di qualsiasi fondamento. Il documento che sarà elaborato anche a seguito dell’audizione sarà consegnato al Ministro della Salute e alla Ministra dell’Istruzione che, a sua volta, ne metterà a parte i sindacati.

La dott.ssa Boda nel suo intervento ha ringraziato le organizzazioni sindacali del contributo offerto nella predisposizione del Protocollo per l’esame di stato, auspicando che lo stesso clima di fattiva collaborazione possa caratterizzare anche questa successiva e più delicata fase della predisposizione del Protocollo per la ripartenza.

Il Segretario Generale della FLC CGIL, Francesco Sinopoli, nel ringraziare il CTS e rappresentanti delle istituzioni presenti, ha avanzato le seguenti osservazioni e proposte.

Le problematiche di carattere organizzativo. Poiché vediamo un inizio d’anno scolastico assai problematico dal punto di vista dell’organizzazione della vita associata che si svolge nella comunità educante che opera nel sistema scuola, pensiamo che ci si debba vincolare a due parametri: da un lato la sicurezza da cui dipende ogni scelta, dall’altro la didattica da svolgere esclusivamente in presenza. Tenendo conto della diversità delle situazioni che imporranno necessariamente scelte diverse a seconda dell’età degli alunni e dei contesti locali.

Il ritorno integrale della didattica in presenza. Ogni azione che guardi alla ripartenza deve avere l’unico obiettivo del ritorno della scuola in presenza quale precondizione per garantire il diritto costituzionale all’istruzione per tutti ( inclusione, pari opportunità,…). Questo perché la DaD (Didattica a Distanza), praticata come unico strumento nella fase dell’emergenza, ha rivelato da subito molti limiti nella difficoltà a raggiungere tutti gli alunni o per mancanza di strumentazione o per inadeguatezza della stessa a rispondere alle esigenze degli alunni  in situazione di svantaggio sociale o cognitivo. E, in ogni caso perché la DaD, di per sé, per la fascia di età dei soggetti in formazione (da 3 a 19 anni), anche per coloro i quali ne abbiano potuto fruire pienamente, ha dimostrato di non possedere le potenzialità educative della didattica in presenza.

La scuola ha bisogno di interventi mirati, di investimenti massicci, di un sostanzioso cambio di passo. L’emergenza COVID-19 ha reso ancora più evidente i vuoti di strategia che la politica ha dimostrato, attraverso una dissennata politica di tagli, nei confronti della scuola in tutti i campi che compongono il sistema: un organico insufficiente, la discontinuità didattica per un gran numero di personale non stabile, spazi ristretti e didatticamente obsoleti, aule ed edifici non  a norma, classi sovraffollate, inadeguatezza della sorveglianza per mancanza di collaboratori scolastici ai piani. Occorre cambiare passo puntando su alcune precise misure a partire dal potenziamento dell’organico docente e ATA: riduzione del numero di alunni per classe, invalicabilità per legge del numero  massimo di alunni per classe in presenza di alunni con disabilità (dovrebbe essere di 20 ma non viene rispettato), incremento dei collaboratori scolastici per la vigilanza su ogni piano dell’edificio e la puntuale applicazione delle prescrizioni medico-sanitarie che il CTS emanerà. In questo quadro assume importanza anche la stabilità del personale sin dal 1° settembre.

Lavorare in sicurezza. Occorre definire  linee guida specifiche per i vari gradi  di scuola (infanzia, primaria, ecc.), le varie tipologie (Licei o professionali, convitti, ecc.), con attenzione alla presenza di alunni disabili e alle situazioni di disagio sociale:  rispetto a ingressi, uscite, presenza di accompagnatori, organizzazione degli spazi (aula, laboratorio, palestra, mensa, biblioteca), rapporto docente/alunni, rapporto alunni/mq  per distanziamento minimo e rapporto alunni/mc  per riscaldamento e ricambio d’aria, utilizzo e definizione DPI per personale e alunni, anche con riferimento all’età e alla condizione di disabilità; frequenza operazioni pulizia locali, in particolare servizi igienici, locali utilizzati da più classi nella stessa giornata (palestra, laboratorio, aule multimediali

Una diversa organizzazione del lavoro. Occorre promuovere una diversa organizzazione del lavoro e dei luoghi di lavoro che garantisca il distanziamento: turnazioni, flessibilità oraria, rimodulazione orario settimanale, lavoro agile  del personale amministrativo e tecnico.

Puntare sulla consapevolezza dei lavoratori attraverso momenti di formazione/informazione periodica.

Favorire la partecipazione ai percorsi decisionali da parte dei soggetti che ricoprono un ruolo nella tutela della sicurezza sul lavoro (RSU, RLS).

Assicurare la sorveglianza sanitaria anche per tutelare le situazioni di fragilità, creando le condizioni affinché ad ogni scuola sia garantita la presenza del medico competente. Potenziare il servizio di medicina scolastica.

Occorre un primo lavoro di definizione della situazione possibile a cui seguiranno fasi di avanzamento e di graduale approfondimento. A tal fine è fondamentale favorire la massima partecipazione dei  diversi soggetti istituzionali e sociali che hanno un ruolo nella programmazione dell’offerta formativa, nella definizione delle misure sanitarie e nella tutela dei diritti dei lavoratori (parti sociali, MI, CTS, EE.LL., USR, Regioni).

Al termine dell’audizione è stata nuovamente sottolineata da parte dei rappresentanti istituzionali, in particolare dal dott. Dott Sergio Iavicoli Dirigente Inail Nazionale, l’importanza di proseguire il percorso partecipato tra parti sociali, istituzioni e scienza sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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