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Precari ATA: il loro lavoro esige rispetto

Il diritto al completamento dell'orario è sancito dal CCNL, ma alcune scuole lo impediscono. La FLC dice basta all'arroganza e all'illegittimità di questi comportamenti.

05/10/2012
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Alcuni giorni fa siamo intervenuti presso il MIUR per denunciare i comportamenti, al limite della legalità, di alcuni UST che costringono i lavoratori ATA, in particolare i Collaboratori Scolastici, ad accettare contratti di lavoro part-time con un'articolazione dell'orario settimanale surreale.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro garantisce il diritto al completamento, ma alcune scuole lo impediscono articolando l'orario di servizio in modo che risulti praticamente impossibile: una palese violazione del diritto e uno schiaffo alla dignità del lavoro e di chi lo svolge. Lavoratrici e lavoratori assunti anche a tempo determinato non devono diventare merci nelle mani di chi deve gestire il loro lavoro

Purtroppo la politica dei tagli che ha devastato e continua a devastare la scuola statale colpisce duramente il personale ATA, ma la situazione si aggrava quando si moltiplicano certi comportamenti vessatori senza alcun rispetto della dignità delle persone.

Il  personale ATA garantisce servizi indispensabili al funzionamento degli istituti e, quindi, l'ordinato svolgersi delle quotidiane attività di chi studia e di chi lavora nella scuola. Pertanto esige rispetto.

La crisi che continua a mordere fa sì che spesso intere famiglie gravitino intorno ai miseri stipendi percepiti dal personale ATA: un solo stipendio, per di più precario, per il sostentamento di un intero nucleo. I Collaboratori Scolastici sono quelli che ne risentono di più, pur dovendo occuparsi di preservare l'igiene e sorvegliare i nostri bambini e ragazzi, perchè il loro stipendio è molto basso.

A fronte di questa situazione, molte lavoratrici e lavoratori, pur di lavorare, accettano un contratto di lavoro ad orario ridotto, oltre che a tempo determinato, quindi destinato a scadere inesorabilmente, e con quel contratto  a stipendio ridotto provvedono ai loro figli.

Mentre il MEF irresponsabilmente usa ogni pretesto pur di rinviare le immissioni in ruolo sui posti liberi ATA.

La FLC è decisa a contrastare con ogni mezzo le violazioni del CCNL e invita i lavoratori vittime di questi comportamenti illegittimi a rivolgersi presso le sedi sindacali per chiedere la tutela dei loro diritti.  Le immissioni in ruolo sono un diritto per chi da anni lavora e si assume le responsabilità. Gli ATA non sono figli di un Dio minore.

 C'è una sola risposta a questo continuo scippo di diritti: lo sciopero del 12 ottobre.

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