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art. 9 atto senato 4149-c - personale da destinare alle istituzioni scolastiche e universitarie all'estero

Come è noto è divenuto legge, in data 11-5-2000, il DDL 4149-C il cui art. 9 riguarda il personale della scuola da destinare all’estero

16/05/2000
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Come è noto è divenuto legge, in data 11-5-2000, il DDL 4149-C il cui art. 9 riguarda il personale della scuola da destinare all’estero.

Nel prendere atto di tale approvazione, si denuncia il comportamento del Ministro e dei Sottosegretari degli Affari Esteri i quali non solo non hanno onorato gli impegni ufficialmente assunti con le OO.SS. in sede A.RA.N. (ritiro del'art.9 del provvedimento in questione) durante la contrattazione, ma ostinatamente e volutamente hanno omesso, sia nella relazione che negli interventi in Parlamento, di comunicare che sulla materia erano già vigenti norme contrattuali alcune delle quali perfezionate in data recente.

Ciò evidenzia la scarsa considerazione del Ministro degli Affari Esteri delle relazioni sindacali. Sono stati infatti disattesi, con l'atteggiamento sopra denunciato, i principi innovativi contenuti nelle leggi recentemente approvate dal parlamento a sostegno della contrattazione nel settore pubblico ed ha manifestato grande improvvisazione individuando, di volta in volta, su un medesimo problema, soluzioni sempre diverse e non collocate all'interno di un organico disegno. Anche il Governo si è trovato sulla materia in posizione di forte contraddizione.

L'iniziativa di sciopero del personale della scuola impegnato all'estero, motivata dalla volontà di ricondurre a contrattazione tra le parti la materia della destinazione già disciplinata con i contratti, dalla volontà di opporsi alla politica di contrazione dei posti in contingente con conseguente privatizzazione dell'intervento scolastico all'estero e dalla volontà di esigere il rispetto dei contratti sottoscritti, ha, in base alle nuove recenti disposizioni, comportato il tentativo di conciliazione presso uno specifico Organismo.

In tale sede, l'Amministrazione ha presentato una proposta che riteniamo sia assolutamente insufficiente.

Il MAE ha di contro, con grande "coraggio", sostenuto che essa rappresenti un "forte" segnale di buona volontà.

Con la proposta, assolutamente poco chiara, verrebbe unicamente riconosciuta la necessità di individuare un percorso applicativo della legge in questione. Il MAE non ha assunto alcun impegno per ricondurre all’istituto pattizio la materia dell’invio né ha voluto accettare le proposte avanzate dalla nostra O.S.

Pertanto, la nostra organizzazione ha deciso, di non sottoscrivere il verbale di conciliazione i cui contenuti sono finalizzati al rispetto della applicazione dell’art.9 e non riconoscono se non in via subordinata gli accordi contrattuali.

Considerati peraltro i trascorsi fatti non riteniamo "garantiti" gli impegni "dichiarati" dal MAE.

L’obiettivo della nostra organizzazione è ovviamente quello di ricondurre alla sede naturale tutta la materia della destinazione aprendo in questo senso, nei tempi previsti, una specifica trattativa al fine di correggere tutte le incongruenze e le disattenzioni presenti nell’art.9 in questione.

Il primo problema è rappresentato della prova così detta "pratico–orale" sulla quale abbiamo già espresso articolato negativo giudizio.

Il secondo, in ordine di lettura, è rappresentato dalla proroga delle attuali graduatorie per l’invio (anno 2001-2002) e dalla contemporanea dichiarata presenza di nuove graduatorie. (Sulla questione la stessa Amministrazione ha rappresentato forti dubbi ed incertezze).

Viene poi significativamente modificata la normativa della permanenza all’estero compresa la scuola europea con cadenze che non hanno a nostro avviso stretto riscontro nè con i "tempi" degli "istituti" scolastici ed accademici all’estero né con proposte di riforma del settore.

E’ inoltre prevista una fase, definita di transizione, che non tiene in alcun conto le aspettative legate al "relativamente vecchio" sistema.

Si ipotizza la possibilità di mettere in campo altre iniziative in un prossimo futuro per sostenere le ragioni di cui sopra e per rivendicare una riforma delle istituzioni scolastiche all’estero attualmente non presente nel dibattito parlamentare.

Nella fase di "costruzione" del relativo progetto intendiamo concorrere con una discussione a tutto campo anche sui problemi della selezione e della permanenza .

Roma 19-2-2000

Mario Simeone

Nota:

Il personale in Italia e all’Estero che ritenesse di aver o di poter subire un danno dalla applicazione della disposizione di cui si tratta potrà rivolgersi al nostro Ufficio legale il cui n. di telefono è 055/577840

Se del caso, saranno avanzati ricorsi collettivi alle varie istanze con il patrocinio dello studio legale della nostra organizzazione.

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