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Anticipi nella scuola dell’infanzia e Sentenza Corte Costituzionale

Il MIUR continua a fingere di non sapere…

29/11/2005
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Apprendiamo dal sito dell’ANCI quanto segue:

nel corso dell’ultima Conferenza Unificata è stata accolta la richiesta formulata dall’ANCI di prorogare la vigenza dell’art.7 della Legge 53/2003 relativa all’iscrizione anticipata nella scuola dell’infanzia, anche per il biennio 2006/2008, prevedendo, in questo modo, anche per i prossimi due anni, la possibilità di iscrivere bambini di due anni e mezzo secondo criteri di gradualità ed in forma di sperimentazione, compatibilmente con la disponibilità dei posti e delle risorse finanziarie dei Comuni. Il Miur, nella persona del sottosegretario Siliquini, nel corso della stessa Conferenza, dopo aver espresso il proprio assenso alla richiesta, ha comunicato che, quanto prima, sarà redatta una norma al riguardo che verrà inserita in un apposito provvedimento legislativo di proroga termini.

Ciò potrebbe significare che, se quanto affermato dal Sottosegretario sarà mantenuto, anche per gli anni 2006/2007 e 2007/2008, l’anticipo nella scuola dell’infanzia potrà avvenire solo in forma sperimentale e cioè solo se saranno stipulate le Intese regionali tra Organizzazioni Sindacali, Direzione Scolastica e ANCI.

Perché l’uso del condizionale “potrebbe”?

Perché dopo la Sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2005 il Miur, prima di emanare la circolare per le iscrizioni, è chiamato a sentire la Conferenza Unificata Stato Regioni (di cui l’ANCI è parte) per accordarsi circa la modulazione degli anticipi sia per la scuola dell’infanzia che per la scuola primaria. Anticipi che, comunque, nei termini proposti dalla Legge 53/2003 vedono la netta contrarietà della FLC CGIL.

La FLC Cgil, unitariamente a CISL Scuola, UIL scuola e Snals, ha a tal proposito, recentemente, inviato al Ministro una precisa richiesta di informativa.

A tale precisa richiesta nessuna risposta è pervenuta dal MIUR.

Pur ritenendo quanto ottenuto dall’ANCI un risultato importante e frutto anche del lavoro unitario che è stato avviato dal Coordinamento Nazionale per le politiche dell’infanzia e della sua scuola, rivendichiamo che la sentenza dell’Alta Corte sia rispettata dal Miur il quale continua, e non solo sugli anticipi, ad utilizzare la strategia della confusione per alimentare forte disagio nella scuola pubblica, tra gli utenti e non rispettando i diritti dei bambini.

Roma, 29 novembre 2005

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