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Trasferimento al CRA del personale INRAN: urgente la convocazione dei Sindacati

Si riporta il testo del comunicato inviato dal Comitato di Ente a tutto il personale dell'ex-INRAN.

03/04/2013
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I lavoratori dell'ex-INRAN vivono da tempo in una situazione di stallo e di disagio non indifferente e la FLC è sempre intervenuta per chiedere il rispetto delle loro garanzie. Adesso, sottoscritto il decreto attuativo, il CRA non ha più scuse e deve assumersi a pieno la responsabilità per quel che riguarda la gestione dell'ente.

Riportiamo il testo del comunicato che il Comitato di Ente ha inviato a tutto il personale dell'ex-INRAN per chiedere piena correttezza e trasparenza nell'azione amministrativa.

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A tutto il personale ex-INRAN

Lunedì 18 marzo 2013 sono stati sottoscritti definitivamente i decreti attesi per l’avvio dell' integrazione dell’ex-INRAN con il CRA, un atto previsto dalla norma, benché per noi il trasferimento di compiti e funzioni fosse già legittimamente attuato con la legge 95/2012 art.12.

Ricordiamo che la norma rimandava ai decreti, solo l' individuazione delle risorse, ma che in presenza di una palese ed indebita pressione degli apparati burocratici del MIPAAF, nonché di una subalterna e passiva azione del CRA, dal luglio 2012 si apriva una fase del tutto opaca dentro la quale il Direttore delegato sig. Petroli ha operato una gestione fuori da ogni controllo con modalità a dir poco discutibili anche a livello di relazioni sindacali.

A questo proposito basti dire che proprio in queste ore il Presidente Alonzo incontrando i responsabili scientifici del ex-INRAN ha dichiarato che al momento nessuna informazione sulla situazione di cassa è stata fornita ufficialmente dal Sig. Petroli, come a dire che soldi pubblici sono spesi senza rendicontare a chi per Legge e non per Circolari interpretative ministeriali, ha la responsabilità di compiti e funzioni.

Del resto non c’è da stupirsi di questo atteggiamento. La lettura non superficiale dell’allegato 3 ai decreti, vale a dire la tabella riepilogativa, ci dice infatti che oltre il 70% dei Residui Attivi, cioè dei crediti, è in gran parte riferibile ad anni precedenti fino al 2003.

Una circostanza che pone forti dubbi rispetto alla esigibilità di quelle risorse (in larga parte di fonte ministeriale) e alla quasi certa criticità finanziaria di quei conteggi, mentre contemporaneamente si allunga la lista degli indagati a Via XX Settembre in relazione alla gestione di risorse economiche destinate a enti sottoposti alla vigilanza MIPAAF e mentre sempre più gli organi di vertice CRA sottolineano l’esigenza di una “certificazione dei bilanci”.

Se queste circostanze dovessero trovare conferma, anche rispetto al trasferimento di risorse a carico del personale di ruolo, è del tutto evidente che il confronto sindacale che si aprirà nei prossimi giorni su questi temi assumerà un segno diverso davanti a un atteggiamento dilatorio e fortemente contrario ai principi basilari della contabilità generale dello Stato. Non è infatti difficile presumere che l’apparato burocratico del MIPAAF, già in forte difficoltà giudiziaria, sostenuto da una atteggiamento inqualificabile del Ministro Catania, oggi deputato, stia tentando di scaricare sulla più importante istituzione scientifica del settore agro-alimentare, il carico finanziario di una gestione sciatta e allegra delle risorse pubbliche destinate alla ricerca trasferite negli anni a INRAN e ENSE.

Ora non ci sono alibi per il CRA. La piena assunzione di responsabilità, su ciò che riguarda la gestione ex-INRAN o le scelte opinabili che da luglio 2012 sono state operate dal direttore delegato, anche in materia di assunzioni a TD, in assenza di responsabilità politica di vertice, dovranno essere valutate anche sulla base delle azioni ispettive delle autorità vigilanti, nonché dei fatti sottoposti all’attenzione della magistratura anche dalla scrivente OS. Attendiamo quindi provvedimenti immediati per ripristinare trasparenza e correttezza nell’azione amministrativa.

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