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Richiesti unitariamente incontri ai Ministri vigilanti diversi enti di ricerca

Diciamo no alle soppressioni di enti pubblici di ricerca e chiediamo incontri per rilanciare il ruolo strategico del sistema della ricerca pubblica.

10/07/2008
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Nella giornata di oggi, 9 luglio, i Segretari Generali di FLC Cgil, Enrico Panini, di CISL FIR, Giuseppe de Biase, e di UILPA U.R. AFAM, Alberto Civica, hanno inviato alcune lettere per richiedere incontri urgenti.

All’On Raffaele Fitto, Ministro per gli Affari Regionali, relativamente alla soppressione dell’Ente italiano della Montagna previsto dal DL 112/08, all’On Stefania Prestigiacomo, Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ed ai presidenti e capi gruppo delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato, relativamente alla soppressione di APAT, ICRAM e INFS, all’On Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali, relativamente al riordino di ISS, ISPESL, IAS e ISFOL previsti nel disegno di legge per lo sviluppo economico.

All’On. Mariastella Gelmini, a cui era stato già richiesto un incontro per tutte le problematiche relative agli enti pubblici di ricerca, è stato inviata una lettera in cui sono indicate le posizioni principali delle tre organizzazioni sindacali sulla ricerca.

Roma, 9 luglio 2008
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Roma, 9 luglio 2008
Prot. n. 278/2008

On. Mariastella Gelmini
Ministro dell’Istruzione, della
Università e della Ricerca
Ufficio di Gabinetto
Viale Trastevere, 76 a
00153 Roma

OGGETTO: “Proposta sulla programmazione e valorizzazione della ricerca pubblica”.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali Le hanno chiesto nei giorni scorsi un incontro sugli Enti di ricerca per discutere la situazione generale anche sulla base delle linee programmatiche da Lei espresse nell’audizione alla Camera dei Deputati.

Allo scopo di rendere più proficuo detto incontro Le inviamo una breve nota che sintetizza le principali specifiche questioni alle quali, a nostro parere, è necessario ed urgente dare una risposta.

L’importanza della ricerca per lo sviluppo del Paese ed il ruolo centrale che viene svolto dagli Enti di ricerca pubblici a questo riguardo è un elemento su cui da tempo esiste un generale consenso, che deve però essere tradotto in atti concreti.

In questo contesto spetta al MIUR, oltre la vigilanza sui maggiori enti di ricerca,anche il compito di definire la politica della ricerca del Paese di concerto con gli altri Ministeri.

Riteniamo quindi necessaria la definizione di un piano programmatico di sviluppo per tutta la ricerca italiana, che abbia una validità pluriennale, dando piena attuazione alla legge 204 (tavolo globale tra i ministri per la ricerca), inserendo in quest’ambito ogni riordino o ristrutturazione.

Anche l’attuazione della Legge Delega di riordino degli Enti MIUR, che Lei ha dichiarato di voler proseguire, deve essere estesa a tutti gli Enti di ricerca, almeno a livello di principi ispiratori.

Come OO.SS. che rappresentano il personale degli Enti di ricerca condividiamo l'esigenza di affrontare il tema della razionalizzazione del sistema di ricerca pubblica, con l’obiettivo di pervenire ad un funzionamento migliore, di evitare eventuali sprechi e di individuare ogni possibile sinergia. Ciò che ci interessa sono le competenze presenti nei singoli Enti che costituiscono una ricchezza per l’intero Paese e l’autonomia degli Enti che è una caratteristica indispensabile per potere svolgere attività di ricerca. Conta allora moltissimo anche il metodo con cui si intende operare in questo settore e la condivisione sul progetto che come Organizzazioni che rappresentano il personale possiamo costruire.

E' però necessario aumentare consistentemente il finanziamento per gli Enti di ricerca, specificatamente per le loro missioni, e tale aumento deve avvenire in tempi brevi. Se si dovesse continuare nella scelta di diminuire i fondi ordinari sostituendoli con bandi per progetti questo penalizzerebbe le potenzialità degli Enti stessi e gli stessi fondi dei progetti risulterebbero inutili. Ovviamente il Governo ha il diritto dovere di chiedere la riduzione degli sprechi, ma anche di valutare i risultati raggiunti.

Per quanto riguarda il personale, che è la vera ricchezza degli Enti di ricerca, tenendo conto dei numeri troppo ridotti di addetti alla ricerca e dei tanti giovani che rischiano di essere definitivamente esclusi dal lavoro di ricerca, riteniamo necessario un piano straordinario per il reclutamento di ricercatori anche con modalità nuove che riconoscano i risultati raggiunti e le competenze maturate.

Deve poi essere evitato che meccanismi quale l’esonero ad nutum decapitino gli EPR delle più elevate competenze.

Infine, le chiediamo di operare perché nel decreto economico, all’atto della sua conversione in legge, siano introdotti piccoli cambiamenti, che non determinano tra l’altro nessun aggravio di spesa. In particolare è necessario che le stabilizzazioni ed il reclutamento nel 2009 possano proseguire effettivamente come nel 2008 e che dal 2010 valga come limite solo l’ammontare del turnover e non anche il numero delle persone da assumere. In questo modo si potrà realmente iniziare ad assumere giovani e salvaguardare le migliori potenzialità umane del Paese. Desta inoltre preoccupazione la norma di riduzione delle piante organiche anche per gli enti di ricerca che in molti casi avrebbero invece bisogno di un loro ampliamento.

Allo stesso tempo deve essere salvaguardato e valorizzato il sistema premiante in essere negli EPR. In base a questo sistema tutti gli avanzamenti di carriera avvengono in base a procedure selettive. Così come pure il sistema di incentivazione consente di rispondere a situazioni nelle quale impegno e professionalità sono necessari.

Giova sottolineare che è a carico dei bilanci degli Enti il finanziamento del fondo per la produttività e quindi non produce aggravio per l’Amministrazione Pubblica e qualora venisse rimaneggiato produrrebbe il venir meno di un istituto contrattuale qualificante per una efficace organizzazione del lavoro.

In attesa di riscontro porgiamo distinti saluti

FLC Cgil
Enrico Panini

CISL FIR
Giuseppe de Biase

UILPA U.R. AFAM
Alberto Civica