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INAPP, nuovo incontro di trattativa: "Se son rose fioriranno!"

Resoconto della riunione di contrattazione integrativa dell’11 settembre 2018

17/09/2018
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La ripresa della trattativa dopo la pausa feriale ha fatto registrare all’INAPP un clima che sembra essere un po’ diverso rispetto al passato. Non che questo abbia eliminato le distanze fra le posizioni delle parti, ma il nuovo clima certamente ha permesso di fare qualche passo in avanti sulle tematiche oggetto della contrattazione integrativa dell’11 settembre. 

Evidentemente la chiarezza delle posizioni sostenute dalle Organizzazioni Sindacali e dalla RSU su alcuni punti dirimenti del tavolo, avvalorate dalla partecipata e infuocata assemblea dello scorso 31 luglio in cui i lavoratori hanno confortato le posizioni sostenute dai sindacati, ha dato un segnale chiaro alla delegazione di parte pubblica di fermezza circa l’indisponibilità ad arretrare su alcuni punti di merito della trattativa. Tanto che, in assemblea, tutto ciò è stato confermato con un preciso Ordine del giorno nel quale si dava mandato alle Organizzazioni Sindacali di proclamare lo stato di agitazione e di procedere, ove fosse stato necessario, alla proclamazione dello sciopero del personale dell’Ente.

Durante i precedenti incontri, uno dei punti salienti dello scontro era rappresentato dalla volontà, da parte dell’amministrazione, sia di procedere alla riduzione della IOS dei ricercatori e tecnologi, sulla base di esigenze contabili legate alla definizione delle risorse, sia di introdurre una “verifica” (valutazione?) sulla stessa voce salariale. Inoltre, le forti modifiche restrittive contenute nella proposta avanzata dall’Ente sull’orario di lavoro, con annesso il tema dei turni, della reperibilità, l’aumento delle ore di compresenza, l’orario sfalsato, la riduzione dell’orario di servizio e delle fasce di flessibilità, hanno rappresentato altrettanti punti di forte criticità. Su quest’ultima questione, fondamentalmente, la parte sindacale aveva criticato con forza l’assenza di qualunque elemento statistico probatorio che dimostrasse la necessità di andare ad una modifica così radicale dell’attuale orario di lavoro, se non sulla base di una “generica” necessità di assicurare nelle ore pomeridiane, la copertura dei servizi e delle attività di tipo amministrativo gestionale.

Diciamo subito che l’argomento dell’orario di lavoro non è stato assolutamente toccato nella riunione dell’11, se non in maniera marginale e nell’ambito della discussione sul salario accessorio del 2018 dove si propone l’introduzione dei turni (su cui torneremo). Evidentemente il confronto (e il conflitto) su questo tema delicato è stato solo rimandato. In ogni caso la RSU sull'orario di lavoro ha avanzato una proposta specifica, che come FLC CGIL facciamo nostra. Nell’incontro quindi si è trattato solo sul salario accessorio del 2017 e del 2018.

L’accordo proposto per il 2017, in controtendenza con quanto paventato in precedenza, non propone nessuna riduzione agli emolumenti del trattamento accessorio: intanto perché si tratta di un intervento a consuntivo su quanto già percepito, poi è l’anno di passaggio di una parte del personale ex-INAPP all’ANPAL e, quindi, si impone una rideterminazione degli importi complessivi, infine, il saldo fra cessazioni ed assunzioni non comporta una decurtazione delle risorse ma un leggero incremento. Nessun problema deriverebbe, in questo caso, dalla norma dell’art. 23 comma 2 del D.lgs 75/2017 che impone il valore del fondo per l'accessorio del 2016 quale limite alla crescita delle risorse per gli anni successivi. In ragione di ciò, sulla base di un meccanismo di calcolo esplicitato nel testo dell’accordo, si arriva a definire, per i ricercatori e tecnologi, un importo mensile pro capite e annuo della IOS, che viene tabellato all’interno del CCNI per la prima volta nella storia dell’INAPP e dell’ex-ISFOL. Si tratta di un valore sostanzialmente uguale a quello percepito. Si rimanda poi al 2018, come proposto nel testo dell’accordo, la definizione di criteri con cui erogare per il futuro la IOS, come da CCNL. Insomma la battaglia è solo rimandata.

Il vincolo "imposto" dell’invarianza delle risorse destinate al salario accessorio, dal già citato articolo 23, avrebbe potuto motivare l’adozione da parte dell’Amministrazione di un atto unilaterale (articolo 7, comma 7, del CCNL I&R 2016-2018), mentre la sottoscrizione di un CCNI che contenga sia i criteri di erogazione che l’importo tabellato della IOS, consente alle OOSS e alla RSU, e quindi al personale dell’Istituto, di mantenere il controllo sulla sostenibilità del fondo in funzione del numero di personale in servizio e di poter intervenire nel merito di eventuali future assunzioni che vadano oltre le stabilizzazioni e il turn over.

Per i tecnici e amministrativi, si ribadiscono gli storici criteri di costituzione e di utilizzo del relativo fondo. Anche in questo caso, essendo l’anno di passaggio di parte del personale all’ANPAL, si sono rideterminati gli importi complessivi e in ogni caso il saldo fra le entrate e le uscite, non ha portato a  variazioni. Abbiamo chiesto ed ottenuto che anche per la Indennità di Ente siano riportati i valori mensili pro-capite e annui per livello (come per la IOS, per la prima volota il CCNI contiene detti importi scritti e tabellati). Anche in questo caso, essendo a consuntivo, non ci sarà alcuna differenza con quanto percepito, salvo la distribuzione del fondino che potrà avvenire solo a valle della firma dell’accordo.

Altra richiesta che abbiamo avanzato è quella della limatura del testo per eliminare il riferimento all’art. 23 del DS.lgs 75/2017, perché non saremmo disponibili alla firma di una accordo che comporti la condivisione di un "vincolo" che non riteniamo legittimo, soprattutto negli anni delle stabilizzazioni. Pensiamo appunto che l’INAPP non debba stare in quel limite (tesi sostenuta anche dall’Ente che, come vedremo per il 2018, avanza una proposta di salario accessorio in incremento rispetto al passato). Sulla base di queste precisazioni e dell’accoglimento delle nostre proposte sul 2017 si è raggiunta l’intesa per una possibile firma che la controparte ha già apposto. La FLC CGIL valuta positivamente l’impianto dell’accordo e ritiene che esso possa essere sottoscritto d’intesa con i lavoratori (c’è tempo fino al 20 settembre), nella certezza che tale firma non presuppone vincoli per il 2018, vista la possibilità di disdire CCNI, qualora una delle parti lo ritenesse necessario.

Per quanto riguarda invece il CCNI 2018, il testo di entrata della delegazione di parte pubblica presenta luci ed ombre, facendo emergere i veri problemi. Se da una parte l’Amministrazione esplicita la volontà di non tenere conto dei limiti dell’art. 23 sopra richiamato, posizione da noi condivisa, per cui le assunzioni legate alle stabilizzazioni, vista anche l’autorizzazione avuta e il finanziamento specifico in finanziaria, sono da considerarsi fuori dai vincoli normali di legge, dall’altra si vuole introdurre una “verifica” sulla IOS dei ricercatori e tecnologi con cui differenziare la retribuzione di questa voce. E’ vero che la modalità proposta sarebbe analoga a quella adottata per i passaggi di fascia, ovvero “verifica della regolarità della prestazione svolta”, pur tuttavia questa verifica, affidata ad una commissione sarebbe annuale e potrebbe comportare come risultato una diminuzione del valore della IOS fino al 30%. Ipotesi per noi inaccettabile!

Mentre sul versante dei tecnici e amministrativi, come detto, non ci convincono le voci di straordinario e lo stanziamento destinato alla introduzione dei turni per un valore di 40.000 € (troppo alto) per i soli mesi finali del 2018, perchè continua ad essere scarsa la chiarezza circa la loro numerosità e loro effettiva necessità.

Pertanto, sul 2018 le parti sindacali ed in particolare la FLC CGIL hanno sostenuto al tavolo l’inaccettabilità di una proposta che introduce una differenziazione al ribasso sulla IOS e la difficoltà di accedere ad un testo che invece di consolidare le voci retributive, tende a diminuirle, questo anche alla luce delle battaglie contro il D.lgs 150 (la Brunetta) e del nuovo CCNL Istruzione & Ricerca del 19 aprile 2018 che non introduce alcuna specifica disciplina sulla premialità, nonché della storia contrattuale dell’INAPP, dove ai ricercatori certamente non è stata riconosciuta nel tempo alcuna possibilità di valorizzazione professionale, come ad esempio il diritto alla carriere (questo vale anche per i tecnici e amministrativi!), neanche sotto la forma dell'applicazione degli anticipi di fascia (mai attuata all'Ente). 

Abbiamo pertanto suggerito alla delegazione trattante la possibilità di utilizzare altri strumenti per la “differenziazione” retributiva, ma solo in aumento, ricorrendo ad altri istituti contrattuali, come l’utilizzo di risorse esterne previsto dall’art. 19 del CCNL 2002-2005, con le quali reperire risorse aggiuntive da destinare a coloro che, a detta del Presidente, lavorano in condizioni di estrema disponibilità ed abnegazione alle esigenze dell’Ente, per cui meriterebbero di essere premiati. Su questo, le nostre posizioni sono state chiare e il fuoco di sbarramento contro qualsiasi riduzione della IOS da parte di tutte le delegazioni sindacali è stato unanime. Per cui sul 2018 il Presidente, stante le posizioni registrate al tavolo, si è preso una pausa di riflessione, rinviando la trattativa al mese di ottobre.

Sulla base di quanto detto, ma anche dei risultati concreti raggiunti (per la prima volta nel testo del CCI si troveranno scritti i valori mensili ed annuali della IOS e della IdE per livello) crediamo che si possa firmare l’accordo del 2017, sapendo che la battaglia si sposta sul 2018 e sull’orario di lavoro

Questa firma non pregiudica in alcun modo la prosecuzione della trattativa, né prefigura l’esito delle trattative sul 2018 o sull'orario di lavoro, tantomeno indebolisce le nostre posizioni. Siamo stati talmente chiari che la stessa delegazione trattante ha capito benissimo quali sono i punti sui quali non si potrà passare con il consenso delle Organizzazioni Sindacali e, pensiamo, della RSU.

         

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