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Ricerca pubblica in Italia: è in gioco il futuro del Paese

I sindacati chiedono al Ministro Profumo e agli altri Ministri vigilanti un incontro per discutere dello stato degli enti pubblici di ricerca. Il cambio del Governo deve essere l'occasione da non perdere per investire in un settore strategico su cui poggiano le sorti dell'Italia.

25/11/2011
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Per rilanciare la ricerca in Italia è necessario cambiare registro. Il cambio del Governo rappresenta l'occasione per ridiscutere di quello che è successo in questi anni: tagli pesantissimi ai finanziamenti, soppressione di enti, espulsione di lavoratori e fuga dei cervelli, blocco delle assunzioni e crescita esponenziale della precarietà, perdita di autonomia perseguita con i vari provvedimenti di riordino degli enti, riduzione delle specificità di comparto, blocco dei contratti e della contrattazione integrativa, blocco delle retribuzioni.

Una miriade di interventi con cui abbiamo dovuto fare i conti e che hanno ridotto l'Italia ad essere nelle ultime posizioni fra i Paesi cosiddetti sviluppati per quanto riguarda investimenti in ricerca e sviluppo. È ora di dire basta a tutto ciò e il nuovo Governo è chiamato ad invertire la rotta, per rilanciare la ricerca pubblica nel nostro Paese.

Per questo FLC CGIL, FIR CISL e UIL RUA hanno scritto al Ministro Profumo e chiesto un incontro urgente per discutere degli interventi da realizzare a sostegno degli enti pubblici di ricerca; una opportunità per favorire la crescita sociale ed economica del Paese. Analoga richiesta è stata inoltrata anche ai vari Ministeri vigilanti degli enti di ricerca.

Dopo anni e anni di tagli che hanno portato il sistema ricerca al collasso, è necessario intervenire con risposte efficaci su

  • finanziamenti adeguati
  • lotta alla precarietà
  • reclutamento straordinario
  • tutela delle specificità di comparto
  • cabina di regia per rendere organica l'azione di Governo.

In allegato le richieste di incontro inviate.