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Prorogato al 31 dicembre il termine per riordinare gli Enti vigilati dal Miur?

Il Governo, emendando al Senato un disegno di legge recante disposizioni su altre questioni, punta a mantenere la spada di Damocle sospesa sugli Enti di ricerca. Il Progetto di legge è in fase d'approvazione alla Camera dei Deputati.

07/04/2009
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Lo scorso 4 marzo, con un emendamento approvato dal Senato a un disegno di legge recante "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonchè in materia di processo civile", formalizzza l'intento di prorogare al 31 dicembre 2009 il termine per procedere al riordino degli enti di ricerca vigilati dal Miur, previsto dalla legge delega n° 165/2007, varata dal Parlamento nella scorsa legislatura e sulla quale FLC Cgil, FIR Cisl e UilPA-UR AFAM manifestarono forti preoccupazioni.

L'art. 27 del Progetto di legge C. 1441-bis-B, attualmente all'esame delle Commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera dei Deputati, oltre a prorogare i termini per l'emanazione dei Decreti legislativi previsti dalla L. 165/2007 punta anche a modificarne l'impianto, riducendo ulteriormente i già risicati margini d'autonomia degli enti e di partecipazione delle comunità scientifiche.
Con modalità già fortemente criticate dalle organizzazioni sindacali conferderali di categoria, il Governo tenta inoltre di riesumare la possibilità d'applicare agli enti di ricerca la mannaia della norma "Taglia-enti" introdotta dall'art. 56 della L. 133/2008.

Di seguito il commento dei Segretari Generali di FLC Cgil, FIR Cisl e UilPA-UR AFAM.
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FLC Cgil - FIR Cisl - UilPA-UR AFAM

PROROGATO AL 31 DICEMBRE IL TERMINE PER RIORDINARE GLI ENTI VIGILATI DAL MIUR?

A ridosso della scadenza per l’emanazione dei Decreti Legislativi attuativi della L. 165/1997 (la delega ottenuta per il Governo Prodi dall’allora Ministro Fabio Mussi) il Governo, con un emendamento approvato dal Senato al ddl A.C. 1441 - bis (art. 27) recante «Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile», proroga i termini per procedere al riordino degli Enti Pubblici di Ricerca vigilati dal Miur.

L’emendamento, in particolare, modifica la modalità di stesura in prima applicazione degli statuti. Qualora esso fosse confermato nell‘iter parlamentare tale compito non sarebbe più demandato ai Consigli scientifici generali, bensì affidato ai Consigli d’amministrazione, integrati con cinque esperti di nomina ministeriale. Con la stessa procedura sarebbe prevista anche l’emanazione dei regolamenti di amministrazione, contabilità e finanza e del personale, assoggettati al controllo del Miur sentiti rispettivamente il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione.

L’emendamento prevede la possibile applicazione agli enti vigilati dal Miur della norma «taglia enti» della L. 133/2008 (ovvero la soppressione!) qualora entro il 31 dicembre 2009 non siano emanati i decreti legislativi di riordino.

Verrebbero, altresì, soppressi anche l’Anvur, l’Ansas, l’Enam e l’Invalsi, qualora, sempre entro il 31 dicembre 2009, non ne siano adottati i regolamenti di riordino in base al meccanismo della delegificazione.

Avevamo già manifestato forti preoccupazioni in occasione dell’iter d’approvazione della legge delega con il precedente Governo, evidenziando, tra l’altro, come alcuni dei suoi contenuti fossero lesivi di quell’autonomia che, insieme alla programmazione e alla valutazione, resta l’essenza stessa della ricerca pubblica e, quindi, di tutti gli enti che operano nel settore.

Riaffermiamo le nostre perplessità di metodo e di merito.

Sul metodo, auspichiamo un confronto stabile con il Ministero dell’On. Gelmini, alla quale abbiamo inoltrato una richiesta d’incontro.

Nel merito, sottolineiamo che per la terza volta in dieci anni si collegano processi di riordino istituzionale all’intenzione dichiarata di varare il Piano nazionale della ricerca (che, ricordiamo, è fermo alla stesura di 7 anni fa).

Permangono inoltre le perplessità che, unitariamente, manifestammo quasi due anni addietro. Esse attengono, in particolare, all’assenza della previsione di azioni correttive sulla governance del sistema all’interno del quale, soprattutto in termini di coordinamento programmatico, d’individuazione delle missioni, di distribuzione delle risorse, di regolazione e valorizzazione delle risorse umane si rischierà d’accentuare la dicotomia e l’asimmetria esistenti tra gli enti vigilati dal Miur e quelli vigilati da altri Ministeri.

La stessa scelta di trasferire dai Consigli Scientifici Generali ai Consigli d’Amministrazione la prima stesura di statuto e regolamenti, se non equilibrata da un indirizzo volto a favorire la diretta partecipazione della Comunità Scientifica interna agli Enti indebolirà ulteriormente l’autonomia di questi ultimi.

È invece necessario, a nostro avviso, che il provvedimento in discussione non solo garantisca agli Enti vigilati dal Miur l’autonomia prevista dalla Costituzione e confermata dalla L. 168/89, ma abbia la anche capacità di estenderli a tutte le Istituzioni della ricerca pubblica, unitamente al riconoscimento della peculiarità del personale e della comunità scientifica.

In questo quadro, riteniamo che il legislatore debba introdurre, nel corso dell’iter d‘approvazione alla Camera, elementi correttivi mirati a

- valorizzare l’autonomia e la partecipazione del personale degli enti e della comunità scientifica, anche in riferimento alla prima stesura di statuti e regolamenti;

- rilanciare il processo di reclutamento del personale;

- prevedere strumenti e misure in grado di consentire reali processi di mobilità tra enti, università, istituzioni di alta formazione e mondo produttivo;

- prevedere adeguate norme di raccordo per gli enti vigilati da ministeri diversi dal Miur, in particolare sulle questioni inerenti a reclutamento, personale, mobilità, in un’ottica di vera e concreta riaffermazione della specificità e dell’autonomia della ricerca pubblica extra universitaria e in quest'ambito ribadire la peculiarità del modello contrattuale per il personale degli Enti pubblici di ricerca.

Roma, 7 aprile 2009

FLC Cgil - Domenico Pantaleo
FIR Cisl - Giuseppe De Biase
UilPA – UR AFAM - Alberto Civica

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