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Presentata al CNR la bozza di Statuto, forti critiche dalla FLC CGIL

Viene disattesa totalmente la Carta Europea del Ricercatore e reso marginale il coinvolgimento del personale. Giovani precari penalizzati e senza opportunità per il futuro.

29/07/2010
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Abbiamo preso visione in via informale della bozza di Statuto, formulata dal Consiglio di Amministrazione del CNR integrato con i 5 saggi nominati dal Ministro Gelmini, ora all'esame del Consiglio Scientifico Generale per il previsto parere.

Auspichiamo che il CSG apporti sostanziali modifiche alla bozza di Statuto licenziata dal CDA nella riunione del 22 luglio scorso.

Riservandoci di esporre in dettaglio le nostre osservazioni, non possiamo esimerci da esprimere, fin da subito, le nostre contrarietà ad un testo raffazzonato che mescola elementi propri di uno Statuto con quelli tipici di un Regolamento. In particolare, la bozza di Statuto:

  • disattende totalmente la Carta Europea del Ricercatore, nonostante sia richiamata espressamente dal D.Lgs 213/09

  • rende marginale il coinvolgimento del personale a tutti i livelli e si delinea una struttura verticistica di nomina politica

  • confonde il contratto di lavoro a tempo determinato con la formazione e, introducendo una norma per regolare il precariato, limita ad un periodo complessivo non superiore a sei anni ogni qualsivoglia tipologia contrattuale con la stessa persona, senza tener in alcun conto il contesto esterno, la mancanza di mercato del lavoro in uno Stato con l'ormai perenne blocco del turn over negli Enti pubblici. Inoltre, senza tener conto delle ingenti risorse utilizzate per formare giovani ricercatori che non avranno futuro, favorisce un precariato “particolare” prevedendo forme di collaborazione non onerose.

Il 29 luglio prossimo è prevista la riunione del CDA integrato dai cinque esperti per l'approvazione definitiva, prima dell'invio al Ministro Gelmini per il dovuto controllo di legittimità e di merito.

Rispetto alla bozza così formulata la FLC CGIL non può che essere fermamente contraria e metterà in atto tutte le possibili azioni per evitare un simile scempio del maggiore Ente di ricerca pubblica italiana.

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