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Ricerca: gli impegni del MIUR per la stabilizzazione dei precari

Una delegazione sindacale è stata ricevuta dall’amministrazione nel corso della grande manifestazione tenuta di fronte al Ministero.

04/10/2017
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Il 4 ottobre 2017 i precari del CNR e degli enti pubblici di ricerca (INAF, INFN, INGV, CREA, INRIM, INAPP, etc.) hanno manifestato sotto la sede del MIUR per rivendicare il loro diritto alla stabilizzazione, alla luce di quanto previsto dal DLsg 75/2017, che fornisce lo strumento per poter procedere alla messa in ruolo di tutti gli aventi diritto. Numerosi gli interventi qualificati delle lavoratrici e lavoratori della ricerca, precari e non, sostenuti da una partecipazione attiva e rumorosa delle delegazioni giunte da tuta Italia; una manifestazione colorata e determinata, per marcare questa importante giornata di lotta per la stabilizzazione dei precari tutti, nessuno escluso.

I precari della ricerca in presidio al Miur

I temi portanti della manifestazione promossa dai Precari Uniti CNR e sostenuta da FLC CGIL , FIR CISL e UIL RUA, sono stati di due ordini: il primo relativo al reperimento dei fondi ad hoc in finanziaria di prossima emanazione (22 ottobre) necessari alla stabilizzazione, il secondo relativo all’inclusione di tutte le tipologie contrattuali precarie, ovvero di tutte le tipologie di lavoro flessibile, nelle procedure di stabilizzazione; l’attenzione nello specifico è stata posta sugli assegnisti di ricerca, figura questa che costituisce più della metà dei lavoratori precari del CNR, ma non solo.

Questi i due temi presentati anche al tavolo di confronto col MIUR, dove una rappresentativa delegazione sindacale è stata ricevuta dal vice Capo di Gabinetto dott.ssa Gargano e dal Capo Dipartimento per la Ricerca Prof. Mancini.

Nel corso dell’incontro, la FLC CGIL ha ribadito con forza la necessità di reperire le risorse necessarie per l’attuazione delle procedure per le stabilizzazioni previste dal decreto Madia, procedure che dovranno riguardare anche gli assegni di ricerca e ha sollecitato il Ministero vigilante ad essere parte attiva, nei confronti almeno degli enti vigilati, per l’attuazione delle norme in questione. La FLC CGIL ha rappresentato in questo senso le proprie preoccupazioni per le notizie che giungono da alcuni Enti (INFN e INAF) circa la volontà di utilizzare le stabilizzazioni solo per il personale tecnico e amministrativo, prevedendo invece, con argomentazioni speciose, l’ennesimo concorso per ricercatori e tecnologi che sarebbero in possesso dei requisiti di legge.

Nelle risposte il MIUR si è dimostrato disponibile ad accogliere le richieste avanzate, impegnandosi a verificare le risorse necessarie per la stabilizzazione dei precari, sulla base dei requisiti previsti e della verifica sulla numerosità degli aventi diritto che si sta attuando con gli Enti. Risorse che, una volta individuate, saranno finalizzate all’applicazione delle norme del decreto Madia e aggiuntive al finanziamento ordinario, togliendo così qualunque alibi ai Presidenti degli Enti. Ovvio che sulle risorse necessarie aprirà un confronto col MEF per destinarle nella legge finanziaria. Una partita che certamente sosterremo con la nostra mobilitazione!

Sugli assegni di ricerca, il MIUR ha confermato l’attenzione allo specifico problema, stante la vaghezza della norma circa l’inclusione di queste tipologie professionali fra i contratti flessibili. A tal proposito siamo in attesa della nota circolare che il Dipartimento della Funzione Pubblica sta per emanare sull’interpretazione delle disposizioni di cui all’articolo 20, commi 1 e 2 del DLgs 75/2017. La delicatezza del problema risiede nel fatto che l’articolo 23 del DLgs 240/2010, da cui origina la figura degli AdR, fa riferimento alla legislazione universitaria, per la quale non esiste uno sbocco professionale contrattualizzato per gli assegnisti, mentre, nel caso di specie degli EPR, lo sbocco naturale per queste figure è quello contrattualizzato del ricercatore. Pertanto, mentre per gli EPR non vi sarebbe alcun problema ad includere gli AdR nelle norme di stabilizzazione, il problema si porrebbe sul versante delle Università. Su questo la nota della Funzione Pubblica sarà dirimente e se, come la Ministra Madia va dicendo a più riprese, sarà chiaramente specificato che il comma 2 è applicabile agli assegni di ricerca, il MIUR non potrà che adattarsi alla norma e procedere alla rideterminazione delle risorse necessarie per le stabilizzazioni, sulla base dei “nuovi” numeri che si determineranno.

Le parti hanno concordato per un prossimo incontro tecnico per verificare i numeri delle stabilizzazioni degli Enti vigilati dal MIUR, anche alla luce della nota circolare della Funzione Pubblica.

Verificheremo gli impegni assunti dal MIUR nel corso dei prossimi giorni, visto che la presentazione alle Camere della finanziaria è prevista per il prossimo 22 ottobre. Per questo la mobilitazione dei precari degli EPR deve continuare determinata, così come lo è stato sino ad oggi quella dei PrecariUnitiCNR e dovrà prevedere momenti specifici in ogni ente, oltre alle iniziative di mobilitazione esterne che saranno definite dalle organizzazioni sindacali. È stata già individuata una prossima data unitaria per la seconda metà del mese di ottobre.