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INVALSI: forte preoccupazione dei precari per il loro futuro occupazionale

Votata una mozione all’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori del 18 marzo 2013.

20/03/2013
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L’esito delle procedure concorsuali in corso che hanno penalizzato numeri significativi di personale precario, che non sono riusciti a superare le prove scritte, e la mancata attuazione ad oggi dell’accordo sulle proroghe dei contratti a tempo determinato in essere, stanno causando forte preoccupazione fra il personale dell'ente.

Un atteggiamento sbagliato e poco sensibile alla valorizzazione dell’esperienza professionale maturata nell’ente, con oltre 10 anni di precariato alle spalle, che scarica sui precari le responsabilità dei vertici dell’Istituto che in questi anni non sono stati in grado di assicurare stabilità occupazionale e una struttura organizzativa adeguata ai compiti che l’ente deve svolgere.

Basti pensare che l’80% della forza lavoro all’INVALSI è precaria e numericamente insufficiente, circa 90 lavoratori fra precari e strutturati, per svolgere i delicati compiti connessi all’attività di valutazione del sistema scolastico. Ma chiama in causa anche le gravi responsabilità del governo in carica e del MIUR che hanno pervicacemente tagliato e precarizzato i settori pubblici della conoscenza, fra cui la ricerca. In un momento di crisi occupazionale come quello che stiamo vivendo, sono altre le risposte che occorre dare ai precari che da anni mandano avanti la pubblica amministrazione.

I lavoratori vogliono garanzie sul loro futuro e chiedono la proclamazione dello stato di agitazione.

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Mozione dell’assemblea INVALSI del 18 marzo 2013

L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INVALSI, convocata da CGIL CISL e UIL in data 18 marzo 2013 per discutere della situazione dell’Ente alla luce di quanto sta avvenendo nei concorsi a tempo indeterminato e a tempo determinato, nonché sulle proroghe dei contratti a tempo determinato, denuncia il comportamento inaccettabile dell’Ente rispetto al problema del precariato e al grave stato di disagio in cui si trova ad operare.

Dopo anni di precariato e di reiterazione di contratti, che hanno superato ormai in molti casi i 10 anni, una gestione commissariale opinabilmente efficientista e meritocratica sta dando corso alle procedure di reclutamento straordinarie previste per l’INVALSI, ma non riesce a cogliere l’occasione per valorizzare il patrimonio professionale costruito negli anni, che ha permesso all’Istituto di perseguire gli obiettivi istituzionali.

Ritenevamo che la collocazione del personale precario nelle graduatorie di merito fosse un obiettivo condiviso con l’Ente, mentre stiamo assistendo ad un processo selettivo che non rispetta le dichiarazioni di regolarizzazione del personale, sottopone i precari a confronti non coerenti con la loro storia e attività, e soprattutto disconosce il contributo dato sino ad oggi all’INVALSI da questi lavoratori.

L’esito dei concorsi a tempo indeterminato, in particolare per quanto riguarda il profilo di CTER, conferma i dubbi e le perplessità sollevate dalle OO.SS. su procedure avviate senza alcun confronto e con scarsa attenzione alla valorizzazione delle professionalità maturate all’INVALSI, come previsto anche dalle normative vigenti.

Il numero degli esclusi dalle selezioni, in particolare per un’area, ha raggiunto il 50% dei partecipanti, segno evidente che si è scelto di procedere con prove ultraselettive che prevedono competenze eccessive perfino rispetto ai requisiti previsti dallo stesso CCNL. L’esclusione di precari di lungo corso dall’utile collocazione in una graduatoria concorsuale evidenzia una spaccatura tra quanto viene richiesto da tempo sostanzialmente ai lavoratori interni e quanto invece l’INVALSI pretende formalmente nelle prove d’esame. Per non parlare poi dei concorsi a Ricercatore: l’INVALSI ha individuato professionalità così specialistiche e così lontane dalle competenze tipiche dell'attività di valutazione o da quelle specifiche possedute dai precari, da produrre un bando che è poi risultato deserto alla partecipazione anche di esterni.

Su questa scia continua l’azione dell’ente e dei suoi vertici che, in occasione dell’emanazione dei concorsi a tempo determinato per ulteriori 28 posizioni a tempo determinato necessarie a reperire nuove professionalità di cui l’Ente dichiara di aver bisogno, si è scelto di operare in modo unilaterale, senza alcun confronto con le OO.SS., creando l’ennesima occasione di frattura e divisione fra i lavoratori precari.

Resta incomprensibile l’invito a far partecipare a queste selezioni il personale già precario, ove si pensi alla quasi inesistente attenzione alle professionalità maturate all’interno e alla scarsa valorizzazione dell’esperienza INVALSI.

A ciò si aggiungono errori nei requisiti previsti per l’accesso, dove ad esempio l’esperienza dei tre anni non è prevista nel profilo di Ricercatore, mentre è richiesta in quello di CTER.

Nel frattempo non è stato ancora onorato l’accordo siglato in data 13 febbraio scorso per la proroga dei contratti a tempo determinato in essere sino al 31 dicembre 2014, necessario e fortemente voluto dai sindacati e dai lavoratori per evitare la formazione di spaccature tra i precari sulla base della diversa durata dei contratti.

L’accordo garantisce un rasserenamento del clima interno all’Ente, soprattutto in un contesto che vede un tavolo aperto all’ARAN sul precariato e il rinnovo dei contratti, il cui andamento non lascia al momento intravedere prospettive rassicuranti per il futuro dei precari e garanzia dell’occupazione.

L’assemblea, nel denunciare la forte preoccupazione per la modalità con cui i vertici del’Ente stanno operando sul tema del precariato e al fine di evitare ricadute sull’attività istituzionale, chiede:

  • di dare immediata attuazione all’accordo sottoscritto in data 13/2/2013 di proroga dei contratti a tempo determinato in scadenza fino al 31/12/2014;
  • che siano accolte le modifiche avanzate dalle OO.SS. sui concorsi banditi a tempo determinato, in merito ai requisiti dell’accesso e in particolare alla valorizzazione dell’esperienza e professionalità maturate in INVALSI;
  • alle OO.SS. di proclamare lo stato di agitazione e di mettere a punto iniziative di mobilitazione e di lotta se le risposte alle richieste dell’assemblea e delle OO.SS. non saranno accolte in tempi rapidi.

L’assemblea si da' mandato per una riconvocazione per il prossimo 27 marzo per verificare le risposte del Commissario e del Direttore Generale alle richieste avanzate.

Approvata all'unanimità

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